L’estate dei bambini

L’estate è dei bambini: di tutti, grandi o piccoli che siano. L’estate è dei neonati che se ne escono subito a passeggio tra le braccia di una mamma pronta a ricaricarsi con la luce buona del sole, l’estate è il tempo dei cuccioli che corrono liberi.

Arriva l’ora delle dormite senza limite, dei piccoli che si alzano con i capelli arruffati e gli occhi splendenti, pronti ad affrontare ogni avventura che la giornata porterà con sé.

È il tempo dei piedini nudi che corrono sull’erba, dei vestiti leggeri, delle ginocchia sbucciate, dei giri in bici, prima traballanti e poi sempre più sicuri.

L’estate è il tempo dei visetti sporchi di gelato, dei sorrisi di cioccolata e dei baci al pistacchio: è il tempo di cogliere la frutta dagli alberi e mangiarla dopo averla sfregata sulla maglietta, senza passare per la cucina.

È il tempo del mare e dei castelli, dei vetri preziosi e levigati, dei sassi strani e delle conchiglie che riempiranno i cassetti per mesi, fino a quando in autunno non le attaccheremo tutte su un foglio per ricordare quanto è bella l’estate.

L’estate ha un profumo di fiori e di erbe tutte da scoprire, magari quelle dei vasetti sul terrazzo o dell’orto della nonna: e nessuno resiste all’odore della salvia, al rosmarino che fa venire voglia di pizza, alla menta che fa pizzicare il naso.

Ma questa è anche la stagione di mamma e papà: arriva finalmente il tempo di stare con questi genitori pieni di impegni e di lavoro, che riscoprono il gusto di rincorrere lucertole o fare lunghe nuotate. O magari mettere i piedi nella piscinetta in giardino, mentre i piccoli fanno tuffi improbabili e divertenti.

È il tempo delle coccole fuori orario, delle passeggiate a tarda sera, il tempo  di imparare il nome delle stelle che d’inverno non si vedono.

È il tempo di dirsi ancora più spesso “ti voglio bene”: e poi cercare di ricordarselo per tutto il resto dell’anno.

Buona estate bimbi!

C'era una mamma
C'era una mamma

Sono Daniela Zepponi: copy freelance, lettrice innamorata dei libri, mamma, moglie e regina indiscussa dei lievitati. Mi batto da anni per la liberazione della lingua italiana dall’uso scorretto del condizionale e del congiuntivo.
Il mio debole? La battuta perfetta: non rinuncio mai ad avere l’ultima parola. Vivevo in una banale realtà fatta di discoteche, mojitos, lavoro (noioso), shopping ed ex-fidanzati fedifraghi: poi una sera un giovane uomo gentile mi si è seduto accanto e mi ha fatto ricordare di avere un cuore.
In pochissimo mi sono ritrovata con un compagno, una casa, due pargoli, zero lavori. E purtroppo zero mojitos.
E lì è cominciata la favola.

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