KidZania: il parco divertimenti dove i bimbi lavorano

KidZania

KidZania è il parco divertimenti per bambini nato in Messico, dove i piccoli visitatori diventano "lavoratori per un giorno". In un futuro non troppo lontano, uno di questi parchi potrebbe aprire anche in Italia.

KidZania: parola d'ordine edutainment

Edutainment. Cos'è questa strana parola? È un termine che unisce due sostantivi inglesi, "education and entertainment"; in italiano potremmo tradurla con gioco educativo. Che è il principio alla base dei 24 parchi divertimento KidZania sparsi per il mondo. Il fondatore, Lopez Ancona ha voluto creare questa realtà per insegnare ai bambini il valore dei soldi e del lavoro.

Tutto, nel parco divertimenti, è realizzato con assoluto realismo: dal muso dell'aereo a grandezza naturale che accoglie i piccoli visitatori in ciascun parcho, alle varie postazioni di lavoro. Di mestieri, a KidZania, ce ne sono per tutti i gusti: dal cuoco al vigile del fuoco, dal giornalista al meccanico, dal cantante alla cassiera. A fine giornata, i bambini ricevono anche uno stipendio nella valuta del parco, il Kidzo, che possono spendere in giocattoli e dolciumi nei negozi all'interno dei parchi del circuito. 

I genitori, invece, non possono entrare, ma hanno la possibilità di osservare i propri bambini da appositi monitor. 

La polemica contro i parchi KidZania

Nonostante il grande successo ottenuto da questi parchi divertimento, non a tutti i genitori piace il marchio KidZania e ciò che rappresenta. Più che altro per la presenza di grandi marchi e oggetti promozionali (la pizza è Domino's, i supermercati sono Lidl, l'istituto di credito è HSBC) che, accusano in molti "plasma le menti dei piccoli visitatori", crescendo generazioni di consumisti.

La società rimanda le accuse al mittente, spiegando che la presenza di marchi così riconoscibili è un "acceleratore di realtà", un modo per riproporre ai bambini quello che vedono nella vita di tutti i giorni. L'amministratore delegato della società, inoltre, ha sottolineato che il 50% degli introiti di KidZania viene proprio dal marketing. Insomma, niente pubblicità, niente divertimento.

Voi cosa fareste? Portereste vostro figlio in un parco KidZania?

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