Quante volte può cambiare la vita di un genitore? Infinite

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"È tutto un equilibrio sopra la follia" cantava qualcuno. E lasciando da parte la follia io direi che la vita di un genitore è proprio così.

Un equilibrio precario alla mercé dei propri figli che sono nati appositamente per stravolgere gli equilibri dei genitori. Ci sto facendo caso proprio in questo periodo.

Devo iniziare a valutare le diverse opzioni riguardo la scuola elementare che frequenterà mio figlio e mi sembra tutto insormontabile. Grande. Faticoso. Impossibile.

Esattamente la stessa sensazione che ho provato 4 anni fa quando mio figlio di un anno ha iniziato a frequentare l'asilo nido.

La verità, almeno credo, è che i cambiamenti sono fatti per diventare equilibri sul lungo termine.

E che tutti noi siamo esseri in divenire che ci conformiamo alle nuove forme che la nostra routine assume.

I figli crescono in fretta, un sacco in fretta, e la loro crescita, così come il loro arrivo, porta con sé un cambiamento dietro l'altro e non sto parlando di notti insonni o giochi sparsi per casa ma cambiamenti importanti nel nostro quotidiano.

La scuola elementare, ad esempio, cambierà la nostra sveglia e quindi l'orario di "messa a nanna", i pomeriggi non più passati a scuola, lo sport e le attività del doposcuola che andranno a sostituire quelle scolastiche.

I compiti e il tempo che dovremmo ritagliarci per un controllo, seppur minimo. Cambiamenti che fanno paura... almeno quanta ne ho provata quando è stato il momento di togliere il pannolino, dell'allattamento, dello svezzamento, dei primi passi, i denti, di guidare col piccolo in macchina e di tutte quelle prime volte dolcissime ma anche temutissime che una mamma conosce bene.

Cambiamenti che arrivano in fretta quando si è genitori. Ai quali si sopravvive solo ricordandoci che abbiamo superato già queste difficoltà, che le nostre scelte sono importanti sì, ma che i nostri figli hanno in serbo molte più risorse di quelle che crediamo e soprattutto che domani ne arriveranno altri. Ancora più grandi. E belli.

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