Scoperta online una rete di pedopornografia: sei arresti in tutta Italia

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La Polizia postale di Torino ha intercettato una rete di pedofili che scambiava online immagini e video erotici inerenti a minori; in alcuni casi i filmati riproducevano abusi su neonati di pochi mesi.

Sono stati effettuati sei arresti e dieci denunce per detenzione di materiale pedopornografico.

I pedofili, provenienti da tutta Italia, si scambiavano materiale via chat

Si incontravano in stanze virtuali e condividevano immagini e video pornografici riguardanti bambini, alcuni abusi sessuali coinvolgevano anche neonati.

Come dichiara il vicequestore aggiunto Assunta Esposito, la polizia postale di Torino seguiva già da tempo un sospetto traffico online di pedopornografia.

Quando poi gli agenti hanno intercettato una chat di commenti in lingua italiana, sono entrati in tali stanze virtuali sotto falso nickname e hanno scoperto un traffico illecito di video e immagini su minori che coinvolgeva non soltanto il Piemonte, ma varie zone d'Italia.

In chat ogni pedofilo aveva un ruolo specifico e il materiale era ripartito in base all'età e al sesso delle vittime.

Arrestato anche un assistente sociale di Firenze che lavorava a stretto contatto con i bambini

Gli agenti torinesi hanno coinvolto altre dieci stazioni di polizia nelle loro ricerche, in particolare i distretti di Firenze, Cagliari e Reggio Calabria dove, sono state arrestate persone in flagranza di reato.

In particolare fa scalpore il caso di un uomo fiorentino di 43 anni che lavora in una Asl toscana come assistente sociale.

Il pedofilo sfruttava il vantaggio di stare a contatto con i bambini per acquisire e condividere immagini e video su minori. Quattro anni fa aveva patteggiato due anni di condanna per lo stesso reato e anche in questa occasione sul suo computer la polizia ha trovato decine di filmati pedopornografici.

Dopo aver eseguito sei arresti e fatto scattare dieci denunce, le forze dell'ordine stanno tentando di svelare l'identità delle piccole vittime e stanno verificando se, tra l'ingente materiale sequestrato, ci siano anche filmati autoprodotti mentre si consumavano gli squallidi abusi sessuali.

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