Prosciutto cotto, ma va davvero bene per i bambini?

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Molte mamme sono solite dare, nei modi più diversi, il prosciutto cotto ai bambini. Un alimento in apparenza abbastanza sano, non troppo grasso sebbene sia carne di maiale, pratico e perché no, anche gustoso. Lasciando perdere un discorso prettamente etico per cui ci sono scelte familiari che escludono cibi di origine animale, è davvero un alimento valido per i nostri bambini?

Vediamo che ci sono diverse reclame alla televisione che sponsorizzano pappe al prosciutto da dare durante lo svezzamento. Animaletti di prosciutto, hamburger di prosciutto, prosciutto a fette confezionate in vaschette dalle forme più intriganti e, possibilmente con qualche piccolo omaggio come stickers o magneti, potere del marketing.

Che male fa il prosciutto cotto?

Bene, non è certo carne fresca, ma se non è troppo salato, non contiene glutine né proteine del latte o polifosfati aggiunti, se la carne proviene da maiali allevati e macellati in Italia, allora forse è un buon alimento.

Eppure no, o meglio ni. Perché essendo una carne conservata, come tutti gli alimenti a lunga conservazione, ha conservanti. Non fa una piega. E dunque il nostro bambino verrà avvelenato o subirà i nefasti effetti dei conservanti? Diciamo che, come per tutte le cose, vige la regola del buonsenso. Dare il prosciutto cotto una volta o due a settimana in porzioni moderate non ucciderà nessuno, del resto però se date a vostro figlio merendine industriali e coca cola, proibire il prosciutto sarebbe un controsenso. Se poi siete di quelle che davvero stanno attente a tutto quello che passa sulla tavola meglio ancora, sicuramente in casa vostra non entrerà il prosciutto e nemmeno altri cibi conservati quindi tonno, carne in scatola, legumi in barattolo, passate di pomodoro, zucchero, farine e quant'altro.

Del resto sono scelte di vita, chi può procurarsi alimenti freschi tutti i giorni fa senza dubbio un gran favore alla salute di tutta la famiglia e del resto del pianeta. Per chi invece questa possibilità non l'avesse, inutile demonizzare un alimento o diventare matti per portare un cibo in tavola. Si cercherà di trovare un equilibrio corretto facendo scelte ponderate e stando, casomai, attenti a calorie e junk food.

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