Baby sitter condivisa: di cosa si tratta?

baby sitter condivisa

Il baby sitter sharing, ovvero la tata per più nuclei familiari, si è già affermato da diverso tempo nei Paesi del Nord Europa e ora sta prendendo piede anche in Italia. Ma di cosa si tratta esattamente e come funziona? Scopriamolo insieme!

Baby sitter condivisa: socializzazione e... convenienza!

La baby sitter condivisa è una formula che rientra a buon diritto nella categoria della sharing economy (un modello economico basato sul consumo collaborativo), che comincia a essere apprezzata molto anche nel nostro Paese. Un sondaggio realizzato dal sito internet Sitter-Italia ha rilevato, infatti, che molti genitori sarebbero disposti a condividere la tata dei propri piccoli. Non dispiace, in altri termini, l’idea di dividere le spese per la baby sitter e di consentire alla professionista di percepire un compenso più elevato. D’altra parte c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare: i bambini presi in cura dalla tata potranno anche trascorrere del tempo con i propri coetanei e si favorirà in tal modo la socializzazione del piccolo con il gruppo dei pari.

La baby sitter che deve badare a più bambini contemporaneamente, dal suo canto, potrà perfezionare le sue capacità di accudimento e crescere professionalmente grazie al passaparola dei genitori che le hanno affidato i propri figli. Inoltre, come già accennato, potrà fruire di una gratificazione economica superiore rispetto a quella garantita da un unico datore di lavoro.

La baby sitter condivisa viene dai Paesi del Nord

La formula del baby sitting-sharing è utilizzata da anni nei Paesi del Nord Europa: basti pensare che in Norvegia il 41% dei genitori intervistati ritiene che si tratti di una soluzione assolutamente normale e raccomandabile. Una simile opinione, anche se con qualche punto percentuale in meno, è diffusa anche tra i genitori danesi e finlandesi.

Per quanto in Italia si tratti di una pratica ancora non del tutto istituzionalizzata, come già detto precedentemente, comincia a essere apprezzata da alcuni nuclei familiari “amici” che trovano conveniente condividere la tata. 

2 comments

  1. Grace Diana 8 febbraio, 2017 at 11:17 Rispondi

    Non basta una ottima tata per un bambino figuriamoci per più bambini. Poi succedono incidenti , disattenzioni e altro. Una tata per più bambini? Ma no. Per risparmiare sulla qualità del tempo loro dedicato? Macché

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