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Con la riapertura delle scuole, fra zaini e astucci pronti e nuovi orari da organizzare, torna l’attenzione su ciò che bambini e ragazzi mangiano durante la giornata. Mauro Minelli, immunologo e professore di Nutrizione clinica all’Università Lum Giuseppe Degennaro, invita a considerare spuntino, mensa e distributori automatici come parti di un percorso di educazione alimentare.
Snack nello zaino: l’invito a ridurre i prodotti confezionati
Per Minelli, il punto di partenza è ciò che le famiglie preparano prima di uscire di casa. L’immunologo suggerisce di ridurre progressivamente la presenza nello zaino di alimenti ultra-processati e snack confezionati ad alto contenuto di zuccheri raffinati.
Secondo la sua valutazione, questi prodotti possono provocare repentini picchi glicemici seguiti da rapidi cali, con conseguenze sullo stato di attenzione e sull’affaticamento generale del bambino. Fra le alternative indicate ci sono frutta fresca di stagione, frutta secca e preparazioni semplici a base di pane integrale: scelte che, nel suo ragionamento, possono sostenere l’organismo durante le attività didattiche.
La mensa come spazio di educazione alimentare
La proposta riguarda anche i pasti consumati a scuola. Minelli chiede a chi si occupa della ristorazione nei refettori e nelle mense di puntare sulla biodiversità alimentare, con menu variati che integrino regolarmente una pluralità di cereali, legumi, verdure di stagione e alimenti non industrializzati.
L’immunologo collega questa varietà alla possibilità di educare e diversificare il microbiota intestinale dei ragazzi, che definisce un elemento centrale per il sistema immunitario. In questa prospettiva, la mensa non sarebbe soltanto un momento di pausa o un servizio organizzativo, ma un’estensione del percorso didattico dedicato alla salute e alla conoscenza di sapori e ingredienti diversi.
Distributori automatici e ruolo della scuola
Un ulteriore passaggio riguarda le “macchinette” nei corridoi degli istituti. Minelli propone di ripensarne l’offerta, affiancando o sostituendo snack ipercalorici e bevande zuccherate con acqua, yogurt, frutta essiccata e spremute senza zuccheri aggiunti. L’obiettivo indicato è rendere disponibili opzioni diverse durante l’intervallo, quando ragazze e ragazzi scelgono in autonomia.
Nel quadro delineato dall’immunologo, anche il corpo docente è chiamato a guidare e contestualizzare il cambiamento nel percorso formativo quotidiano. Per famiglie e scuola, il punto concreto resta quindi la coerenza fra contenuto dello zaino, piatto della mensa e scelte disponibili al distributore: docenti, referenti delle mense e gestori della distribuzione sono i soggetti che Minelli invita a fare squadra su questi momenti della giornata scolastica.




