Libretto previdenziale da 1.000 euro per i neonati: la proposta Inps allo studio per il 2027

L’Inps propone un libretto previdenziale per ogni nuovo nato, alimentato dallo Stato con almeno 1.000 euro l’anno. La misura è ancora allo studio.

13/09/2026

Un libretto alimentato dallo Stato con almeno 1.000 euro l’anno per ogni nuovo nato: è la proposta dell’Inps allo studio in vista della legge di Bilancio 2027. Non si tratterebbe di un bonus una tantum da ricevere dopo il parto, ma di una posizione individuale destinata a crescere nel tempo con finalità previdenziale. La misura non è stata approvata e, per ora, le famiglie non possono presentare domanda.

Come funzionerebbe il libretto per i nuovi nati

Il presidente dell’Inps Gabriele Fava ha rilanciato l’ipotesi durante l’evento “A tua difesa. Verso la finanziaria 2027”. L’idea prevede l’apertura di un libretto personale fin dalla nascita, alimentato dallo Stato con un contributo di almeno 1.000 euro l’anno per ciascun bambino.

Le somme verrebbero investite e capitalizzate nel tempo, per costruire una posizione finanziaria rivolta soprattutto alla futura pensione. Lo strumento si collocherebbe nell’ambito della previdenza complementare e non sostituirebbe il sistema pensionistico pubblico.

La proposta contempla anche la possibilità di versamenti volontari da parte di genitori, nonni e altri familiari, così da affiancare al contributo pubblico una forma di risparmio di lungo periodo. La ministra del Lavoro Calderone ha indicato l’apertura dalla nascita di una posizione individuale, integrabile dalla famiglia, tra le opzioni valutate dal governo.

La stima dei costi e la durata dei versamenti

La valutazione illustrata da Fava parte da circa 355 mila nascite all’anno. Con un versamento iniziale di 1.000 euro per ogni bambino, lo stanziamento per la prima generazione coinvolta sarebbe nell’ordine di 355 milioni di euro.

Il costo complessivo dipenderebbe però dalla durata dell’intervento. I versamenti statali potrebbero essere ripetuti per più anni, ma questo aspetto non è stato definito; con più generazioni coinvolte contemporaneamente, la spesa aumenterebbe progressivamente. Prima di un eventuale ingresso nella Manovra saranno necessarie simulazioni del ministero dell’Economia.

Requisiti e utilizzo delle somme: cosa manca ancora

L’ipotesi viene collegata alla necessità di iniziare presto a costruire una tutela previdenziale, in un contesto segnato da carriere discontinue e salari più bassi. Nelle intenzioni dei sostenitori dell’iniziativa, una parte del capitale potrebbe essere resa utilizzabile anche per spese rilevanti come formazione o università, ma non è una funzione definita del progetto.

Restano infatti da decidere i punti più concreti per i genitori: non sono noti eventuali requisiti reddituali o limiti Isee, la durata dei versamenti pubblici, le modalità di utilizzo delle somme e le procedure di accesso. Finché questi aspetti non saranno stabiliti e la misura non sarà approvata, non sarà possibile richiedere il libretto per i nuovi nati.

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *