Scuola, stop alle chat di classe con gli insegnanti: 'troppi genitori chiedono spiegazioni sui voti'

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Arriva dal Lazio ma potrebbe presto estendersi a tutto il territorio italiano una revisione del codice deontologico relativo ai rapporti tra genitori, studenti ed insegnanti. In particolare sembra ci si possa orientare verso uno stop delle famigerate chat social di classe.

Sui gruppi WhatsApp di classe in cui compaiono mamme e papà degli alunni e spesso anche i professori nascono infatti sempre più di frequente discussioni, tensioni e complesse problematiche.

Le possibili revisioni nel rapporto genitori – insegnanti

Si va verso un profondo rinnovamento dei rapporti social che coinvolgono insegnanti e genitori degli alunni italiani. L’Associazione Presidi del Lazio ha fatto presente come ormai troppo spesso sui gruppi WhatsApp comuni molti genitori pretendano dai professori indicazioni e spiegazioni sui i voti attribuiti ai figli.

Il medesimo ente ha anche sottolineano come le amicizie sui principali canali social tra alunni, professori e genitori vadano in alcuni casi a creare spiacevoli situazioni e difficili rapporti.

Il video della settimana

Attraverso le parole del presidente dei presidi di Roma, il dottor Mario Rusconi, l’Associazione Presidi laziale ha chiesto una revisione del codice deontologico relativo alla scuola.

In modo specifico si domanda di chiudere i gruppi WhatsApp comuni che abbiano tra i partecipanti mamme, papà, insegnanti e magari persino studenti, e si chiede di impedire l'amicizia sui principali social network tra le tre figure coinvolte. Tali interventi regolativi potrebbero ben presto varcare i confini del Lazio e assumere una dimensione nazionale.

I rapporti scuola – famiglia

Le novità deontologiche richieste sarebbero orientate anche ad una restaurazione delle comunicazioni tra scuola e famiglia: niente social e chat, e ricorso in qualsiasi circostanza alle vie ufficiali di scambio informazioni come la mail scolastica, il registro elettronico e il sito web dell’istituto.

L’utilizzo di strumenti di messaggistica social sarebbe vincolato esclusivamente a casi di emergenza e notevole urgenza, come ad esempio gite improvvise o permessi di uscita immediati.

Inoltre agli insegnanti andrebbe concesso il diritto legittimo di disconnettere i dispositivi di scambio informazioni con le famiglie a partire da un orario serale stabilito e concordato.

Si tratta in generale di una serie di proposte dallo spiccato valore etico oltre che preventivo, ma che si dovrebbero inserire in un più ampio quadro di rinnovamento dell’intero palinsesto relativo al mondo della scuola.

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