Saranno tutti donatori di organi: scoppia la polemica

Questioni etiche e morali avvolgono sempre questioni scottanti come la donazione degli organi: c'è chi è favorevole a priori e chi, invece, è restio. Trattando di questi argomenti domande “scomode” si fanno avanti e, fortunatamente, in molti riescono ad arrivare a una decisione per tempo, comunicandola ai parenti o lasciandone traccia per iscritto.

Per molti altri, però, il destino è più veloce e non lascia tempo per prendere una decisione, demandata ai parenti sui quali incombe la pesante scelta.

Troppi pochi donatori, il governo colombiano interviene

Una responsabilità a cui i cittadini colombiani fra poco saranno sottratti (o quasi): il governo di Juan Manuel Santos ha appena approvato una legge per cui tutti i cittadini colombiani, alla loro morte, doneranno i loro organi. Salvo che in vita non abbiano espressamente comunicato un parere contrario. In ogni caso, se manca la dichiarazione di volontà, i parenti non potranno esprimere il parere e, quindi, si procederà all'espianto.

Il fondamento della legge sulla presunzione legale di donazione di organi sta anche nella scarsezza di donatori colombiani: le statistiche riportano che, nel 2015, solo 195 donatori si sono iscritti alle liste e che per ogni donatore ci sono oltre 22 persone in attesa. Il che significa che solo il 2% di loro può arrivare al trapianto.

Una legge che fa discutere: e le volontà dei familiari?

Insomma, la legge appena approvata non è passata inosservata, fra i punti che non hanno convinto ci sono la mancanza di rilievo della volontà dei parenti che, spesso, rappresentano l'ostacolo maggiore alla donazione e anche l'essere automaticamente donatore. Su questo ultimo punto, va comunque sottolineato che ciascun colombiano può opporsi alla donazione dei propri organi pronunciandosi contrario nel corso della vita.

La Colombia, quindi, inaugura una nuova stagione in merito alla donazione degli organi, ribaltando la corrente dominante in tutto il mondo per cui, di default, non si è donatori se non espressamente dichiarato. Una rivoluzione che è stata dichiarata dai sostenitori della legge umanitaria.

21 comments

  1. Ilaria Liut 30 agosto, 2016 at 17:17 Rispondi

    Se comunque si ha la possibilità di richiedere che non vengano donati i propri organi, non vedo dove sta il problema! Magari fosse legge e lo facessero in automatico!!! Tanto alla fin fine sarebbero comunque pochissimi gli organi “donabili”, perché dopo pochissimo dalla morte non è più possibile. Per tutte quelle persone che già si sa che moriranno sarebbe utile avere il consenso alla donazione in modo da poter agire tempestivamente!

  2. Sara Muzic 30 agosto, 2016 at 19:06 Rispondi

    Si giustissimo. Io sono del parere che i miei organi non mi serviranno a nulla quando morirò e se possono essere usati per salvare una o più vite ne sarei felicissima.

    • Renata Pistritto 30 agosto, 2016 at 23:43 Rispondi

      Mio padre ha fatto 10 anni dialisi… 10 anni… solo chi sa cos’è la dialisi può capire cosa vuol dire 10 anni… poi ha avuto un trapianto. Non è stato semplice, è stata dura rimettersi… ma almeno ha vissuto gli ultimi 4 anni della sua vita senza la dialisi.

    • Imma Graziano 31 agosto, 2016 at 00:50 Rispondi

      Sa cara melissa chiminelli, per donare gli organi non devi esser proprio morto del tutto e i familiari hanno sempre una speranza, non crede? Poi tenga presente che in alcune culture e in alcune religioni non si può donare manco il sangue, si figuri per gli organi.

    • Chiara Diego 31 agosto, 2016 at 11:03 Rispondi

      Ragazze leggete libri di bioetica, infatti il problema riguarda proprio le modalita’ di espianto. Come dice Imma purtroppo non si e’ “morti morti” … bisogna essere informati su come avviene e poi decidere.

  3. Renata Pistritto 30 agosto, 2016 at 23:44 Rispondi

    Mio padre ha fatto 10 anni dialisi… 10 anni… solo chi sa cos’è la dialisi può capire cosa vuol dire 10 anni… poi ha avuto un trapianto. Non è stato semplice, è stata dura rimettersi… ma almeno ha vissuto gli ultimi 4 anni della sua vita senza la dialisi.

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