Baby yogurt: qual è quello giusto per il tuo bambino?

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Lo yogurt è una fonte di nutrimento sana e nutriente, che unisce gusto e delicatezza, salute e golosità. In commercio ne esiste un’infinita varietà tra cui scegliere: alcuni sono yogurt per bambini, altri sono pensati per i grandi, ci sono prodotti specifici per intolleranti al lattosio e altri che offrono una grande selezione di gusti e consistenze.

Come scegliere quello giusto? E se si tratta della dieta di un bambino, come cambiano i criteri di scelta? Ancora più importante è il periodo dello svezzamento: il neonato può assumere lo yogurt? Se sì, di che tipo e in quali misure? Cerchiamo di far luce su uno degli alimenti più amati da grandi e piccini, dimostrando che c’è uno yogurt per tutti i gusti, anche per quelli dei più piccini!

Lo svezzamento

Ogni bambino è un caso a sé, ma di solito dopo i sei mesi il solo latte materno non è sufficiente a soddisfare tutte le esigenze nutrizionali dei bambini.

La fase dello svezzamento – come è noto – è molto delicata e va affrontata nel modo giusto, evitando di sottoporre il piccolo a inutile stress e confusione. Da questo momento in poi, infatti, inizia un percorso importantissimo sia dal punto di vista nutrizionale sia perché il primo contatto del bambino con sapori, consistenze e odori del cibo deve essere il meno traumatico possibile.

Con il consiglio di un pediatra, quindi, sarà bene iniziare a introdurre nuovi gusti nella dieta del piccolo, molto gradualmente e possibilmente con ordine (meglio, ovvero, un nuovo alimento alla volta).

Lo yogurt è sicuramente uno di questi, spesso consigliato per via della consistenza cremosa, del gusto delicato e per gli ottimi valori nutrizionali.

Tra le “Raccomandazioni standard per l’Unione Europea” su “Alimentazione dei lattanti e dei bambini fino a tre anni” si dice esplicitamente che «i latti fermentati sono un’ottima fonte di nutrienti quali calcio, proteine, fosforo e riboflavina. I due prodotti più comuni della fermentazione sono lo yogurt e il formaggio. Possono essere introdotti in piccole quantità dall’età di circa 6–9 mesi».

La fermentazione, inoltre, prolunga la durata del latte fresco e ne permette il trasporto e la conservazione; dal punto di vista nutrizionale, invece, i prodotti derivati dalla fermentazione del latte sono del tutto simili al latte fresco. Ad esempio: mezza tazza di latte da 125 ml contiene tra 140 e 170 mg di calcio, un vasetto di yogurt (125 gr) circa 155 mg.

Ma qual è il più adatto yogurt per neonati?

Una buona regola – che potrebbe valere anche per noi adulti – consiste nello scegliere il prodotto che ha la lista ingredienti più corta.

Se si ha quindi la buona abitudine di leggere le etichette, non solo si potrà avere un’idea dell’apporto calorico e nutritivo del prodotto che scegliamo, ma sarà facile riconoscere quello più adatto all’organismo del neonato, ovvero senza coloranti o aromi artificiali, senza addensanti (amidi), senza conservanti e possibilmente anche senza zuccheri e dolcificanti.

La lista ingredienti della maggior parte degli yogurt in commercio non corrisponde a questa descrizione, ma alcune marche prestano invece grande attenzione alla semplicità delle componenti del prodotto che offrono. Uno yogurt davvero genuino dovrebbe contare solo due ingredienti: latte e fermenti lattici vivi (nelle etichette generalmente rappresentati da Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus).

Una questione importante è rappresentata, inoltre, dalla provenienza del latte. Oltre a non essere ecologicamente sostenibile, il latte proveniente dall’estero non ha gli stessi cicli di produzione e controllo definiti dai criteri italiani. Le normative del nostro paese in questo caso sono molto rigide e garantiscono un elevato standard di qualità: per questo motivo, quando è possibile, è sempre meglio preferire yogurt prodotto e confezionato in Italia con latte made in Italy

Inoltre, almeno a questo stadio della crescita, non è necessario che si tratti di yogurt magro: è preferibile, invece, che il latte utilizzato sia intero, più ricco di nutrienti.

Sorge spontaneo, allora, chiedersi perché comprare un prodotto specifico per infanti se molti yogurt generici soddisfano gli stessi criteri di qualità. Ebbene, nella maggior parte dei casi quest’ultimi sono effettivamente adatti anche ai più piccoli.

Può capitare, però, che alcuni bambini facciano fatica a digerire lo yogurt degli adulti: i prodotti specifici per bambini, invece, sono sempre pensati per essere leggeri e altamente assimilabili. Alcuni di questi, inoltre, hanno un ulteriore indiscutibile vantaggio: si conservano senza alterazioni a temperatura ambiente. Sono quindi molto utili quando si è fuori casa o in viaggio.

La crescita

Lo yogurt continua ad essere un alimento utile anche dopo lo svezzamento perché, come si è detto, fornisce un importante apporto di calcio, indispensabile nell’età della crescita.

Rispetto al latte, lo yogurt è spesso più tollerato dai bambini perché cremoso e dolce. Ma il contenuto di zucchero è un’altra questione molto delicata: pediatri ed esperi raccomandano di scegliere prodotti privi di zuccheri e, semmai, di dolcificarli moderatamente con la frutta (si sconsiglia l’uso del miele per i bambini sotto ai 12 mesi).

A questo proposito sarà bene specificare che le prime volte che si somministra un nuovo alimento è meglio evitare la frutta allergizzante (fragola, lampone, mirtilli, frutti di bosco) iniziando semmai da un “classico” gusto alla mela, pera o banana.

Appena si è sicuri di non avere nessuna reazione allergica a questo tipo di frutta, il consiglio è di variare gusto il più possibile: il bambino verrà educato a non fossilizzare le proprie preferenze sugli stessi sapori e insieme si otterrà un altro passo verso un’alimentazione completa e variata.

Un ultimo suggerimento: provate a realizzare lo yogurt in casa, a partire da del semplice latte intero e fermenti lattici. Esistono molte ricette, ma il procedimento è, in sostanza, sempre analogo. In questo modo non solo avrete la certezza di un prodotto sano e genuino, ma potrete anche coinvolgere i vostri bambini ed educarli a una cultura del cibo virtuoso e non confezionato.

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