Quando i bambini trattengono la cacca: ecco spiegato il motivo e come comportarsi

Capita a molti genitori, durante la crescita dei figli, di dover far fronte a una situazione che può anche richiedere anche il supporto del pediatra o dello psicologo: spesso succede che i bambini trattengano la cacca in quello che viene chiamato controllo sfinterico e che, per loro, rappresenta la prima situazione di "controllo" che sperimentano.

Ecco in cosa consiste questa situazione e come possono comportarsi mamma e papà senza eccessive ansie e con l'aiuto di un esperto.

Il controllo sfinterico dei bimbi

Per quale motivo i bambini trattengono la cacca (controllo sfinterico anale) e in alcuni casi anche la pipì (controllo vescicale)?

Questo fenomeno si verifica, tendenzialmente più spesso nei maschietti che nelle femminucce, nel corso di quella delicata fase di passaggio dall'uso del pannolino al vasino che viene però rigettato: secondo i pediatri, tale passaggio da un riflesso automatico a uno volontario va di pari passo con lo sviluppo cognitivo e si manifesta prima col controllo anale e successivamente con quello vescicale.

Tuttavia, quello che preoccupa i genitori è che questo rifiuto da parte del figlio possa perdurare nel tempo e rendere necessario il consulto di un esperto per capire se si tratti di ritardi normali o meno.

L'esperienza del "controllo" e la stipsi

Come è noto, il controllo sfinterico passa attraverso diverse fasi, a partire dal primo anno di età quando la "motricità" di vescica e ano rispondono a degli automatismi fino al passaggio alle pappe; in seguito, dai 12 ai 36 mesi, si assiste a una inibizione che diventa autocontrollo dopo i tre anni, periodo che coincide anche con l'incontro dei più piccoli con la scuola materna.

Ed è il meccanismo del "controllo" di sé stessi che porta i bambini a sperimentare questa voglia di trattenersi e di non fare la cacca. Tuttavia, se il fenomeno persiste può portare a casi di stipsi in cui il bimbo trattiene le feci, rifiutando di farle non solo nel vasino ma anche nel pannolino e adducendo delle valide motivazioni: ad esempio, il fatto che hanno paura di sedersi sul piccolo water, odiano la sporcizia delle feci o provano anche del male mentre la fanno.

Come risolvere il problema

Questa stitichezza è uno dei fattori che più allarmano i genitori anche se, come è facilmente intuibile, la cosa importante è non mostrarsi ansiosi e non scaricare le proprie paure sui figli, cercando il dialogo con loro e incoraggiandoli senza ricorrere al rimprovero.

Ad esempio, come suggeriscono gli psicologi, si può trasformare un momento traumatico in uno piacevole rendendo il bagno un luogo colorato e più familiare e badando bene di non mettere fretta al bimbo, ponendolo "in competizione" con fratellini o amici di scuola che si sono già abituati al vasino.

Ad ogni modo, i genitori potranno coerentemente valutare quando il figlio è pronto per questo delicato passaggio assieme all'educatore o al pediatra che avrà anche il compito di verificare se la stipsi non sia invece legata a origini organiche; nel caso in cui, invece, la situazione si protraesse oltre i quattro anni potrebbe essere necessario il ricorso a uno psicologo infantile.

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