Il nido fa bene ai bambini, ecco perché!

vantaggi-nido

L’Italia non brilla di certo per politiche e iniziative a sostegno delle donne lavoratrici che hanno dei figli o che vogliono metterli al mondo, e forse è anche questo il motivo per cui nel nostro Paese le mamme che lavorano raggiungono una media del 50%. Molto più bassa di quella di altre nazioni, come quelle del Nord Europa, dove invece essere madre e lavoratrice allo stesso tempo è molto meno complicato.

In ogni caso, qualsiasi mamma che lavora a un certo punto si trova davanti a un bivio: nido sì o nido no? Sebbene in molti casi i genitori di figli piccoli che non vanno ancora a scuola possono contare sull'aiuto dei nonni e affidare loro i bambini durante le ore di lavoro, non tutti possono vantare però la stessa fortuna.

A quel punto il nido diventa una scelta obbligata, anche se tra mille dubbi, tra cui il più diffuso: il nido fa bene ai bambini o sarebbe meglio crescessero accuditi dalla mamma, se non lavora, o dai nonni? Ebbene, sembra che frequentare il nido faccia sì che i piccoli crescano meglio.

Perché il nido fa bene ai bambini

A confermarlo è uno studio presentato recentemente durante la diciottesima conferenza europea della Fondazione Debenedetti svoltasi a Siracusa, che quest’anno ha avuto come tema le politiche di assistenza all'infanzia.

Secondo lo studio della Fondazione Debenedetti, il nido aiuterebbe i bambini a sviluppare delle capacità cognitive che invece, nei bimbi di età prescolare accuditi dai genitori o dai nonni, risultano meno stimolate. Chi ha frequentato il nido, per esempio, impara a leggere e apprende le basi della matematica prima rispetto a chi non lo ha frequentato. In tutto questo gioca un ruolo fondamentale l’interazione con i coetanei, con i quali prendono vita giochi comuni che rappresentano un incentivo allo sviluppo cognitivo, costantemente stimolato.

Sembra che l’influsso della frequenza del nido sullo sviluppo delle capacità cognitive dei bambini sia particolarmente evidente nei casi in cui i piccoli provengono da famiglie disagiate, che magari non riescono a fornire ai bimbi degli stimoli particolari.

Pare inoltre che i bambini che frequentano il nido ottengano dei benefici non solo a livello di apprendimento e sviluppo delle abilità cognitive, ma anche sul piano fisico, dato che hanno meno probabilità di diventare obesi. Sicuramente c’entra il fatto che al nido i piccoli sono invogliati a muoversi in continuazione per via del gioco e dell’interazione con i coetanei, mentre i bambini che crescono in casa invece sono più sedentari.

Infine, la frequenza del nido fa sì che i bambini non crescano timidi e pieni di paure, ma acquisiscano sicurezza in sé stessi, intraprendenza e tolleranza, doti fondamentali durante la crescita.

Sono numerosi, dunque, i vantaggi del nido sullo sviluppo dei bambini. Peccato che in Italia soltanto il 13% dei piccoli trova posto in un asilo nido: una percentuale davvero bassa che è lo specchio di come il nostro Paese sia tutt'altro che vicino alle mamme e alle famiglie. Politiche più mirate in questo senso potrebbero davvero fare la differenza, consentendo alle donne di rimanere nel mondo del lavoro pur avendo dei figli e favorendo anche la crescita e lo sviluppo dei più piccoli.

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113 comments

  1. Cinzia Vargiu 11 Luglio, 2016 at 10:22 Rispondi

    Il nido in Italia è troppo caro e spesso non risponde alle esigenze di genitori che lavorano con orari serali e/o turni. Spesso la scelta nonni o lasciare per qualche anno il lavoro da parte di uno dei genitori sono scelte obbligate

    • Emanuela Feoli 11 Luglio, 2016 at 10:39 Rispondi

      Concordo in pieno,
      A maggior ragione che ora si sta facendo una campagna pazzesca sui benefici dell’allattamento materno fino ad almeno sei mesi dalla nascita del bambino , ma se una mamma deve rientrare a lavoro tre mesi dopo il parto ,come può allattarlo fino a sei?

    • Rosa Rubano 11 Luglio, 2016 at 10:52 Rispondi

      X non parlare poi della fase svezzamento eccetera. Chi meglio può seguirlo se non la sua mamma??? Io ho perso il lavoro x stare con mia figlia. Non potevo stare fuori dieci ore al gg.

    • Rosa Rubano 11 Luglio, 2016 at 11:45 Rispondi

      Nemmeno io posso permettermi di stare a casa..ma non ho potuto lasciare mia figlia x motivi di alimentazione e così ho perso il lavoro. Ma in Italia manco il lavoro ci garantiscono… E trovare altro è impossibile.

    • Tiziana Semerano 11 Luglio, 2016 at 14:53 Rispondi

      Io credo anche che le mamme che sono cstrette a lavorare a tempo pieno o quelle che vorrebbero essere un po piu libere o quelle per le quali l’istinto materno non è tanto forte si giustificano incosciamente dietro al fatto che il nido serva ai bambini.

    • Tiziana Semerano 11 Luglio, 2016 at 14:53 Rispondi

      Io credo anche che le mamme che sono cstrette a lavorare a tempo pieno o quelle che vorrebbero essere un po piu libere o quelle per le quali l’istinto materno non è tanto forte si giustificano incosciamente dietro al fatto che il nido serva ai bambini.

      • Sara 4 Febbraio, 2017 at 17:34

        Non è piacevole dover lavorare, spendere un sacco di soldi per l’asilo, vedere poco i propri figli e sentirsi dire che si ha scarso istinto materno o che si vuole più tempo libero. Consiglierei di non parlare a vanvera e di ridimensionare giudizi affrettati e che sfiorano la maleducazione. Io credo nel nido, nel suo valore educativo e nella ricchezza di stimoli che fornisce ai bambini. Senza contare il fatto che secondo me le basi per la resilienza si trovano proprio in seno a contesti sociali come i nidi.

    • Rosa Rubano 11 Luglio, 2016 at 16:31 Rispondi

      Se lo stato ti tutelasse non sarebbe meglio x te crescere tuo figlio invece che mandarlo al nido e chissà quali attenzioni o accortezze riceve. Questo volevo intendere. Non è facile gestire tanti bimbi insieme..e poi assistiamo a scene in TV di educatrici esaurite e represse.

    • Martina Mulattieri 11 Luglio, 2016 at 16:46 Rispondi

      Rosa Rubano a chi non piacerebbe poter stare a casa e crescere il proprio figlio?!? Ci ho messo due mesi a scegliere il nido giusto e la mia scelta è stata un micronido dove ci sono 6 bimbi e 3 tate. Avrei preferito stare a casa e crescerlo?certo! Posso farlo? No! Quindi o me la prendo con lo stato italiano che non mi tutela(ma anche arrabbiandomi, comunque non potrei permettermi di stare a casa)o mando mio figlio al nido e vado al lavoro e spero che il pomeriggio arrivi presto per poterlo riabbracciare e riportare a casa e stare con lui e spendere al meglio il nostro tempo assieme(anche col papà naturalmente!)finché non arriva l’ora di andare a dormire!

  2. Marzia M. Ballabio 11 Luglio, 2016 at 10:53 Rispondi

    A parte che dipende dal
    Nido (perché tanti posti sono parcheggi), i bambini del nido crescono solo più in fretta…ovviamente devono imparare a cavarsela e farsi sentire prima degli altri….almeno in Italia, purtroppo….poi per carità se uno non ha alternative..

  3. Rosa Rubano 11 Luglio, 2016 at 10:56 Rispondi

    …io non lascio mia figlia così piccola tante ore in mano ad “estranei” quando ha bisogno solo ed esclusivamente della sua mamma!!! Della loro mamma hanno bisogno punto!!!

    • Valentina Fanfoni 11 Luglio, 2016 at 12:47 Rispondi

      …guarda io non ho potuto lasciare il lavoro per poter stare a casa con le mie bambine e ho dovuto mandarle per forza al nido (la grande aveva quasi 9 mesi e la piccola 6 mesi e mezzo)… ti posso assicurare che le educatrici non sono per niente estranei… la mia piccola a settembre passerà alla sezione primavera e continua a dire che lei ci andrà con la sua Barbara, la sua Lorella, la sua Milena e la sua Marinella… a volte siamo noi genitori che ci facciamo mille problemi!!!

    • Rosa Rubano 11 Luglio, 2016 at 13:14 Rispondi

      Io ho perso il lavoro xche mia figlia ha avuto problemi di alimentazione. Non potevo stare fuori dieci ore al gg. Chi avrebbe provveduto a lei?? Chi ci avrebbe messo tanta pazienza??? In un asilo dove si deve badare a più creature sei convinta che venga seguita veramente? I neonati devono stare con le mamme.

    • Martina Mulattieri 11 Luglio, 2016 at 16:05 Rispondi

      Rosa Rubano se non si pagano le bollette e il mutuo dove lo si cresce un figlio? credo sia meglio mandarlo al nido, ma garantirgli una casa e un futuro (poi chiaramente se una persona ha la fortuna di potersi permettere di pagare tutto senza lavorare, allora meglio per lei, ma non ha il diritto di criticare chi è costretto a lasciare il figlio al nido!)

    • Martina Mulattieri 11 Luglio, 2016 at 16:05 Rispondi

      Rosa Rubano se non si pagano le bollette e il mutuo dove lo si cresce un figlio? credo sia meglio mandarlo al nido, ma garantirgli una casa e un futuro (poi chiaramente se una persona ha la fortuna di potersi permettere di pagare tutto senza lavorare, allora meglio per lei, ma non ha il diritto di criticare chi è costretto a lasciare il figlio al nido!)

    • Rosa Rubano 11 Luglio, 2016 at 16:22 Rispondi

      Io non critico e credimi che nemmeno io posso permettermi di stare a casa ma ho dovuto dedicarmi a mia figlia x problemi di alimentazione. Poi con quello che mi pagavano dovevo metterci il resto x mandarla al nido. Volevo solo intendere che lo stato non ci aiuta in nulla.. Non siamo tutelate noi mamme e i nostri cuccioli necessitano di noi.

    • Rosa Rubano 11 Luglio, 2016 at 16:22 Rispondi

      Io non critico e credimi che nemmeno io posso permettermi di stare a casa ma ho dovuto dedicarmi a mia figlia x problemi di alimentazione. Poi con quello che mi pagavano dovevo metterci il resto x mandarla al nido. Volevo solo intendere che lo stato non ci aiuta in nulla.. Non siamo tutelate noi mamme e i nostri cuccioli necessitano di noi.

  4. Fiorina Beltrame 11 Luglio, 2016 at 11:18 Rispondi

    Chi lascia definitivamente il lavoro è perché può permetterselo! !!!! Se non arrivi a fine mese con un solo stipendio se hai un mutuo sulle spalle e nessun aiuto economico col cavolo che lasci un lavoro magari a tempo indeterminato al gg d’oggi poi…..

  5. Nerooscuro Oscur 11 Luglio, 2016 at 11:43 Rispondi

    Sicuramente se una donna ha un lavoro con il quale può permettersi di pagarsi un nido…il lavoro non lo lascia…il problema è che lavoro per le mamme spesso non c’è…e a volte se si è fortunate ma solo se si è fortunate si possono trovare lavoretti che ti permettono di raccimolare quattro soldi..ma se non hai nessuno che ti aiuta con i bambini sei costretta a stare a casa, e rinunciare anche a quei pochi soldi .

  6. Nerooscuro Oscur 11 Luglio, 2016 at 11:54 Rispondi

    e comunque il nido è un esigenza delle mamme.o
    ..non certo dei bambini che sino a tre anni hanno bisogno solo della mamma…come stavamo tutti prima e non siamo cresciuti ne tonti ne poco socievoli

    • Serena De Ponti 11 Luglio, 2016 at 14:11 Rispondi

      Concordo pienamente. Prima dei tre anni hanno bisogno solo della mamma e non è vero che giocano con altri bambini.
      La ricerca degli altri e il bisogno di socializzare Inizia intorno ai 3 anni.

    • Milena Campolunghi 11 Luglio, 2016 at 14:30 Rispondi

      Ma se la mamma deve lavorare come si fa ? Beate voi se avete un marito che vi puo mantenere. Io a settembre lo mando al nido e sono sicura che starà bene con gli altri bimbi e si renderà più indipendente ed è quello che mi auguro per lui

    • Milena Campolunghi 11 Luglio, 2016 at 14:30 Rispondi

      Ma se la mamma deve lavorare come si fa ? Beate voi se avete un marito che vi puo mantenere. Io a settembre lo mando al nido e sono sicura che starà bene con gli altri bimbi e si renderà più indipendente ed è quello che mi auguro per lui

    • Daniela Caiazzo 11 Luglio, 2016 at 15:44 Rispondi

      Se una lavora ok, ma qua è diventata una gara a chi sbologna prima il figlio, perché poverine, si esauriscono a stargli dietro… ma per favore. Poi sta scusa che si relazionano di più con gli altri bambini, ma dove? Io conosco una bambina, ora grandicella, cresciuta nel nido, la sua fissa è far piangere gli altri bambini, gridando e alzando le mani. Se va al parco e incontra la sua amichetta della ormai materna, ci litiga in continuazione perché pretende di giocare con i giochi della bambina, però i suoi non si toccano. E meno male che è cresciuta nel nido dove “imparano a relazionarsi con altri bambini,ad essere indipendenti” e cavolate varie. Poi sta fissa che devono imparare,si, se continuiamo di sto passo si taglieranno il cordone ombelicale da soli….

    • Daniela Caiazzo 11 Luglio, 2016 at 15:44 Rispondi

      Se una lavora ok, ma qua è diventata una gara a chi sbologna prima il figlio, perché poverine, si esauriscono a stargli dietro… ma per favore. Poi sta scusa che si relazionano di più con gli altri bambini, ma dove? Io conosco una bambina, ora grandicella, cresciuta nel nido, la sua fissa è far piangere gli altri bambini, gridando e alzando le mani. Se va al parco e incontra la sua amichetta della ormai materna, ci litiga in continuazione perché pretende di giocare con i giochi della bambina, però i suoi non si toccano. E meno male che è cresciuta nel nido dove “imparano a relazionarsi con altri bambini,ad essere indipendenti” e cavolate varie. Poi sta fissa che devono imparare,si, se continuiamo di sto passo si taglieranno il cordone ombelicale da soli….

    • Nerooscuro Oscur 11 Luglio, 2016 at 15:56 Rispondi

      Fabiana Rotolo di cosa stai parlando cosa c’entrano i bamboccioni ??? che già questa parola inutile inventata daj politici solo per giustificare la causa del loro agire…e cara Milena Campolunghi infatti ho detto che il nido è un esigenza appunto delle mamme… anche io ho mandato mia figlia all asilo prima dei tre anni perché avevo bisogno di lavorare nella fattispecie era solo un tirocinio regionale dove ni davano 500 euro lordi al mese .ma che a me servivano come il pane..mia figlia aveva due anni e mezzo e in un asilo statale non me la prendevano…quindi l ho mandata in un asilo prIvato delle suore.. quindi ripeto il nido è un esigenza per le mamme che hanno necessità di lavorare ma che hanno anche un lavoro che vale la pena pagarci il nido. Stare a casa spesso non è affatto una scelta.. E poi fatela finita voi donne che lavorate di vantarvi di questa cosa che ci sono tante donne che stanno a casa e faticano dalla mattina alla sera e non hanno mai avuto un solo giorno di vacanza.. e magari hanno studiato e faticato tanto per averlo e lo vorrebbero un lavoro. Quindi @Milena Campolunghi beata te che hai un lavoro e ti ci puoi pagare il nido ecc ecc

    • Nerooscuro Oscur 11 Luglio, 2016 at 15:56 Rispondi

      Fabiana Rotolo di cosa stai parlando cosa c’entrano i bamboccioni ??? che già questa parola inutile inventata daj politici solo per giustificare la causa del loro agire…e cara Milena Campolunghi infatti ho detto che il nido è un esigenza appunto delle mamme… anche io ho mandato mia figlia all asilo prima dei tre anni perché avevo bisogno di lavorare nella fattispecie era solo un tirocinio regionale dove ni davano 500 euro lordi al mese .ma che a me servivano come il pane..mia figlia aveva due anni e mezzo e in un asilo statale non me la prendevano…quindi l ho mandata in un asilo prIvato delle suore.. quindi ripeto il nido è un esigenza per le mamme che hanno necessità di lavorare ma che hanno anche un lavoro che vale la pena pagarci il nido. Stare a casa spesso non è affatto una scelta.. E poi fatela finita voi donne che lavorate di vantarvi di questa cosa che ci sono tante donne che stanno a casa e faticano dalla mattina alla sera e non hanno mai avuto un solo giorno di vacanza.. e magari hanno studiato e faticato tanto per averlo e lo vorrebbero un lavoro. Quindi @Milena Campolunghi beata te che hai un lavoro e ti ci puoi pagare il nido ecc ecc

    • Flaminia La Penna 11 Luglio, 2016 at 16:45 Rispondi

      Parlate così perché non sapete….a me basta vedere mio figlio sorridere ed essere felice quando entro nel cortile della scuola! ognuno fa delle scelte come io non giudico le mamme che decidono di mandare i figli a 3anni vorrei rispetto ed educazione anche da parte vostra! Sono una mamma UGUALE a te non migliore di te cosa che a voi questo non lo capite! … IL MODO È BELLO PERCHÉ VARIO!

    • Flaminia La Penna 11 Luglio, 2016 at 16:57 Rispondi

      Daniela Caiazzo l educazione si insegna a casa e non alla asilo. A scuola si insegnano le regole da rispettare! Arrivata a questo punto leggendo il tuo commento posso dire che fai parte di quelle mamme che preferisco criticare e denigrare altre mamme per sentirsi loro migliori quando a mio parere non c è nulla di migliore!
      Scusami ma adesso mi inizio a preparare che porto mio figlio al mare… come vedi non ho bisogno del nido per “sbolognare” ne tanto meno gli insegnano ad usare le forbici per tagliarsi il cordone ombelicale come dici tu!

    • Daniela Caiazzo 11 Luglio, 2016 at 17:11 Rispondi

      Ma fa come ti pare poco mi interessa. Forse non ti rendi conto che le prime a denigrare sono quelle mamme che mandano i figli al nido e sottolineano beatamente a chi come me non li manda, come scritto prima “crescono più bamboccioni” o cmq sono più avanti rispetto a chi sta a casa. Poi Flaminia La Penna non ho proprio letto un tuo commento quindi ciò che ho scritto non era proprio diretto alla tua persona.

    • Pamey Pamy 11 Luglio, 2016 at 17:16 Rispondi

      Ognuno fa le scelte in base alle necessità Sena essere l’uno più bravo di altri.. io sono del parere che è utile se lavoro. . Altrimenti sta a casa cn me e gioca naturalmente cmq cn i bambini dei vicini al parco al mare.. io all’epoca ho fatto un anno di materna a cinque anni che tra l’altro nn mi piaceva e alla prima elementare invece ero felice studiosa e andavo volentieri… la mia impara nei suoi tempi tutto ..in una società dv invece si corre e tutti devono essere uguali e saper fare tutto.. mangia un po da sola..gioca cn i bambini. . Ma a 20 mesi è un passarsi le cose correre e ridere. .

    • Rosa Lopez 11 Luglio, 2016 at 17:46 Rispondi

      Io l’avrei tenuto a casa sino ai tre anni se non fosse stato che dovevo tornare a lavoro, ho mandato mio figlio che aveva 1 anno non vi dico un massacro sempre malato sempre poverino io avvilita depressa nel vederlo cosi e poi stanca da lavoro ora due anni e mezzo sembra andare un po meglio in termini di malattie virali, batteriche, enteriti, gastroenteriti, infezioni vie respiratorie basse alte chi piu ne ha piu ne metta, quindi che socializzare e divertimento e’ per un bimbo cosi piccolo e’ solo per necessita’ che si mandano quindi teneteli a casa piu che potete purtroppo la maternita’ post-partum e’ misera in termini di tempi dovrebbero cambiare legislazione in materia caspita!!!

    • Nerooscuro Oscur 11 Luglio, 2016 at 17:59 Rispondi

      brava Rosa esatto purtroppo il nido è una necessità torno a ripetere perché si è costrette ad andare a lavorare..ma credo che qualunque mamma stia male a doversi separare dal suo bimbo specie se piccolissimo..la maternità è un momento delicato e unico che andrebbe vissuto e goduto appieno invece oggi molte donne sOno costrette a rinunciare anche a quello.. Io stessa se avessi avuto un lavoro che ne valesse la pena avrei mandato mia figlia al nido anche a quattro mesi. Per forza.. se hai un lavoro lo fai. È brutto anche pero’ stare a casa…non avere lavoro..Non avere soldi..non avere nemmeno la possibilità di poterti comprare un auto usata per poterti spostare almeno per le cose importanti…non avere quindi nessuna autonomia..e sapere che i tuoi figli cresceranno e che per te sarà praticamente impossibile trovare un lavoro. Per una mamma lavorare fuori casa è faticoso. Ma ci sono anche donne che hanno la fortuna di avere buoni lavori con buoni stipendi…che possono permettersi una settimana di vacanza o il parrucchiere..che magari possono permettersi di pagarsi qualcuno che le aiuti con le faccende domestiche.. chi sta a casa e non perché se lo può permettere ma perché non ha un lavoro… deve fare solo rinunce…non ha colleghe con cui parlare e spesso le uniche parole che scambia sono quelle dei cinque minuti in cui accompagna i bambini a scuola. E non può neppure permettersi di lamentarsi che è stanca perché del resto lei non lavora sta a casa tutto il giorno..

    • Stefy Erik Alby 12 Luglio, 2016 at 07:40 Rispondi

      Giusto ..ho voluto provare inserimento al nido premetto che lavoro solo due gg a settimana ..dico proviamo.. terzo giorno me lo strappano dalle mani le urla ok ci stanno (15mesi) dal giorno dopo:febbre spaventi notturni pianti inconsolabili.. tutto x un mese ovviamente mai piu portato.. non avevo cosi esigenza ma sinceramente ci volevo provare..poi ho capito che il mio primo figlio frequentò nido dai 3mesi..e non mi ha fatta dormire x sei anni… allora lavoravo tt il gg..x esigenza l ho fatto ma l ho capito solo da poco cosa avevo..un altra cosa il grande ha poca autostima vede tt nero ansia..poca sicurezza che secondo me centra tt con la storia dell abbandono..

  7. Alessandra Gravina 11 Luglio, 2016 at 12:56 Rispondi

    Certo che il nido è la soluzione, sopratutto per chi come me non può contare sull’aiuto dei nonni (oramai anziani e non vicini).
    La legge dovrebbe però aiutare di più, soprattutto nel dare la possibilità di un part-time x gestire al meglio gli orari del nido.
    Il nido da me scelto chiude alle 17. Io termino lavoro alle 18 e prima delle 18:20 non sono lì….. Come fare?
    Mio marito deve fare 20 km andata e 20 ritorno x recuperarlo…. Tutto perché al lavoro non concedono part-time!

  8. Simona Arcefili 11 Luglio, 2016 at 13:09 Rispondi

    Dove abito io. Il nido e molto caro…..Ma a settembre il mio bimbo ci va….io sto a casa non lavoro perché fortunatamente non ne ho bisogno….ci basta lo stipendio di mio marito…Ma io lo metto al nido per farlo giocare con altri bambini….anche per affrontare meglio la materna…

  9. Silvana Gjestila 11 Luglio, 2016 at 13:22 Rispondi

    Mi sembra pubblicità per convincere le mamme mandare i bambini al nido. Io sono contro sia perchè è caro e poi sono troppo piccoli. Se una mamma lavora e non ha nessuno che lo tiene allora sì altrimenti No.

  10. Tiziana Semerano 11 Luglio, 2016 at 14:01 Rispondi

    Il nido è una soluzione moderna che nulla a che fare con le regole della natura. Certo è però che nella scelta tra un parente o il nido, è meglio il nido. Non c’è l’affetto di un nonno, ma c’è personale che ha studiato e si presume debba essere attento a bisogni, pericoli e interazioni. In ogni caso lì dove si può e lì dove i genitori sono all’altezza del loro ruolo, meglio con la mamma fino all’etâ della scuola materna. Così è stato per me e non mi è mancato nulla. Sono anche ssana di mente!

  11. Daniela Imperiu 11 Luglio, 2016 at 14:06 Rispondi

    Eccomi il 3 ottobre tornerò a lavoro di nido nn se parla l’altra figlia era sempre malata e oltre a quello dovevo pagare per tenerla😣😣😣
    Rinuncio ai 6 mesi di facoltativa e provo ad ottenere questi voucher inps

  12. Loredana Miletic 11 Luglio, 2016 at 15:16 Rispondi

    Io ho scelto di licenziarmi perché penso che avrà tutta una vita da svegliarsi presto alla mattina,avere le giornate piene di impegni,ecc…voglio che i primi 3 anni cresce senza stress e impegni…visto che posso fortunatamente permettermelo

  13. Loredana Miletic 11 Luglio, 2016 at 15:16 Rispondi

    Io ho scelto di licenziarmi perché penso che avrà tutta una vita da svegliarsi presto alla mattina,avere le giornate piene di impegni,ecc…voglio che i primi 3 anni cresce senza stress e impegni…visto che posso fortunatamente permettermelo

  14. Flaminia La Penna 11 Luglio, 2016 at 15:19 Rispondi

    Mio figlio va al nido privato da un anno ormai ed ha 2anni adesso. Non lavorando ero un Po contraria (in quanto potevo stargli dietro io) ma man mano che cresceva stavo diventando esaurita sia con lui che con il resto della famiglia per stargli a presso quindi abbiamo deciso di mandarlo al nido almeno sarebbe stato in un ambiente a dimensione di bambino e cosa fondamentale con altri bambini, dove avrebbe condiviso, imparato e si sarebbe divertito. Paghiamo abbastanza, ma offre molti servizi, tra cui una piscina per fare acquaticità una volta a settimana! Anche se incide un Po il costo della retta li considero i miglior soldi spesi per lui

  15. Flaminia La Penna 11 Luglio, 2016 at 15:19 Rispondi

    Mio figlio va al nido privato da un anno ormai ed ha 2anni adesso. Non lavorando ero un Po contraria (in quanto potevo stargli dietro io) ma man mano che cresceva stavo diventando esaurita sia con lui che con il resto della famiglia per stargli a presso quindi abbiamo deciso di mandarlo al nido almeno sarebbe stato in un ambiente a dimensione di bambino e cosa fondamentale con altri bambini, dove avrebbe condiviso, imparato e si sarebbe divertito. Paghiamo abbastanza, ma offre molti servizi, tra cui una piscina per fare acquaticità una volta a settimana! Anche se incide un Po il costo della retta li considero i miglior soldi spesi per lui

  16. Debora Ronda 11 Luglio, 2016 at 16:02 Rispondi

    Secondo me bisogna distinguere tra il nido per un bimbo di pochi mesi e il nido dopo l anno di età… Nel primo caso, se si hanno alternative, sicuramente è meglio non mandarli, perché così piccoli hanno bisogno, se possibile della mamma, nel caso invece di un bimbo di un anno e più invece lo vedo la soluzione migliore… Molto meglio farlo socializzare con i coetanei e fargli imparare le prime regole della vita in comunità, piuttosto che lasciarli con i nonni, che inevitabilmente non possono dargli gli stessi stimoli

  17. Debora Ronda 11 Luglio, 2016 at 16:02 Rispondi

    Secondo me bisogna distinguere tra il nido per un bimbo di pochi mesi e il nido dopo l anno di età… Nel primo caso, se si hanno alternative, sicuramente è meglio non mandarli, perché così piccoli hanno bisogno, se possibile della mamma, nel caso invece di un bimbo di un anno e più invece lo vedo la soluzione migliore… Molto meglio farlo socializzare con i coetanei e fargli imparare le prime regole della vita in comunità, piuttosto che lasciarli con i nonni, che inevitabilmente non possono dargli gli stessi stimoli

  18. Marta Malvezzi 11 Luglio, 2016 at 16:13 Rispondi

    Contrarissima al nido!!!! Avevo la bambina SEMPRE MALATA!!!! Così pagavo nido e baby sitter.
    ..il secondo non lo manderò di certo…e io non ho i nonni che mi aiutano. Dovrebbero chiuderli e con i soldi che risparmiano dare sostegno alle mamme in modo che possano stare con i loro bambini.

  19. Marta Malvezzi 11 Luglio, 2016 at 16:13 Rispondi

    Contrarissima al nido!!!! Avevo la bambina SEMPRE MALATA!!!! Così pagavo nido e baby sitter.
    ..il secondo non lo manderò di certo…e io non ho i nonni che mi aiutano. Dovrebbero chiuderli e con i soldi che risparmiano dare sostegno alle mamme in modo che possano stare con i loro bambini.

  20. Valentina Bianco 11 Luglio, 2016 at 16:16 Rispondi

    Io vado contro il mio interesse perché sono una insegnante. E vi racconto ciò che vedo. I bimbi più piccoli di tre anni ci impiegano tanto più tempo ad ambientarsi rispetto ai bimbi introdotti a 3 anni. Piangono molto più a lungo e cercano la mamma molto più degli altri. Ovviamente ci sono casi e casi. Ma finché potete tenete i vostri bimbi con voi è la scelta più giusta per chi non ha esigenze particolari.

  21. Valentina Bianco 11 Luglio, 2016 at 16:16 Rispondi

    Io vado contro il mio interesse perché sono una insegnante. E vi racconto ciò che vedo. I bimbi più piccoli di tre anni ci impiegano tanto più tempo ad ambientarsi rispetto ai bimbi introdotti a 3 anni. Piangono molto più a lungo e cercano la mamma molto più degli altri. Ovviamente ci sono casi e casi. Ma finché potete tenete i vostri bimbi con voi è la scelta più giusta per chi non ha esigenze particolari.

  22. Marilu Cucu 11 Luglio, 2016 at 19:31 Rispondi

    Penso ke ognuno deve fare la.scelta ke.più e adatta alle.sue.esigenze e cmq nn credo ke un bambino ke nn va al.nido abbia bisogno di un insegnante di sostegno xke.sta a casa con i.nonni oppure con la madre… una.volta il.nido.Nn c era e si viveva la.stesso

  23. Vanessa Fabio 11 Luglio, 2016 at 23:00 Rispondi

    Secondo il mio modesto parere il nido è una scelta positiva sia per la mamma sia per il bimbo.

    Loro si divertono, crescono insieme ad altri bimbi e imparano più velocemente a stare in gruppo ecc… Per la mamma invece è un modo per avere del tempo per se, per il lavoro ecc… La pecca è che costa un po’ ma se si hanno le possibilità trovo che sia una cosa davvero buona.

  24. Voichita Jurj 12 Luglio, 2016 at 01:04 Rispondi

    Io non ho la necesita di portare mia figlia al nido, ma lo faccio. Due o tre ore la mattina e lei va contenta. Sono sicura che sta bene li perche apoena vede le marstre corre ad abraciarli. Sta bene lei e sto bene io. Per dirla tutta ogni mamma ha bisognio di un poco di tempo per lei. Questo non vuol dire che non amo la mia bambina. E tutta la mia vita, ma ripeto, lei e felicissima al mattino quando ,, andiamo dai bimbi”

  25. Aglaia Zannetti 12 Luglio, 2016 at 10:21 Rispondi

    Ma che meraviglia questi articoli che ci raccontano che esiste solo una categoria di mamme , quelle dipendenti. Vi aggiorno io: per le lavoratrici autonome non esiste nessuna tutela . Io in cura per gravidanza a rischio sono al nono e lavoro ancora se no non mangio. Solo DOPO che la bimba é nata posso recarmi all INPS e chiedere il calcolo in base al fatturato di quello che ci spetta: 5 mesi di supporto economico. Per i padri non è prevista una mazza. E ovviamente il grande dilemma che affligge le mamme di serie A “dove l lascio dopo il congedo ” io ce l ho da subito non avendo alcun congedo e dovendo continuare a lavorare :-)

  26. Elisa 4 Febbraio, 2017 at 01:56 Rispondi

    Che rabbia leggere certi commenti, sia pro che contro nido… Ci lamentiamo delle istituzioni, ma prima di tutto manca totalmente la solidarietà fra noi mamme italiane, sempre tutte noi pronte a puntare il dito e a tirare fuori termini come “sbolognare” e “bamboccioni “. Ma l’empatia, le esigenze personali, la “mamma sa cosa è meglio per il suo bambino “??? No, vale solo “conosco una mamma che ha un bimbo che…”. Che tristezza

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