Preghiera vietata a scuola: la rivolta delle mamme

preghiera scuola bambini

Nicolò La Rocca, preside della scuola Ragusa Moleti di Palermo, con una circolare ha imposto ai bambini il divieto di recitare preghiere durante l'orario scolastico. Non finisce qui però, poiché oltre alle preghiere vietate il dirigente scolastico ha provveduto a rimuovere alcune statue ed immagini religiose, tra cui anche una foto di papa Francesco. L'intera vicenda ha suscitato grande indignazione a livello sociale e culturale tra le mamme e non solo.

Preghiere vietate: le spiegazioni del preside

Il preside Nicolò La Rocca ha spiegato che si è limitato a mettere in atto un parere dell'avvocatura dello Stato del 2009, che inibiva le celebrazioni religiose durante le ore curriculari. Per quanto riguarda lo spostamento delle immagini e delle statue religiose ha spiegato che è stata un'azione finalizzata esclusivamente a recuperare spazio.

La protesta delle mamme

Queste spiegazioni piuttosto blande in realtà non hanno convinto le mamme dei bambini, che hanno protestato vivacemente contro la decisione dei dirigente scolastico che appare decisamente faziosa, simbolo di una laicismo ai limiti del fanatismo. La vicenda ha provocato la reazione indignata anche di vari leader politici, che almeno per una volta sono d'accordo su qualcosa. Le mamme come segno di protesta hanno mandato a scuola i loro figli con una collanina con immagini sacre, sperando che il preside riveda la sua decisione a dir poco "singolare".

27 comments

  1. Giuseppina Esposito 24 novembre, 2017 at 13:27 Rispondi

    Non capisco perché si debba pregare a scuola…a meno che il bambino, per se stesso, ne senta la necessità in un determinato momento possibile. Per quanto riguarda la chiusura della scuola per Natale ecc dovrebbero solo stare chiusi i giorni di festa nazionale (natale, santo Stefano, capodanno e Befana) e magari dare altre vacanze in altri momenti per far staccare i bimbi cmq.

  2. Maria Antonia Artuso 25 novembre, 2017 at 08:24 Rispondi

    Che non crediate alla religione ci sta ma che si proibisca la preghiera o il crocifisso nelle scuole non sono daccordo …se tornate indietro nel tempo e avete studiato la storia …dovreste sapere che è grazie alla chiesa che abbiamo diritto all istruzione …quindi andate a rileggere la storia dal medioevo in poi …e capirete come poi anche lo stato si è adeguato istituendo scuola ed evolvendosi…ma come vi ho citato la scuola nasce grazie alla chiesa

  3. Gaia Gerbino 25 novembre, 2017 at 22:00 Rispondi

    Si prega in chiesa, chi e quando vuole!! A scuola si impara! Lo stato è laico e l imposizione dell ora di religione un retaggio degli accordi stato fascista e Chiesa..ho detto tutto!! Che si insegnassero i veri valori di rispetto, pace ,tolleranza e amore per la conoscenza…no a dire sin da piccoli tu sei diverso da me!

  4. Silvia Corcoruto 26 novembre, 2017 at 03:04 Rispondi

    Il crocifisso è un nostro simbolo e si deve tenere!!! Punto.
    La preghiera idem. Se non hai il nostro credo non preghi ovviamente. Se andiamo negli altri paesi che succede? E allora piantiamola di rinnegare noi stessi per un buonismo assurdo e di facciata

  5. Federica Mazzitelli 26 novembre, 2017 at 22:14 Rispondi

    Chi nn è credente fa altre attività. State rovinando il mondo con sto pensieri ostici e alternativi, pregare non ha mai fatto male a nessuno, avere un crocifisso a scuola o in altro luogo pubblico tantomeno. Però a scuola i figli ce li mandate truccati, e parlo anche di maschi, o con le minigonne piercing ecc. Quello no non da fastidio ai presidi. Ci stanno togliendo tutto. Non solo le tradizioni. Io nn sono razzista ma a scuola cn il velo si, il presepe no, urta la sensibilità. A scuola si va per imparare? Bene insegnamo ai nostri figli di non rinunciare in quello che credono.

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