Trasporto e sharing economy: dire addio alla seconda auto

Possiamo decisamente considerare terminata l’economia del possesso.

La pratica di condividere, piuttosto che di possedere, è la base su cui si fonda il grande fenomeno del nuovo millennio che sta già rivoluzionando gli stili di consumo di tante di noi: la sharing economy.

All’interno di questo grande insieme di servizi, ne emergono alcuni particolarmente utili per rendere più smart ed economica la vita di tutti i giorni.

Pensate al trasporto. Grazie alla sharing economy è possibile dire addio, ad esempio, all’acquisto delle seconde auto, una spesa che riguarda soprattutto le donne.

Come? Ecco 3 modi per risparmiare e continuare a muoversi in libertà, strizzando l’occhio all’ambiente.

Conoscevate il ride sharing? Un’idea che si concretizza in servizi innovativi come BlaBlaCar, che consente di dare, o ricevere, un passaggio ad altri utenti in cambio di un rimborso per le spese di benzina e pedaggio. Una soluzione per risparmiare e, per chi guida, anche un’occasione di guadagno.

In parallelo emerge il car sharing, che nelle grandi città è già una realtà affermata, con servizi offerti da un numero di operatori sempre crescente, tra cui Car2Go o Enjoy di Eni. Come funziona? I consumatori possono usufruire di un parco macchine a noleggio disseminato lungo la città, da usare per una piccola o media tratta pagando una esigua tariffa base al minuto.

Pensato per rendere più intelligente il trasporto quotidiano, permettere ai consumatori di risparmiare e all’ambiente di respirare di più, è nato poi il car pooling: la tendenza a condividere tra colleghi una stessa auto per recarsi nello stesso posto. Un servizio affidabile, tra i tanti, è Bringme: una piattaforma che mette in contatto i viaggiatori diretti verso la medesima meta. Un plus per scegliere professionisti online dei servizi di car pooling? Maggior sicurezza (tutti gli utenti sono registrati e giudicati con dei feedback) e grande libertà di movimento (tutte le tratte disponibili sono accessibili grazie alle piattaforme mobile).

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