Nuova tappa per il Camper Rosa, contro gli abusi in sala parto

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Per chi ancora non lo sapesse una delle iniziative più belle promosse nel Lazio per il sostegno delle donne alle prese con la maternità è il Camper Rosa, una postazione mobile che viene organizzata da mamme volontarie dei Castelli Romani e che dopo la tappa in Trentino ora è diretta in Calabria.

Le mamme romane hanno un obiettivo preciso: sensibilizzare il presidente della regione Calabria sulla possibilità di dare alle donne il diritto di scegliere dove e come partorire.

Abusi in sala parto: #bastatacere

Portano con loro un dossier italiano sulle pratiche scorrette e sugli abusi in sala parto, e parteciperanno al convegno “Il percorso nascita nella provincia di Cosenza e Reggio Calabria” organizzato dai Collegi delle Ostetriche delle due Province calabresi.

«Distribuiremo il report #bastatacere per promuovere una cultura e consapevolezza sui diritti della madre e del nascituro, che dovrebbero essere la bussola delle politiche regionali e che erano stati promessi in occasioni pubbliche dal governo della Regione Calabria.». Con queste parole le promotrici del Camper Rosa spiegano quanto hanno a cuore il rispetto della maternità e del bambino. 

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42 comments

  1. Katja D'Armi 25 Gennaio, 2017 at 14:24 Rispondi

    Il parto in casa è una scelta folle! Si mettono a rischio la vita della madre e del bambino! Non so in che misura ci siano stati questi abusi, ma addirittura rinnegare la protezione di un ospedale lo trovo allucinante. Sempre più verso il Medio Evo!

    • Katja D'Armi 25 Gennaio, 2017 at 14:48 Rispondi

      Frank Chervenak, direttore del Dipartimento di Ginecologia e Ostetricia della Cornell University di New York, mette tuttavia in guardia contro la banalizzazione dei molti rischi che questa scelta comporta: «Quando va tutto bene, è evidente, l’opzione casa è la più gratificante dal punto di vista emotivo. Ma se c’è un problema, le conseguenze possono essere tragiche e permanenti. Perché in ostetricia l’urgenza richiede un intervento competente in pochissimi minuti: altrimenti i danni neurologici per il bambino saranno irreversibili, quando non compaia la morte».
      I dati statunitensi sono preoccupanti: rispetto alle nascite in ospedale, quando il bambino nasce a casa aumentano di dieci volte (!) le sofferenze fetali gravissime da asfissia, con Apgar zero (il punteggio da zero a dieci che si dà al piccolo per obiettivarne lo stato di salute alla nascita), il che significa elevata probabilità di un bambino con lesioni cerebrali. Lo dimostra il fatto che i danni neurologici permanenti documentati aumentano di quasi quattro volte rispetto ai bambini nati in ospedale.
      Chervenak mette in guardia anche contro un fatto sottovalutato che può falsare, in positivo, le statistiche relative al parto in casa: quando c’è un’emergenza per una grave sofferenza fetale, un’emorragia materna o un altro problema acuto, mamma e piccino sono ricoverati con la massima urgenza: quel parto patologico e quelle conseguenze sono conteggiate nella casistica dell’ospedale, non del parto in casa! Con il risultato che le valutazioni sulla salute dei nati in casa sono falsamente rassicuranti, perché tutti i casi critici vengono ricoverati. Se invece i dati vengono analizzati tenendo conto di questa notevole differenza di esiti materni e fetali, i rischi del parto in casa appaiono di portata significativa.

    • Tiziana Bassi 25 Gennaio, 2017 at 15:15 Rispondi

      Veramente io non sono ignorante in materia.
      Ma hai parlato prima di medio evo e poi hai ritrattato.
      Non devi offendere.
      E comunque non sono dati scientifici questi,ma il parere di un medico.uno.
      Forse hai bisogno di studiare meglio dati scientifici seri e di più persone.
      Non di un americano.
      In america i tc sono la quasi totalità.o sono tutti parti patologici oppure c’è troppa medicalizzaione difensiva.

    • Katja D'Armi 25 Gennaio, 2017 at 15:30 Rispondi

      Io non ho ritrattato un bel niente. Partorire in casa rinunciando ai benefici del progresso in campo medico per me è un voler ritornare al MEDIO EVO. Puoi citarmi tutti i nomi che vuoi. I dati parlano chiaro, il rischio di danni permanenti è molto più alto partorendo in casa. Poi fate come vi pare. Io ho una figlia e rifarei il parto in ospedale 1000 volte.

    • Tiziana Bassi 25 Gennaio, 2017 at 15:37 Rispondi

      Ma certo che ognuno sceglie liberamente e consapevolmente.
      Ma non si può dare dell’ignorante a chi studia salutogenesi da anni con trattati su trattati,tra l’altro confermati dall’OMS con una sola affermazione.che poi chi lo dice che il rischio di danni è più elevato?
      Dai un tuo parere,ma non mettere la scienza e numeri statistici a caso…perché entrambi danno parere SCIENTIFICO OPPOSTO.

    • Katja D'Armi 25 Gennaio, 2017 at 15:41 Rispondi

      Sì. Per me è ignoranza. Il parto sarà anche un ‘evento naturale’ ma il rischio di complicazioni è sempre dietro l’angolo. Se permetti, io preferisco un intervento tempestivo con mezzi all’avanguardia, che una corsa all’ospedale da casa. Per me il discorso non ha margini di discussione. Io devo poter essere certa di non mettermi e non mettere a rischio gratuitamente me o mio figlio. PUNTO.

    • Tiziana Bassi 25 Gennaio, 2017 at 15:45 Rispondi

      Ma ovvio…ognuno sceglie.
      Ma non puoi dare dell’ignorante a chi studia,si informa capisce e si fa accompagnare da personale preparato,professionale.
      Se uno che si informa e sceglie consapevolmente è ignorante,evidentemente non sai il significato di IGNORARE.

    • Gabriella Castagna 25 Gennaio, 2017 at 15:59 Rispondi

      Tiziana Bassi io non ho alcuna prova scientifica ma solo un’esperienza personale da poter raccontare.
      Rinunciare all’assistenza ospedaliera mi sembra da incoscienti e non credo debba essere messo in discussione.
      Anche e soprattutto per il bimbo che in caso di rischi e sofferenza fetale deve avere diritto ad un intervento tempestivo.

    • Tiziana Bassi 25 Gennaio, 2017 at 16:00 Rispondi

      Le cose non si possono giudicare senza conoscerle.
      Se hai avuto un Cesareo d’urgenza probabilmente chi ti ha accompagnata al parto non ha saputo leggere segnali o forse ti hanno indotta giusto perché appena arrivi alla 41w sei in scadenza.
      Io non so cosa ti sia successo.
      E la storia potrebbe essere una delle tante violenze ostetriche finito in tc.
      Per questo prima di parlare è giusto documentarsi.
      Chi ne sa di più non è ignorante.
      Forse sa qualcosa che gli altri ignorano.
      Non si può affermare che chi partorisce in casa è ignorante.
      Inoltre il camper rosa non promuove il parto a domicilio.
      Ma la “buona nascita”…magari leggere l’articolo o capire cosa fanno queste donne,aiuta a non dire grossolane stupidaggini.

    • Tiziana Bassi 25 Gennaio, 2017 at 16:04 Rispondi

      Gabriella Castagna nessun parto in casa avviene senza sicurezza o intervento tempestivo.
      Altrimenti l’associazioni varie,come la più importante “Nascere in casa” non la promuoverebbero.
      Ribadisco il concetto…prima di dare giudizi le cose vanno conosciute soprattutto perché sono supportate da studi e dati scientifici oltre ad essere consigliata dall’OMS.

    • Francesca Keka 25 Gennaio, 2017 at 16:04 Rispondi

      no aspe io nn voglio fare polemica ovviamente…ci sono medici e medici e ostetriche e ostetriche…i medici erano abbastanza freddi ma le ostetriche sono state davvero in gamba solo che purtroppo non dilatavo in nessun modo e alla fine la bambina ne stava risentendo.

    • Tiziana Bassi 25 Gennaio, 2017 at 16:17 Rispondi

      Allora ti invito a conoscere cos’è il camper Rosa.
      Cosa fanno queste volontarie e di cosa parlano.
      Da cosa è partita l’iniziativa.
      Che cos’è #bastatacere e perché è nato.
      Poi magari capisci perché promuovono la SCELTA di un parto a domicilio.
      Ma è un percorso di informazione per le donne fatto da donne volontarie.
      Per una giusta causa:il rispetto delle partorienti e dei nascituri in nome della BUONA NASCITA.
      Anche qui c’è tutto un discorso che molte di noi ignorano,ma che ti assicuro scoprirai cose sconcertanti sul post partum e sulla salute a breve e lungo termine di madri e bambini.
      La signora che dice che è medio evo tutto questo è una persona ottusa,perché senza nemmeno capire da un giudizio senza fondamento…senza studi seri e dati CERTI.
      Non il parere di un tizio americano.
      Ecco questo sarebbe un bel inizio:cogliere l’occasione di informarsi per la propria salute.
      Perché è di questo che si occupa il camper Rosa…di salute delle gestanti e dei loro cuccioli.

  2. Floriana Zenobio 25 Gennaio, 2017 at 15:34 Rispondi

    2 parti diversi e stesso ospedale a distanza di 5 anni. Personale diverso. Primo parto: non lo auguro a nessuno e quell ostetrica la vedrei bene AL ROGO! Secondo parto mi sembrava di essere in paradiso. Dipende chi capiti

  3. Mary Pushpa 25 Gennaio, 2017 at 16:38 Rispondi

    Ma che vuol dire dove andate a partorire???? Ma che domande sono???
    Io ho partorito in un ospedale pubblico di Roma molto famoso e mi sono trovata male….ci ho quasi rimesso la pelle, la Lia bimba per fortuna sta bene, i problemi sono stati solo su di me, sono stata trattata in maniera disumana e ne ho riportato ancora oggi (la mia bimba ha soli 3 mesi) incubi psicologici , PERÒ se non fossi stata in ospedale, seppur con un personale da arresto in carcere a vita, non sarei qua.. perché comunque sono potuti intervenire chirurgicamente…. questo mi fa pensare che un parto in casa possa essere pericoloso PERÒ è un mio pensiero è rispetto altre forme di pensiero 😊
    E poi condivido che anche in uno stesso posto dipende da chi trovi, altre mie amiche di erano trovare chi molto bene chi nella norma..a me purtroppo è andata male anche se per fortuna posso raccontarla con mia figlia tra le braccia!
    Non sottovalutate la violenza ostetrica, ve lo chiedo con il cuore, il parto è già molto doloroso e impegnativo che avere un trattamento disumano prima e dopo il parto vi assicuro che non è una passeggiata!

    • Tiziana Bassi 25 Gennaio, 2017 at 16:46 Rispondi

      Sbagli sul parto in casa.
      Prima di dire PERICOLO PERICOLO…BISOGNA CONOSCERE LE ESPERIENZE OPPOSTE.
      Se vuoi puoi raccontare la tua storia in forma anonima sulla pagina di #bastatacere.😊

    • Mary Pushpa 25 Gennaio, 2017 at 16:55 Rispondi

      Probabilmente sbaglio, è sicuramente il chi ha partorito un casa si è trovata bene, me lo auguro di cuore…Rispetto i tuoi studi, le tue conoscenze e la tua opinione MA io se non fossi stata in ospedale e non avessi avuto un’operazione subito e dico subito dopo il parto naturale sarei o morta o con gravi conseguenze. Dico solo che ci sono urgenze e urgenze che possono nascere prima o dopo un parto e alcune sono gestibili avendo tempo latte richiedono intervento immediato.
      Nei corsi pre parto consigliamo di partorire in ospedali attrezzati per urgenze delle mamme e dei neonati… PERÒ ripeto è solo un mio pensiero…Grazie per l’invito a scrivere sul sito ma ancora è presto per me.

    • Tiziana Bassi 25 Gennaio, 2017 at 17:06 Rispondi

      Non è presto perché è dai nostri racconti che si fanno leggi.
      La settimana scorsa un’importante Ostetrica,nonché fondatrice di “Nascere in casa”,è stata in senato per una legge sul rispetto dei diritti delle gestanti,sulla libera scelta del luogo,e sul rispetto del parto.
      Non so cosa ti è successo e mi dispiace moltissimo.
      Ma si è visto che proprio in ospedale compiono manovre che poi portano a tc d’urgenza e terapie intensive per i bambini.
      Ti assicuro che in casa questo non avviene.
      Primo perché le ostetriche che accompagnano la gestante sono preparate(spesso ex u.o.)e MAI metterebbero a rischio una donna o il suo bambino.
      In secondo luogo,proprio perché si rispettano tempi e non si attuano manovre di alcun tipo,che non sarà necessario un intervento medico nè l’aiuto o protezione di un ospedale.
      Gli studi ci sono ,i dati anche le esperienze pure.
      😊

    • Tiziana Bassi 25 Gennaio, 2017 at 17:18 Rispondi

      Non devi aspettare una seconda gravidanza.può aiutarti a superare questo momento per te difficile.
      Può servirti per ritrovare un po’ di serenità…perché non basta dire …l’importante è che stiamo bene.
      Bisogna riappriopriarsi della propria dignità…perché è quella che perdi dopo un brutto parto.
      Ovviamente parlo perché l’ ho vissuto.😊

  4. Rosaria 25 Gennaio, 2017 at 17:16 Rispondi

    Una per tutte? Andare a leggere il contenuto delle linee guida del NICE, 2014 prima di esprimersi. Qui si afferma, scientificamente parlando, che il parto in casa è sicuro quanto quello in ospedale ma, nel primo caso, migliore in termini di outcome (benessere materno, neonatale e di non intervento come induzioni, epusiotomie, parti operativi, ECC.)

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