Libri vietati ai bambini: ma sono davvero pericolosi?

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Da sempre all'interno del sito Mamme.it puntiamo il dito sull'importanza della lettura: la lettura prenatale, post natale, leggere insieme prima di dormire. Esistono associazioni come Nati per leggere, bandiera del trasmettere cultura anche ai più piccoli, ma soprattutto ci sono le scuole dove gli insegnanti leggono ai bambini. Da un po’ di tempo però, nel Comune di Venezia, il neo sindaco ha bloccato un progetto ereditato dalla giunta precedente che consisteva nell'acquisto di libri per bambini. I libri vietati ai bambini sono stati infatti considerati pericolosi e malsani per i piccoli. Perché?

Perché invece di Cenerentola, Biancaneve e compagnia bella, parlano in maniera semplice e colorata di nuovi tipi di famiglie, come ad esempio quelle allargate con genitori separati, parlano di mamme o papà che per vari motivi crescono i figli da soli. Parlano di bambini vittime di bullismo, di razzismo, di come reagire se ci si trova i  queste situazioni di difficoltà.

La lista è senza dubbio lunghissima, ma tra i tanti libri vietati ai bambini possiamo citare il Libro delle famiglie di Todd Parr, che non è altro che un elenco di famiglie che mostrano come, al di là del colore della pelle, delle differenti abitudini, e di altre caratteristiche, tutte le famiglie si vogliono bene. Si tratta effettivamente di un messaggio davvero pericoloso. Il secondo libro che colpisce è A caccia dell’Orso, dove un papà con i figli si trova ad andare a caccia dell’orso, ovvero ad aiutare la famiglia a vincere metaforicamente le proprie paure.

Nella vita dei bambini, non esistono solo situazioni da "Mulino Bianco": ci sono bambini esclusi a causa della pelle e della religione, bambini con disabilità, bambini che affrontano la vita con i genitori separati (come quelli del Sindaco, sposato due volte), bambini adottati, nati da inseminazione artificiale, figli di genitori omosessuali, bambini che hanno perso uno dei due genitori.

Bambini che nonostante tutto, grazie all'amore di chi vive loro accanto, potranno essere perfettamente felici: anche se la loro storia non ha diritto di essere raccontata nei libri che piacciano al Comune di Venezia.

 

4 comments

  1. Mara Ravasi 1 luglio, 2015 at 18:25 Rispondi

    Chissà come la prenderà il caro sindaco di Venezia quando scoprirà che la sua lista non solo ha scatenato sconcerto e indignazione nelle famiglie che lui pensava così di “proteggere”, ma ha anche messo a molti una gran voglia di andare a leggere tutti quei libri interessantissimi che lui ha messo in bella mostra allo scopo contrario! Io ad esempio non ho figli ma penso che andrò a prenderne alcuni in biblioteca, e (orrore!) ne regalerò anche un po’ ad amici! 😛

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