Allattamento artificiale: un latte per lui e per lei

E’ risaputo, il latte materno è l’alimento ideale per i neonati fin dal loro primo vagito.

Allattare al seno fa bene al bambino e fa bene alla mamma, ma può succedere raramente che questo non sia possibile, per molteplici ragioni.

Il latte materno, infatti, cambia da donna a donna e, complici numerosi fattori esterni di svariata natura, esso può non bastare a sfamare e nutrire adeguatamente il piccolo. Ad esempio, la quantità prodotta non è sufficiente e il neonato reclama la pappa troppo spesso, oppure può essere carente in calcio, vitamine, zuccheri, minerali e, senza le componenti nutrizionali necessarie, non risponde in maniera corretta al fabbisogno reale del bambino.

In tal caso, la mamma, senza sentirsi in colpa, deve ricorrere al latte artificiale. Ma attenzione!

Da un recente studio, capitanato dalla dott.ssa Katie Hinde dell’Università di Harvard, emerge che le esigenze nutrizionali di bambini e bambine sono diverse. Quindi, come suggerisce la ricercatrice, il mercato dovrebbe offrire un latte artificiale per i maschietti e uno per le femminucce.

Partendo dall’analisi del latte prodotto dalle mamme-scimmie, infatti, la dott.ssa Hinde sottolinea come il latte dei primati sia differente se i cuccioli da allattare siano scimmiette o scimmietti. Latte più ricco di calcio nel primo caso e più grasso e ricco di proteine nel secondo caso. Ma non solo. Nei cuccioli di scimmia (ma anche nei neonati) maschi e femmine reagiscono in modo diverso al cortisolo (l’ormone “dello stress” presente nel latte). Se nei maschietti non si notano reazioni particolari a questa molecola, nelle femminucce si ha una maggiore irritabilità.

E allora, stando a queste recenti scoperte, non resta che prendere atto che maschi e femmine sono due universi paralleli fin dalla nascita e che i geni del sesso dettano regole in maniera innata, incontrollabile e inspiegabile.

45 comments

  1. Manuela Titta 4 maggio, 2014 at 14:48 Rispondi

    questa perla dove l’avete presa? Mi date un riferimento per cortesia? “Il latte materno, infatti, cambia da donna a donna e, complici numerosi fattori esterni di svariata natura, esso può non bastare a sfamare e nutrire adeguatamente il piccolo. Ad esempio, la quantità prodotta non è sufficiente e il neonato reclama la pappa troppo spesso, oppure può essere carente in calcio, vitamine, zuccheri, minerali e, senza le componenti nutrizionali necessarie, non risponde in maniera corretta al fabbisogno reale del bambino.”

  2. Silvia 4 maggio, 2014 at 15:38 Rispondi

    Ma quante “informazioni” scorrette e marcatamente errate in questo articolo! Per favore prima di scrivere certe cose consultate le fonti scientifiche corrette!

  3. cristina 4 maggio, 2014 at 16:23 Rispondi

    Ma è obbligatorio dare eco e pubblicare ogni concentrato di stupidaggini che trovate in rete? eddai su, siate serie!
    :-(

    • Mamme.it 5 maggio, 2014 at 10:45 Rispondi

      Gentili Cristina e Manuela, forse non avete letto bene, ma non abbiamo detto che la fonte è il sole 24 ore, ma che è una delle tante testate che ne parlano.
      La ricerca è stata condotta dalla dott.ssa Katie Hinde e se cercate sul web troverete tutte le informazioni.

    • Cristina Florio 5 maggio, 2014 at 15:01 Rispondi

      Gentile Redazione di Mamme.it, no so se state monitorando il sito. Presumo di sì, lo avete pubblicato credendo che fosse interessante; io sto leggendo tutte risposte di persone allibite e sconcertate come me. Ma visto che il mio giudizio è già stato ampiamente reso pubblico, scrivo per un’altra ragione: la mia casella di posta personale è letteralmente SPAMMATA da TUTTE LE NOTIFICHE DEI COMMENTI di utenti ai VOSTRI ARTICOLI. NON MI PARE DI AVERE DATO IL CONSENSO QUANDO HO LASCIATO I MIEI DATI PER COMMENTARE L’ARTICOLO. PER CUI VI CHIEDO DI TOGLIERE SUBITO PER FAVORE L’OPZIONE RICEVI NOTIFICHE. HO LA POSTA PIENA. GRAZIE.

  4. Giulia 5 maggio, 2014 at 08:05 Rispondi

    Dovreste fare molta attenzione a pubblicare simili sciocchezze su un sito per mamme, potreste avere sulla coscienza molti allattamento mancati e per questo bambini privati di un nutrimento cosi fondamentale come il latte materno…tutte le mamme hanno il latte se adeguatamente informate e sostenute sulla fisiologia di questo gesto così intimo e delicato quale é l’allattare i propri figli, mamme non fidatevi di quanto detto nell’articolo!

  5. Priscilla 5 maggio, 2014 at 09:11 Rispondi

    La fonte dell’articolo è il Sole24Ore salute (http://salute24.ilsole24ore.com/articles/16408-maschio-o-femmina-il-latte-artificiale-cambia-con-il-sesso).
    Qui si sta parlando di latte artificiale, da integrare o sostituire a quello materno, nel caso esso sia carente o non più sufficiente. Sono moltissime le mamme che, anche molto presto, devono ricorrere al latte artificiale per carenze del loro latte o delle sostanze nutrienti in esso contenute.
    La curiosità, nell’articolo, è la differenza che pare ci sia nelle richieste di maschietti e femminucce fin dai primi giorni, con una maggiore o minore concentrazione di calcio, grassi o proteine.

  6. Mamme.it 5 maggio, 2014 at 10:17 Rispondi

    Care mamme, in questo articolo l’autrice ha solamente riportato la notizia di una ricerca scientifica condotta dalla Dr Katie Hinde, dell’università di Harvard.
    La notizia è rimbalzata su diverse testate, tra cui (per citarne una) http://salute24.ilsole24ore.com/articles/16408-maschio-o-femmina-il-latte-artificiale-cambia-con-il-sesso?refresh_ce.
    Non capiamo onestamente il motivo di tanta polemica, in quanto ci siamo limitati a riportare una notizia che sta circolando da tempo.
    Inoltre, se leggete bene l’articolo, stiamo parlando di allattamento artificiale e, se seguite il nostro portale, saprete benissimo che facciamo molto per promuovere l’allattamento al seno.
    In questo caso abbiamo solo riportato una news.

    La redazione

    • Cristina Florio 5 maggio, 2014 at 15:02 Rispondi

      Gentile Redazione di Mamme.it, no so se state monitorando il sito. Presumo di sì, lo avete pubblicato credendo che fosse interessante; io sto leggendo tutte risposte di persone allibite e sconcertate come me. Ma visto che il mio giudizio è già stato ampiamente reso pubblico, scrivo per un’altra ragione: la mia casella di posta pedonale è letteralmente SPAMMATA da TUTTE LE NOTIFICHE DEI COMMENTI di utenti ai VOSTRI ARTICOLI. NON MI PARE DI AVERE DATO IL CONSENSO QUANDO HO LASCIATO I MIEI DATI PER COMMENTARE L’ARTICOLO. PER CUI VI CHIEDO DI TOGLIERE SUBITO PER FAVORE L’OPZIONE RICEVI NOTIFICHE. HO LA POSTA PIENA. GRAZIE.

  7. Cristina Florio 5 maggio, 2014 at 10:22 Rispondi

    Certe scoperte non andrebbero divulgate a mio avviso. Anche se la fonte ha il suo nome autorevole non vuol dire che sia per forza una perla di saggezza – basta vedere la “serietà” di repubblica su alcuni post on line. Riportare un articolo sul proprio portale significa credere in ciò che si pubblica. Passateci la polemica o il giudizio. Buona giornata

  8. Manuela 5 maggio, 2014 at 10:57 Rispondi

    la dottoressa in questione fa parte di una nota lobby… fareste meglio a togliere questo articolo perché diventerete responsabili di tanti allattamenti falliti! L’unica cosa da fare se si hanno problemi è di cercare una consulente IBCLC! Questa insistenza la trovo davvero fuori luogo

  9. Priscilla 5 maggio, 2014 at 11:08 Rispondi

    Non riesco a capire tutto queste polemiche! Sono mamma anch’io di due bambini e ho sempre allattato (finché ho potuto) e sono fermamente convinta che l’allattamento al seno sia da preferire sempre e comunque. In alcuni casi, però, non va tutto così liscio. Per svariate ragioni (molte anche di natura psicologica) il latte manca, o non è abbastanza nutriente.
    Nello studio condotto dalla dott.ssa Katie Hindle dell’Università di Harvard (che si può condividere o meno), pare che, per rispondere meglio alle esigenze di maschi e femmine, il latte ARTIFICIALE dovrebbe avere una composizione diversa per i due sessi. Più grasso per i maschi, più ricco di calcio per le femmine. Tutto qui.

  10. Manuela 5 maggio, 2014 at 11:21 Rispondi

    non capisci le polemiche? ma ci prendi per sceme? stai prestando il fianco alle multinazionali… scelta tua ma stai divulgando informazioni che metteranno in crisi mamme che hanno problemi con l’allattamento e non sanno cosa fare! L’unica cosa da fare è affidarsi a chi di allattamento se ne intende davvero!! Gli Usa… per favore… non si può neanche allattare in pubblico!!!

  11. mamma 5 maggio, 2014 at 11:39 Rispondi

    I toni di certi commenti ci sembrano esagerati onestamente e non crediamo che questo articolo possa essere la causa dell’eventuale fallimento di molti allattamenti.
    Basta leggere i nostri articoli infatti, per sapere che sosteniamo a gran voce l’allattamento al seno. Questo articolo non dice assolutamente il contrario, non esprime nessun parere di parte.
    Ci riserviamo di avere la libertà di pubblicare le notizie che circolano sul web, forse chi non ha la possibilità di allattare al seno, può trovare questa notizia interessante.

    La redazione

  12. Giulia 5 maggio, 2014 at 11:39 Rispondi

    Bé, io trovo scritto anche “Ad esempio, la quantità prodotta non è sufficiente e il neonato reclama la pappa troppo spesso, oppure può essere carente in calcio, vitamine, zuccheri, minerali e, senza le componenti nutrizionali necessarie, non risponde in maniera corretta al fabbisogno reale del bambino” questo non corrisponde a verità scientifica, il latte della mamma non può essere carente se non in situazioni di gravissima denutrizione materna…

  13. Elisa 5 maggio, 2014 at 13:07 Rispondi

    OK hai citato un articolo. Ma l’articolo in questione è stato scritto da persone non informate e a favore delle lobby. Il latte materno poco nutriente non esiste se non in GRAVI situazioni di denutrizione e la quantità di latte prodotto non scarseggia se il bimbo è allattato ogni volta che vuole, ma si adegua alla sua richiesta. Bisogna studiare la fisiologia della mammella e produzione di latte prima di scrivere certe castronerie!siamo nel 2014 i mezzi per studiare ed informarsi in modo corretto ci sono!

  14. Manuela 5 maggio, 2014 at 13:23 Rispondi

    L’articolo da informazioni sbagliate sul latte materno: ci sono donne che allattano in condizioni di miseria…. durante la guerra le mamme hanno allattato nei lager salvando i proprio figli! Certe frasi sono inaccettabili

  15. elisabetta 5 maggio, 2014 at 13:55 Rispondi

    sono mamma di due bambini, il primo ospedale Sant’Anna di Torino ha tre anni e a causa di numerosi fattori tra cui la disinformazione e il mancato passaggio delle informazioni necessarie da parte degli organi competenti, é stato allattato artificialmente da subito.

  16. daniela 5 maggio, 2014 at 13:57 Rispondi

    Care mamme, SE VOLETE ALLATTARE non leggete questo articolo, SE NN VOLETE ALLATTARE, questo articolo vi fornirà delle buone scuse x non farlo… Ma dai…come fate a scrivere certe cose?

  17. Shamanta 5 maggio, 2014 at 14:16 Rispondi

    Articolo con argomentazione errata. Infirmatevi con le linee guida dell OMS prima di scrivere cose che potrebbero far fallire l’allattamento a una new mamma.

  18. Giulia 5 maggio, 2014 at 14:35 Rispondi

    Giulia, scusami ma non capisco il tuo intervento. Cosa c’entrano i lager? e quale frase è inaccettabile? Ho letto l’articolo attentamente e non trovo che ci sia scritto nulla di così grave…ma forse sono io un pò superficiale…

  19. Marta 5 maggio, 2014 at 14:41 Rispondi

    Ma la gente prima di scrivere articoli perché non si accerta che quello che scrive sia corretto?? Se il latte non basta, per la maggior parte dei casi, il bimbo non succhia abbastanza o l’attacco non e’ corretto. Poi che il neonato reclami la pappa troppo spesso che vuol dire?? L’allattamento al seno e’ a richiesta e durante gli scatti di crescita (che sono molti, soprattutto nelle prime settimane) vorrà si la “pappa” più spesso, anche ogni ora….E’ tutto nella norma…basta essere informati.

  20. Laura 5 maggio, 2014 at 14:45 Rispondi

    È evidente che non sapete come vengono eseguiti questi “studi”. le università soprattutto americane, ricevono finanziamenti privati x questo c’è sempre qualche studio su qualsiasi argomento… anche i più ridicoli. Cara redazione, non solo non dimostrate attenzione e serietà ma andate palesamente contro le normative Oms. Povere mamme!!!

  21. Elisabetta 5 maggio, 2014 at 14:47 Rispondi

    Sono la mamma felice di due bimbi di tre e quasi due anni. Purtroppo non ho potuto allattare il mio primogenito a causa di disinformazione e mancato passaggio di informazioni da parte degli organi competenti. All’ospedale S. Anna di Torino, dove è nato il mio primo figlio, subito dopo il parto sono stata abbandonata a me stessa e sono stata apertamente disincentivata all’allattamento. Ancora di più al bimbo, che anche se tutti mi remavano contro tentavo di allattare, é stato somministrato latte artificiale a mia insaputa presso il nido dell’ospedale con conseguente inappentenza e soporosità ogni volta che cercavo di attaccarlo. La puericultrice di turno asseriva sarcastica che avevo un seno inadatto all’allattamento e sembrava non perdere occasione per mettere in difficoltà le neomamme. Questo é stato causa di numerosi problemi sia fisici ( intolleranze ai vari formulati, coliche acute e stitichezza sono solo la cima dell’iceberg) che psicologici ( il bonding é stato molto più lento e faticoso, con forti momenti di crisi e stress per entrambi).
    Fortunatamente le cose sono andate molto diversamente con la mia secondogenita, nata a Vipiteno in un ospedale pubblico d’eccellenza, in cui il personale, molto discreto ed attento, mi ha aiutata fin da subito a capire che non c’era nulla che non andava in me e che allattare era ed é un gesto spontaneo e naturale (come lo é concepire, gestare e partorire del resto). La mia piccola si attaccava al seno anche ogni 30 minuti e tutt’ora la allatto a richiesta (indipendentemente dal fatto che mangi di tutto e con gusto). Non ha mai avuto problemi di crescita e il mio pediatra (pediatra della mutua e non santone invasato) non ha mai menzionato “aggiunte” o carenza di latte materno come causa del suo continuo bisogno di contatto. Il latte materno e l’allattamento infatti non sono soltanto nutrimento ma anche e soprattutto un gesto d’amore. Il bimbo che si attacca spesso é impegnativo? Si e a volte mi capita di essere sfinita di stanchezza, ma del resto essere genitori di bimbi piccoli comporta sempre e comunque un elevato dispendio di energie…e poi basta un sorriso per ripagarti di una notte insonne.
    Scusate il lunghissimo e personale preambolo ma vorrei che la mia esperienza aiutasse voi che pubblicate questi articoli a capire quanto può essere grave quello che postate e magari anche le altre mamme che si sentono stanche o disincentivate o incomprese e che, per cattiva informazione,passano al latte artificiale, ignare del fatto che questa scelta all’apparenza tanto vantaggiosa, porta con sé una lunghissima serie di conseguenze come minimo spiacevoli.
    Ecco, voi che pubblicate o date fiato a simili articoli, sappiate che vi state rendendo complici di disinformazione…tutte le mamme (salvo casi gravi) sono biologicamente programmate per allattare e tutti i cuccioli per attaccarsi il più possibile, in modo da ricreare quel legame vitale e rassicurante che li ha fatti germogliare nel ventre materno…bimbo che si attacca spesso non é affatto sinonimo di carenza di latte materno e scusatemi, normalmente non sono una che si accanisce, anzi sono una donna pacifica, ma questo é quello che voi avete pubblicato e di cui vi dovreste prendere la responsabilità, come tutti facciamo quando parliamo in pubblico,a maggior ragione se ci poniamo davanti ad un uditorio che attraversa una fase della propria esistenza delicata come il puerperio.
    Trovo che l’importanza dell’allevare ed educare figli (allattare, coccolare, raccontare, ascoltare, cullare, cantare e la lista proseguirebbe all’infinito) sia troppo spesso presa sotto gamba dai miei coetanei, figli di una società edonistica per cui un atto d’amore incondizionato come quello di dare la vita viene sovente assoggettato al soddisfacimento di ogni proprio desiderio.

  22. Valentina 5 maggio, 2014 at 14:59 Rispondi

    Ho letto l’articolo e tutti i commenti che avete scritto. Mi sembrano davvero eccessivi. Cosa c’è di male in questo articolo? Non mi sembra nemmeno un inno all’allattamento artificiale sinceramente…tra l’altro seguo mamme.it spesso e ho letto anche molti articoli che incentivano, quelli sì, l’allattamento al seno. Quella che è stata riportata è una ricerca fatta da una dottoressa, ricerca discutibile ma non vi incuriosisce conoscere pensieri diversi?
    Forse l’unica colpa della redazione è avere dato in pasto un articolo simile a gente come voi che non sa farsi una risata di fronte a certe ricerche “scientifiche”!

  23. mamma 5 maggio, 2014 at 15:03 Rispondi

    Vedendo i vostri commenti, siamo dispiaciuti dell’immagine che ne salta fuori del nostro portale e ci dispiace essere fraintesi.
    Chi ci segue sa bene che la nostra filosofia è ben diversa. Per chi non ci segue con costanza, vi invitiamo invece a leggere i diversi articoli sull’allattamento che potete trovare qua: http://www.mamme.it/ricerca/?q=allattamento
    Abbiamo più volte sponsorizzato notizie come: la settimana dell’allattamento, iniziative sull’allattamento in pubblico (anche in paesi esteri), campagne portate avanti da fotografi o blogger sempre a favore dell’allattamento naturale, abbiamo puntato il dito contro i social che censurano le immagine delle madri che nutrono i loro bambini e abbiamo SEMPRE riconosciuto e promosso l’importanza dell’allattamento al seno.
    Questo articolo non dice nulla che va contro questi principi, ma riporta una news che è presente su diversi portali di informazione esteri e del Paese.
    Sentirci accusare di disincentivare una pratica così naturale e così importante per la crescita di un bambino ci fa male e ci sembra un accusa sinceramente ingiustificata.

    Sperando di non aver offeso nessuno, vi invitiamo a continuare a seguirci e a suggerirci i vostri punti di vista o a proporci argomenti che desiderate approfondire.

    La redazione

  24. Chiara 5 maggio, 2014 at 15:03 Rispondi

    “Il latte materno, infatti, cambia da donna a donna e, complici numerosi fattori esterni di svariata natura, esso può non bastare a sfamare e nutrire adeguatamente il piccolo. Ad esempio, la quantità prodotta non è sufficiente e il neonato reclama la pappa troppo spesso, oppure può essere carente in calcio, vitamine, zuccheri, minerali e, senza le componenti nutrizionali necessarie, non risponde in maniera corretta al fabbisogno reale del bambino.” Sono un medico e non ho mai sentito una sciocchezza più grande di questa! Il Latte Materno è SEMPRE qualitativamente adeguato alle richieste del piccolo, per quanto riguarda la quantità la produzione dipende dalla suzione, per cui se il neonato succhia con un attacco corretto la quantità di latte prodotta non sarà abbastanza, ma IN ECCESSO rispetto alle esigenze del bambino. L’incipit di questo articolo è clamorosamente FALSO!!!

  25. Anna 5 maggio, 2014 at 22:24 Rispondi

    Ma smettiamola di incentivare l’allattamento artificiale, creando insicurezze alle neo mamme! Tutte le mamme possono farlo senza la paura di non dare abbastanza nutrimento al proprio bambino! A parte casi rari, di mancanza di latte, causata da forte stress o traumi, ogni mamma è progettata per nutrire il proprio cucciolo! Questa sui latti artificiali è solo un’initile propaganda!

  26. elisabetta 6 maggio, 2014 at 11:04 Rispondi

    Ciao a tutte, collaboro con mamme.it e voglio spezzare una lancia in favore. Inizio col dirvi che sono assolutamente pro allattamento. Purtroppo tante volte c’è poca informazione a riguardo, spesso mi scontro con mamme convinte di NON poter allattare. Una ricerca scientifica dimostra che solo il 5% delle donne non ha latte il resto, purtroppo è dovuto a poco aiuto, tanta insicurezza e disinformazione. Tuttavia non era sicuramente l’intento dell’articolo incentivare l’uso di LA che nei casi davvero necessari è un grande aiuto. Conosco bene la politica di questo sito e vi assicuro che pubblica costantemente articoli sulla promozione dell’allattamento naturale e dell’alto contatto…

  27. alessia 6 maggio, 2014 at 18:11 Rispondi

    Senza entrare nel merito dell’articolo, penso che le parole spese a favore dell’allattamento al seno e a sostegno delle mamme che desiderano allattare non saranno mai abbastanza!
    ho allattato con successo Filippo (2 anni), sto allattando il mio secondogenito, Giacomo (7 mesi) e devo dire grazie alle ostetriche del consultorio che a partire dal corso pre-parto hanno puntato molto nell’offrire informazioni preziose a chi, come me, era totalmente al di fuori dalla cultura dell’allattamento materno (a mia madre era stato detto dalla pediatra che il suo latte non era abbastanza nutriente e così da un giorno all’altro niente più latte di mamma, ma artificiale).
    Senza l’incontro con queste persone magari sarebbe andata in modo diverso, per questo penso che il lavoro di questi operatori debba essere maggiormente valorizzato. Purtroppo manca una cultura sociale dell’allattamento (c’è ancora chi pensa sia sconveniente che una donna offra il seno al suo bimbo in pubblico..) e spesso i pediatri non sono d’aiuto ai genitori…
    In tutto questo credo che i media possano fare molto di più: ogni volta che non verrà pubblicato un articolo sul latte artificiale sarà un successo per la formazione di una “nuova cultura dell’allattamento”, per la nostra società e per i nostri figli.

  28. mamma 8 maggio, 2014 at 15:08 Rispondi

    Care lettrici,
    ci scusiamo per aver provocato tante reazioni negative con questo articolo. Purtroppo le fonti da cui abbiamo attinto la notizia e i dettagli ad essa collegati, così come circolano su molte altre importanti testate on-line, pare contengano dati errati, tanto che la stessa ricercatrice americana lamenta di essere stata fraintesa.

    Pertanto, riteniamo opportuno precisare maggiormente quanto ipotizzato dalla Dott.ssa Hinde attingendo direttamente alle fonti originali in lingua inglese con un nuovo articolo che trovate qui: http://www.mamme.it/latte-due-ricette-biologiche-per-maschi-e-femmine/

    Siamo certi della vostra comprensione sulla nostra buona fede e professionalità.

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