Tutte le polemiche sul Fertility Day

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Il 22 settembre si terrà il Fertility Day: lo ha stabilito il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, per ricordare l’importanza di prendersi cura delle proprie capacità riproduttive.

Una discutibile campagna di comunicazione

La campagna di comunicazione lanciata ieri ha suscitato una tale rivolta nel web (e mugugni anche da Palazzo Chigi, che non ha gradito il taglio prettamente femminile che è stato dato alla comunicazione) che il sito ad oggi risulta vuoto, e sono stati rimossi dalla pagina Facebook e dal profilo Twitter i link ai contenuti.

Servono anche le politiche familiari

Cosa contestano gli italiani? Senza dubbio gli infelici slogan scelti, ma anche il fatto che prima di sensibilizzare una donna sulla salute delle sue ovaie, si potrebbe sensibilizzare lo Stato su politiche più incisive a sostegno della famiglia , magari aiutando le mamme a conciliare lavoro e bambini piccoli.

E in merito al Fertility Day si sono mosse personalità del mondo della cultura e della politica a criticare l’iniziativa, compreso Saviano che dice:

 «È un insulto a tutti. Insulto a chi non riesce a procreare e a chi vorrebbe ma non ha lavoro. Ecco perché il 22 il mio compleanno sarà rovinato».

E voi cosa ne pensate?

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10 comments

  1. Ilaria Cortonesi 1 Settembre, 2016 at 12:13 Rispondi

    Ma ragione di che…
    Punto primo ogni donna ha diritto di decidere quando e se avere figli, senza bisogno che qualcuno le ricordi le date di scadenza (dubito che nel 2016 ci siano donne disinformate al riguardo)
    Punto secondo la generazione che dovrebbe procreare è proprio quella dei precari, quindi invece di slogan ridicoli dovrebbero fare qualcosa affinché una mamma i figli possa permetterseli senza perdere quel lavoro, già di per se precario, che si ritrova.
    Infine trovo assolutamente irrispettoso il messaggio nei confronti di chi i figli li vuole ma non riesce ad averne. E’ una vergogna.

  2. Anna Ius 1 Settembre, 2016 at 14:04 Rispondi

    Ilaria Cortonesi brava! Una campagna vergognosa e offensiva verso chi, per questioni anagrafiche, economiche o per volontà della natura, non può diventare mamma e verso chi ha scelto di non diventarlo per un sacrosanto diritto! una donna non è una fattrice, una donna è, SANTO DIO, un essere pensante e senziente che può decidere della propria vita e deve combattere i propri problemi senza che una stupida campagna le ricordi che ha una scadenza come il latte né che se non fa figli vale qualcosa in meno rispetto ad una mamma! E ricordo inoltre che essere madri oggi e lavorare (a meno che non si guadagni quanto l’esimia Signora Lorenzin) è davvero difficile a meno che non si abbia la fortuna di avere la collaborazione di una nonna, per esempio, perché non tutte hanno la fortuna di potersi permettere nido o baby sitter!

  3. Saccio Giusy 1 Settembre, 2016 at 16:22 Rispondi

    Non ha alcun senso far propaganda di un qualcosa che purtroppo di questi tempi è difficile..diventare madri e magari mettere sotto accusa chi non ha nemmeno la minima intenzione…io sto diventando mamma a 33 anni e per me è stata durissima un percorso difficile ma alla fine grazie a Dio è successo..ma so di ragazze che nonostante la giovane età in confronto a me hanno già 3 figli o magari ragazze che non si sentono di diventare madri per vari motivi….io lo dico sempre non è facile come ai tempi dei nostri nonni oggi diventare madri!

  4. Daniela de Pietro 2 Settembre, 2016 at 08:33 Rispondi

    In Italia tutto viene fatto a modo suo invitano alla famiglia sia chiesa che stato ma poi molte donne me compresa si sn viste perdere il lavoro per accudire i figli nessun tipo di tutela e tanto meno aiuto da parte delle istituzioni una campagna che mortifica e offende chi nn può procreare e i soldi spesi per farla buttati istituissero un fondo aiuto per le famiglie

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