È ricominciata la stagione dei malumori

Settembre è arrivato portando con sé quella che personalmente chiamo la stagione dei malumori.

Scuola, compiti, sveglie, primo sport, secondo sport, attività creativa, docce, compiti ancora da finire, cene da preparare in fretta e pigiami da infilare prima che sia troppo tardi.

La routine è sempre la solita e, dove c’è un bambino in età scolare, per lo più uguale per tutti.

Una routine fatta da mugugni e incentrata su un unico, principale, fondamentale scopo: arrivare in orario. Nient’altro conta se non questo. Al netto del malumore, intendo.

Per questo motivo ho deciso di alzare l’asticella, tentando di affrontare questo inizio con positività, trasformando gli “sgrunt” del mattino in un elenco delle cose felici della giornata, i musi lunghi in sorrisi, i maledetti “no“, in “proviamoci“.

La stagione dei malumori è caratterizzata da enormi accidenti, lo sappiamo, quello che mi chiedo è se anche da questo non possa trovare qualcosa da insegnare a mio figlio.

Ad esempio, che nella vita non possiamo quasi mai decidere come andrà ma di sicuro spetta a noi scegliere con quali modalità affrontarla!

Ceraunavodka
Ceraunavodka

Mi chiamo Lucrezia Sarnari, ho 34 anni e sono una giornalista. Sono nata nelle Marche, vivo a Perugia praticamente da sempre ma sogno di invecchiare in una metropoli. Nel 2013 è nato mio figlio Pietro e da quando sono mamma sono diventata più produttiva senza per questo riuscire ad essere più ordinata.
Da circa 10 anni lavoro nel settore della comunicazione, ho maturato esperienze come redattrice, ufficio stampa e social media manager. Da quando ho aperto il mio blog mi occupo in prevalenza di maternità, ma scrivo anche di cultura, design e lifestyle. Ho pubblicato articoli e interviste per diverse testate digitali e cartacee, sia locali che nazionali. Sono laureata in Conservazione dei beni culturali e iscritta all’albo dei giornalisti dal 2011. Ancora non ho deciso se vorrei rinascere nei panni di Joanne Rowling o in quelli di Kate Moss. Nel frattempo provo a godermi quelli del mio armadio.

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