Orfani del femminicidio: chi pensa ai figli delle vittime?

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Le storie drammatiche, così come i numeri da capogiro rendono il femminicidio una vera e propria piaga per il nostro Paese. Vittime del loro compagno (o ex), le donne che vengono uccise non fanno nemmeno più notizia: la loro storia finisce fra le righe della cronaca, intervalli di lettura fra un articolo e l'altro.

Orfani del femminicidio: i numeri da capogiro

E ancora meno notizia la fanno i loro figli che si trovano improvvisamente orfaniprivati della loro madre e, il più delle volte, a fare i conti con un padre assassino. Pensare anche ai figli delle vittime di femminicidio si fa sempre più urgente: dal 2000 a oggi, sono in totale 1628 i bambini e ragazzi che, per la causa di genere, hanno perso la madre e, con elevate possibilità, il padre, vuoi perché è lui l'autore del delitto, vuoi perché si suicida.

Le statistiche più recenti evidenziano che nel 2015 sono aumentati gli orfani di femminicidio, di 118 bambini/ragazzi.

Quale il futuro di queste povere vittime?

Per gli orfani del femmicidio ancora minorenni, la strada più probabile da percorrere è l'affidamento alle case famiglie oppure le adozioni. Molte volte le famiglie dei genitori non sono in grado di sostenere anche l'educazione dei nipoti, dopo una tragedia simile. I maggiorenni, invece, vanno incontro a difficoltà di carattere economico e a un grosso fardello psicologico da sciogliere.

In entrambi i casi, le cose non sono messe bene. E da più parti si invoca l'intervento dello Stato perché provveda a istituire dei fondi ad hoc di tutela per gli orfani del femminicidio. Ad oggi, infatti, ci sono solo delle iniziative a carattere regionale, ma non è sufficiente: la speranza, quindi, per l'avvocato Lorenzo Puglisi, presidente di Sos Stalking, è quella che lo Stato intervenga e predisponga fondi speciali destinati ai figli del femminicidio che possano essere conseguentemente garantiti, al pari di altri categorie, come ad esempio le vittime della mafia o del terrorismo.

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