Selezione alimentare dei bimbi: come affrontare il disturbo?

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Chi ha un bambino affetto dalla sindrome di Arfid, con tutta probabilità, sta già seguendo un percorso terapeutico per bilanciarne la dieta, ma molti ignorano di avere questa sindrome, perfino diversi adulti. Si tratta di una sindrome riconosciuta solo di recente, da circa 4 anni, e che ha come sintomi la difficoltà ad alimentarsi in modo vario e completo.

Selezione alimentare, quando è un rischio

Ora non allarmiamoci, se nostro figlio non vuole mangiare i piselli ma preferisce il salame, non si tratta di una patologia ma di una preferenza dettata dalla golosità di alcuni alimenti rispetto ad altri. In realtà il disturbo da selezione alimentare, conosciuto anche come sindrome di Arfid, si diagnostica con un attento esame del comportamento del bambino o dell'adolescente, ma perfino dell'adulto che si dedica al consumo di una sola categoria di alimenti, precludendo quello di altri e quindi mettendo a rischio la propria salute.

I primi disturbi si manifestano con la perdita di peso, il mancato accrescimento e con nessuna voglia di gustare nuovi cibi e mostrando scarso interesse per il mangiare.

Come comportarsi con disturbi da selezione alimentare

Fondamentale è non entrare nel panico e iniziare, invece, a far seguire (o farsi seguire se il disturbo lo abbiamo personalmente) il bambino da uno psicologo e da un nutrizionista. L'intervento sinergico di questi due professionisti, infatti, può sbloccare il bambino e aiutarlo a superare quella difficoltà nell'alimentarsi nel modo corretto.

Cosa NON fare

  • Sgridare il vostro bambino se non mangia quello che avete preparato
  • Forzarlo a mangiare ciò che non vuole
  • Ricattarlo e/o minacciarlo ("Se non mangi ti butto i giocattoli")
  • Instillargli sensi di colpa se non mangia

Cosa FARE

  • Stimolarlo ad assaggiare un piccolissimo pezzetto di cibo diverso dall'usuale
  • Coinvolgerlo, magari dicendo "Dai proviamolo assieme che sapore ha"

Ovviamente dirlo è più facile che farlo quando si è direttamente coinvolti, tuttavia, con l'aiuto di un professionista, di uno psicologo e di un nutrizionista, si potranno ottenere risultati importanti.

14 comments

  1. LA Mel 5 maggio, 2017 at 12:41 Rispondi

    I miei mangiano di tutto, ma soprattutto verdure di ogni genere…vedendo noi adulti in casa mangiare “pulito” a mio parere ai bambini viene naturale crescere così….ovvio che poi amano anche i dolci e le schifezze, ma quelle a quel punto fanno l’eccezione…😊

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