La battaglia di Nicolò, oggi in missione fra gli angeli

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Ancora oggi, purtroppo, il 5-10% dei bambini nati prematuri non riesce a sopravvivere. Questa è la storia di uno di loro, il piccolo Nicolò Leon.

Piccoli combattenti

In occasione della Giornata Nazionale del Neonato Prematuro, celebrata il 17 novembre 2016, sono state tante le storie di bambini nati pretermine che hanno vinto la loro battaglia per la sopravvivenza.

La maggior parte di loro adesso sta bene e cresce in salute, come la piccola Lavinia, che alla nascita pesava solamente 423 grammi, o Adele, che di grammi ne pesava appena 420. Non tutti però sono riusciti a superare i terribili momenti trascorsi in terapia intensiva e fra loro anche Nicolò Leon, o come lo chiama suo padre, il "generale bambino".

Nicolò in missione fra gli Angeli

Tutto ebbe inizio 1 gennaio del 2014, il giorno in cui mamma Marcella fu ricoverata all'Ospedale di Modena fino alla nascita di Nicolò, il 23 gennaio, dopo sette mesi e mezzo di gravidanza. Ogni sera, Gianni Gargano, il papà di Nicolò, raccontava attraverso la sua pagina Facebook le interminabili giornate in terapia intensiva del suo bambino. Non solo per aggiornare parenti e amici delle condizioni del bimbo ma anche per trovare la forza di sperare e non lasciarsi abbattere.

Fu così che, dopo 109 giorni di ospedale, Nicolò fu dimesso ma la gioia di averlo finalmente a casa durò solo poche settimane.

Il 17 giugno, durante una visita di controllo, il piccino che aveva combattuto con coraggio se ne andò per sempre. "No, Nicolò non è morto! Il Generale Nicolò Leon è partito per una nuova missione al servizio degli Angeli".

Così parla il suo papà che l’ha voluto ricordare in un libro-diario, i cui proventi saranno interamente devoluti all’Associazione Buona nascita Onlus di Carpi (Modena) per sostenere il progetto "Nicolò Leon- raccolta latte materno donato ai bambini prematuri". Grazie a questa iniziativa, molti bimbi nati pretermine potranno avere a disposizione un'arma in più per affrontare le loro sfide quotidiane perché per i prematuri il latte materno è la migliore delle medicine.

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59 comments

  1. Michela Pilittu 28 Novembre, 2016 at 18:17 Rispondi

    Le mie gemelline sono.nate di 29 sett, abbiamo lottato tanto 2 mesi e mezzo.di ospedale e ora sono qui con me!!! Chi non lo prova non puo.capire realmente cosa si prova ad avere bimbi in terapia intensiva in incubatrice x mesi, a tra suoni allarmi, luci, a chiedere il permesso x toccarli 2 minuti non sapendo se domani li rivedrai…

  2. Vale-Alex Alexianer 28 Novembre, 2016 at 18:30 Rispondi

    Povera stella ci sono coai tanti innocenti che si ammalano o muoiono sensa un motivo piccini e che invece merita davvero di morire nn muore mai ( un giorno piccolino starai per sempre tra le braccia della tua mamma e del tuo papa quel giorno sara eterno !!

  3. Manuela Buriola 28 Novembre, 2016 at 21:55 Rispondi

    Posso capire… Mirco è qui cn me, ha quasi 10 anni ed è il mio guerriero: È lui che mi ha insegnato veramente quanto è bella e preziosa la vita…
    Però certe notti li sogno ancora gli allarmi che suonano, le luci che si accendono e tutto quel correre di camici…
    Ma soprattutto sogno quella mamma che incontrai alla banca del latte che chiedeva di poter donare il suo x quei bimbi ricoverati: il suo era volato via mezz’ora prima!

  4. Ilaria Pavan 29 Novembre, 2016 at 13:44 Rispondi

    Mamme siete anche voi delle guerriere io ho una stellina che ho perso a 8 settimane e davvero questa cosa mi ha sconvolto..ma penso a voi che li avete stretti tra le vostre braccia anche solo per pochi istanti..avete una forza indescrivibile.. io adesso ho un pulcino di 17 mesi che è la mia vita ma un pensiero quotidiano va sempre anche al mio angioletto..

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