Laura Chiatti costretta ad abbandonare i figli: il lavoro chiama

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La bella attrice umbra Laura Chiatti, ha postato un selfie sul proprio profilo Instagram, in cui ha una espressione decisamente triste e desolata.

Il motivo è semplice: la donna, madre di Enea e Pablo (quest’ultimo nato lo scorso luglio), a causa di motivi professionali è costretta ad allontanarsi da loro. A commento della foto, infatti, è presente la seguente didascalia:

“Questa la mia faccia dopo aver lasciato i piccoli dai nonni: purtroppo si deve anche lavorare! Per fortuna ho dei genitori meravigliosi, i miei bimbi non potrebbero desiderare nonni migliori”.

Mamma Laura: da una vita in simbiosi al distacco

Dopo aver vissuto in simbiosi con i propri piccoli, la trentaquattrenne non nasconde di fare estrema fatica a separarsi da loro. Tuttavia l'attrice, piuttosto che affidare i piccoli a tate e baby-sitter (come sono solite fare le sue colleghe dello show-biz), ha deciso di lasciarli alle cure dei nonni, che, per fortuna, sono estremamente amorevoli e in grado di prendersi cura dei propri nipotini.

Come tutte le mamme in carriera, insomma, Laura Chiatti deve fare i conti col magone che stringe la gola ogni qual volta ci si allontana dai propri figli per andare a lavoro.

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88 comments

  1. Bianca Meo 27 settembre, 2016 at 19:51 Rispondi

    Io ho scelto di non lavorare non posso permettermelo non ho chi mi aiuta e se lavorare significava farli crescere da qualcun’altro ho preferito campare di stento ma godermeli tutti

    • Caterina Pinna 28 settembre, 2016 at 07:40 Rispondi

      Io ho rallentato ma non ho lasciato il lavoro perché credo sia importante per me è per mio figlio. Non vorrei mai sentirmi frustrata per aver lasciato il lavoro per lui e non vorrei mai che lui si sentisse in colpa o in dovere di ringraziarmi. Il lavoro è importante non ha solo una valenza economica.

    • MenaeSaverio Derosasica 28 settembre, 2016 at 13:00 Rispondi

      Caterina Pinna condividi appieno. Io sono rientrata a tre mesi e lavoro.È stata dura non nascondo di aver sofferto a non ti racconto i pianti e i sensi di colpa. Ma con un mutuo da pagare xke privare mio figlio di un paio di scarpe in più perché privato o di una bella festa di compleanno. In più mio figlio allergico alle proteine del latte vaccino uova nocciole farina ecc spendo una barca di soldi per comprare cosa adatta a lui. È poi mi piace sentirmi cmq indipendente. Ho faticato tanto per raggiungere una certa posizione lavorativa xke perdere tuttto? Ma come te ho rallentato.. si può essere mamma e lavoratrici ci vuole buon senso. Naturalmente avevo aiuto a morire da parte della famiglia. Comprendo chi non ha nessuno è devo.per forza di cose fare una scelta. Io ho mandato mio figlio asilo ma solo dopo i 16mesi . Quando lo portavo all inizio c’era una buona di solo 6mesi e mi si stringeva il cuore. Le braccia di un maestra non sono mai come quelle di una mamma di una zia o di una nonna. Cmq sia mai giudicate ognuno ha una sua storia ha un suo vissuto in base al quale si muove in quel percorso che è la vita e le e emozioni

  2. Veronica Turi 27 settembre, 2016 at 19:58 Rispondi

    Mio figlio ha 3. Anni compiuti sono 5 giorni che va all’asilo ma mi piange il cuore vederlo piangere ogni volta…. Sono anormale??? Tanto ci fanno disperare e poche ore senza noi e ci sentiamo peggio… CONSOLATEMIII

  3. Lucia Serpico 27 settembre, 2016 at 20:29 Rispondi

    Bah io penso che lavorare mi farà bene. Una giornata e’ lunga e mi piace una parte parlare con altri adulti. Poi sono tutta per lei. Quello a cui rinuncio sono sicuramente le pulizie, estetista, parrucchiere…..

  4. Sabrina Vacca 27 settembre, 2016 at 20:51 Rispondi

    Ma che lagna sterile, non sa che significa lavorare per vivere! Andasse a lavorare sul serio poi ne riparliamo, e comunque i figli crescono basta organizzarsi si tiene duro qualche anno e si può lavorare anche part-time

  5. Mariapina Matarazzo 27 settembre, 2016 at 21:09 Rispondi

    I miei complimenti alle mamme che potendo scegliere hanno deciso di rinunciare al lavoro e alle mamme che invece tornano a lavoro:tenete duro mi racc e godetevi ogni momento che riuscite a ritagliarvi con i vostri piccolini😘😘😘😘😘

  6. Ilary Ace 27 settembre, 2016 at 21:38 Rispondi

    Io il primo giorno dopo la maternità ho pianto ad ogni saluto. Mi mancava troppo… aveva 5 mesi… piccola… ma ora ha 1anno e mezzo e ancora durante il giorno mi manca. Quando non è con me credo mi mancherà sempre anche a 20 anni

  7. Milena Angioni 27 settembre, 2016 at 22:15 Rispondi

    Io si..ho sofferto a causa del distacco nel rientrare a lavoro. Ho avuto una crisi di pianto proprio a lavoro. Le colleghe mi hanno tranquillizzata. Poi ho proseguito con le mie mansioni e sono stata più tranquilla.

  8. TestaMatta Di Agostina D'Addario 27 settembre, 2016 at 22:25 Rispondi

    Io penso che dipende anche dal lavoro che fai e dell’aiuto che hai… io ho ricominciato a lavorare dopo 20 giorni dal parto… lentamente e con sacrificio e sofferenza… però amo il mio lavoro.. fa parte della mia vita…ho fatto sacrifici in passato per raggiungere i miei obiettivi.. certo ho un grande aiuto da parte di tutta la mia famiglia e piano piano faccio tutto.. mi fa bene… stacco per un po dalla routine… e quando torno a casa dal mio piccolino sono sicuramente una mamma più tranquilla serena….e soprattutto felice. Felice di tutto la mia vita di donna.

  9. Claudia Romito 27 settembre, 2016 at 22:35 Rispondi

    Sicuramente non sarà semplice… anch’io riprenderò a lavorare tra qualche giorno dopo quasi un anno,ma sono convinta che questa scelta farà del bene sia a me sia al mio adorato piccolino. Si è vero mi perderò dei momenti della sua crescita ma mi impegnerò a dar valore ax ogni singolo momento passato insieme!

  10. Elisa Gasparotto 27 settembre, 2016 at 22:41 Rispondi

    Oggi…rientrata a lavoro !!ed è scappata più di 1 lacrima e l’ho pensata tutto il tempo…non vedevo l’ora di rivedere il suo sorriso!!!forse a volte è più difficile x noi mamme tagliare il cordone che ci lega ai nostri piccoli, ma farà anche bene ad entrambi. Alla fine conta la qualità del tempo che si passa assieme!!

    • Simona Scognamiglio 28 settembre, 2016 at 00:40 Rispondi

      La qualità ?? Scusa ma un bambino di 5-6-7 mesi o anche 12 mesi o anche 18 mesi conosce la qualità ??? Credimi penso proprio di no !!! Conosce solo la presenza della mamma e con ciò non voglio dire che non bisogna lavorare anche io ho ripreso il lavoro però non dite cavolate con il tempo di qualità X favore riflettete prima di parlare !!

  11. Lara Bresolin 27 settembre, 2016 at 23:07 Rispondi

    La Chiatti ha la baby sitter dietro il sedere che la segue con i figli!
    Probabilmente ne ha più di una
    Le mamme comuni, come noi, non dormono la notte magari, si alzano presto , e durante il giorno non si fermano mai , ecco queste sono quelle che non hanno mai finito di lavorare!

  12. Rafaella Atzeri 28 settembre, 2016 at 00:01 Rispondi

    ma che discorsi fate,fare l’attrice è un lavoro,poi si può discutere se lei sia brava o meno….ciò che conta è che per portare i soldi a casa
    come tutte deve lasciare qualche ora il.figlio,come tutte noi….indipendentemente dal.fatto che abbia mille baby sitter o il miglior asilo del.mondo…è comunque lontano dalla famiglia e come tutte sente il distacco….mah….sempre a polemizzare…

  13. Tiziana Semerano 28 settembre, 2016 at 00:12 Rispondi

    Io ho scelto di crescere mio figlio. Non ha senso andare a lavorare, guadagnare e lasciarli quasi tutti in spese baby sitter e asilo nido. Non ha senso. Ed è una violenza per madre e figlio la separazione prima che sia finita l’esogestazione e l’allattamento esclusivo.

  14. Tiziana Semerano 28 settembre, 2016 at 00:20 Rispondi

    Se proprio dobbiamo dirla tutta, ci sono donne che non hanno necessita di toronare a lavorare, si potrebbero godere almeno i primi 3 anni, che sono importantissimi. Possono scegliere e scelgono la carriera, di restare sulla cresta dell’onda. Si pensi per esempio a hilary blasy, che ha fatto il diavolo a 4 per poter condurre gf a pochi mesi dal parto. Ha bisogno di soldi???

  15. Katerina Stefani 28 settembre, 2016 at 07:55 Rispondi

    Ho rinunciato lavoro 18 mesi va al nido se immagino che a casa mio potevo stare a casa fino tre anni e nn sentirmi costretta lasciarlo prendendo soldi mi viene male Italia e strutturata malissimo !!!!!!! Ora devo cambiare lavoro per via dei orari

  16. Debora Fabri 28 settembre, 2016 at 13:28 Rispondi

    Io rientrerò fra 2 settimane e al pensiero mi si stringe il cuore, perchè la mia piccola ha 4 mesi. Ma non ho scelta. Il mio lavoro per me è importante, per la mia autostima e per la mia indipendenza, avrei preferito aspettare un paio di mesi, ma lo Stato ti volta le spalle in tutti i sensi. Siccome lavoriamo ho un reddito alto e non mi spetta nulla, nella graduatoria del nido sono ultima probabilmente senza possibilità di ammissione neanche per il prossimo anno scolastico, i nonni lavorano (grazie Fornero) e l’unica alternativa è un nido privato. Ho chiesto di poterla mandare da gennaio, nessun problema, basta che paghi l’anno intero. Sto pagando un nido, fra l’altro caro, che inizierà a frequentare a metà dicembre e nel frattempo per 2 mesi starà con MIA nonna, 78 anni e con un principio di Parkinson… di scelte ne ho avute ben poche, al lavoro non voglio certo rinunciare, anche perchè voglio che alla mia piccola non manchi mai nulla e quindi è obbligatorio x me rientrare

  17. Ross Bosco 28 settembre, 2016 at 14:04 Rispondi

    Non lavora in miniera, non lavora 8 ore o più al giorno o nei weekend, non ci mette una vita a recarsi al lavoro con i mezzi pubblici etc. Di certo non fa film tutto l’anno e se va bene ha la babysitter che cura il figlio sul set. Quindi cosa si lamenta. Lavorare é ben altro! Cmq Ne faccio a meno dei suoi film :) :)

  18. Silvia Pasina 28 settembre, 2016 at 15:36 Rispondi

    Laura Chiatti “costretta” a tornare a lavoro? Da chi? Le hanno messo una pistola alla testa? Inoltre starà via un paio di settimane? Mica come noi che magari lavoriamo full time e stiamo lontano dai nostri figli tutto il giorno tutti i giorni. Ma per favore……..

  19. Rita Rega 28 settembre, 2016 at 19:10 Rispondi

    E noi deportate della buona scuola che non vediamo i figli per settimane ci dobbiamo tagliate le vene? Magari potessi rientrare la sera a casa cenare e andare a letto con la mia famiglia! Pensate alle mamne vittime della buona scuola che stanno peggio di voi!

  20. Paola Cabrini 29 settembre, 2016 at 15:46 Rispondi

    Si, l’ho provato e anche se sono passati tanti anni lo ricordo come fosse adesso. Portavo il bimbo da mia mamma, non poteva essere in mani più sicure eppure per mesi quando la mattina chiudevo la porta mi veniva da piangere. Fino a sera non lo avrei potuto vedere né stringere……..

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