Whatsapp e social network, il sindaco di Desulo abolisce per scherzo le chat per le madri. Se fosse vero?

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Gigi Littarru, sindaco di un paese situato nel cuore della Sardegna, ha abolito i gruppi whatsapp dei genitori degli alunni (soprattutto le mamme) iscritti alle scuole statali primarie e secondarie.

Si tratta di uno scherzo, di una provocazione nata da un'idea di un collega del primo cittadino di Desulo, ma che ha suscitato l'attenzione dell'opinione pubblica, la quale non si è fatta attendere nel far sentire forte la propria voce.

L'idea del primo cittadino e l'utilizzo dei social network

L'idea del primo cittadino di Desulo, comune con poco più di 2000 abitanti censiti, è nata come controrisposta alle centinaia di fake news al giorno che circolano su Facebook, su Whatsapp, Twitter e su tantissimi altri canali di comunicazione utilizzati dai genitori degli allievi di tutte le classi.

Dall'unghia incarnita del figlio disabile, passando per le presunte nefandezze dell'insegnante a discapito di un alunno piuttosto che di un altro, fino ad arrivare al possibile dimezzamento delle classi a causa del contagio da Covid-19, sono tante le notizie pronte a far agitare le madri, da sempre asidue frequentatrici dei gruppi di Whatsapp. Le chat fanno perdere la cognizione della realtà e a poco servono, se non a confondere le idee.

Le preoccupazioni delle mamme e il controllo sull'informazione

La preoccupazione delle madri di fronte ad una miriade di notizie scritte di cattivo gusto e solo per accaparrare click, impressioni e visualizzazione è lecita.

Il problema è la cattiva informazione, diffusa sui canali social più conosciuti al momento, che sembra essere, più dei tempi antecedenti alla pandemia, un problema all'ordine del giorno.

Al di là della provocazione del sindaco sardo, resta da affrontare una questione molto delicata, che rischia di confondere genitori, alunni ed insegnanti di tutte le classi, specie in un periodo particolarmente difficile che il mondo della scuola sta attraversando.

Ci sarebbe bisogno, a detta di qualcuno, di un controllo serrato sull'informazione, a prescindere dalle limitazioni sulle chat. A questo punto, una domanda sorge spontanea: cosa accadrebbe se l'ordinanza di Littaru si trasformasse in realtà?

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