Autosvezzamento: tutto quello che c’è da sapere

L’autosvezzamento è un approccio sempre più popolare nell‘introduzione dei cibi solidi nei primi mesi di vita del bambino.

Si differenzia dallo svezzamento tradizionale, dove il bambino viene alimentato con pappe omogenizzate, in quanto non prevede la preparazione di pasti specifici, ma offre al piccolo la possibilità di assaggiare cibi solidi della famiglia adattati alle sue capacità.

In questo articolo, esploreremo cos’è l’autosvezzamento, quando e come iniziare, e forniremo indicazioni pratiche e ricette utili per facilitare questo importante passaggio.

Che cos’è l’autosvezzamento

L’autosvezzamento, noto anche come alimentazione complementare a richiesta (ACR), è un metodo di introduzione dei cibi solidi che permette al bambino di mangiare gli stessi cibi della famiglia. Invece di passare attraverso le tradizionali pappe e omogeneizzati, i bambini sono incoraggiati a mangiare cibi solidi tagliati in forme e dimensioni che possono gestire da soli.

Questa pratica mette al centro il bambino, permettendogli di esplorare il cibo in modo autonomo, sviluppando così una relazione positiva con il cibo fin dai primi assaggi. L’obiettivo è che il bambino partecipi ai pasti familiari e scelga autonomamente cosa mangiare, sviluppando così le proprie abilità motorie, di masticazione e di autonomia alimentare.

A differenza del metodo anglosassone del Baby Led Weaning (BLW), che enfatizza l’uso esclusivo delle mani da parte del bambino senza l’uso di posate o l’imbocco da parte dei genitori, l’autosvezzamento permette anche di offrire il cibo della famiglia con posate e di imboccare il bambino. È importante permettere al bambino di sperimentare, ma il focus resta concentrato sull’alimentazione più che sul metodo di somministrazione. L’alimentazione complementare a richiesta (ACR) infatti mira ad evitare l’uso di pappe e schemi rigidi. Promuove un approccio flessibile e positivo al cibo, adattandosi ai tempi del bambino e favorendo la condivisione del pasto in famiglia.

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Autosvezzamento: a che età iniziare

L’età consigliata per iniziare l’autosvezzamento è intorno ai 6 mesi, quando il bambino mostra segni di essere pronto per i cibi solidi, tra cui:

  • Controllo del capo e della tronco: il bambino è in grado di stare seduto con supporto e mantiene la testa ben dritta.
  • Coordinazione oculo-manuale: il bambino porta le manine alla bocca e afferra gli oggetti con interesse.
  • Scomparsa del riflesso di estrusione: il bambino non spinge più la lingua fuori dalla bocca quando gli viene dato un cucchiaino.
  • Curiosità verso il cibo: il bambino mostra interesse per il cibo che mangiano i grandi e apre la bocca quando li vede mangiare.

È importante sottolineare che non tutti i bambini sono pronti per l’autosvezzamento allo stesso tempo. Esistono bambini che potrebbero mostrare i segnali di prontezza un po’ prima o un po’ dopo i 6 mesi. In caso di dubbi, è sempre consigliabile consultare il pediatra per avere una valutazione personalizzata.

Leggi anche: Quando iniziare lo svezzamento? I segnali per capire se il bambino è pronto

Autosvezzamento: indicazioni pratiche

Uno degli aspetti fondamentali dell’autosvezzamento è la condivisione del pasto con tutta la famiglia. Questo metodo incoraggia il bambino a partecipare ai pasti familiari, mangiando gli stessi cibi nello stesso momento.

È quindi importante che anche la famiglia adotti abitudini alimentari sane, offrendo un esempio positivo al bambino. In quest’ottica, sarebbe importante cercare di ridurre il sale a tavola, sostituendolo con altre spezie.

Mangiare insieme non solo favorisce una dieta equilibrata per tutti, ma crea anche un momento di socializzazione e apprendimento.

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Cosa mangiare

A differenza dello svezzamento classico, con l’autosvezzamento non è necessario aspettare per introdurre determinati cibi. Tuttavia, è comunque importante inserire un nuovo alimento per volta, per poter valutare possibili reazioni allergiche o intolleranze.

Leggi anche: Cibi allergizzanti in svezzamento, quando e come introdurli

È consigliabile iniziare con una varietà di cibi nutrienti e facili da maneggiare è fondamentale. Frutta morbida come banana e avocado, verdure cotte come carote e patate dolci, e proteine come pezzi di pollo cotto e uova sode sono ottime scelte.

Un altro aspetto fondamentale è seguire la stagionalità di frutta e verdura, garantendo così cibi freschi e ricchi di nutrienti, che contribuiscono a una dieta equilibrata e sostenibile.

L’importante è offrire cibi che il bambino possa facilmente afferrare e che siano abbastanza morbidi da masticare anche senza denti:

  • Verdura: cruda, cotta al vapore, stufata o bollita. Tagliata a pezzetti o a bastoncini di dimensioni adeguate all’età e alle capacità del bambino.
  • Frutta: fresca, cruda o cotta. Tagliata a pezzetti o a fettine sottili.
  • Cereali: pasta, riso, pane, polenta. Inizialmente da proporre in formato sgranato o a forma di pasta corta, per facilitare la presa.
  • Legumi: passati di lenticchie, ceci o fagioli.
  • Carne: meglio bianca. Macinata, bollita o al forno. Tagliata a pezzetti molto piccoli.
  • Pesce: bollito o al forno. Privo di spine e lisce.
  • Uova: sotto forma di frittata, soda o strapazzata.
  • Latte e derivati: latte materno o latte infantile fino al primo anno di vita, yogurt, formaggi freschi.

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Tagli sicuri

Tagliare il cibo in forme e dimensioni sicure è cruciale per prevenire il rischio di soffocamento. Pezzi lunghi e sottili, simili a bastoncini, sono ideali per i bambini che stanno imparando a mangiare da soli.

Per esempio, carote e cetrioli possono essere tagliati a bastoncini, mentre frutti come le mele possono essere affettati in spicchi sottili. È anche possibile schiacciare o tagliare in piccoli pezzi alimenti come i piselli e i fagioli. Ecco alcune indicazioni:

  • Per i primi mesi: offrire cibi morbidi e facilmente masticabili, come verdure cotte al vapore o frutta matura.
  • Tagliare i cibi a pezzetti di dimensioni non superiori a 2 cm.
  • Evitare cibi rotondi e piccoli, come pomodorini ciliegini o acini d’uva.
  • Tagliare il cibo in lunghezza piuttosto che in larghezza.
  • Praticare il “finger food”, offrendo al bambino cibi che può prendere con le mani e portare alla bocca da solo.
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Poster Taglio Sicuro degli Alimenti – Credit : OMCEO Roma

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Come capire se il bambino mangia abbastanza

L’autosvezzamento è considerato un’alimentazione complementare, poiché almeno fino al primo anno di vita il latte materno o formula rimane l’alimento principale per il bambino. Pertanto, i cibi solidi offerti sono da considerarsi principalmente come assaggi.

Un aspetto importante dell’autosvezzamento è fidarsi del bambino e del suo istinto naturale. I bambini tendono a regolare la loro assunzione di cibo in base alle loro necessità. I genitori dovrebbero osservare i segnali di fame e sazietà del bambino piuttosto che preoccuparsi della quantità esatta di cibo consumato.

Segni che il bambino è sazio includono girare la testa lontano dal cibo, chiudere la bocca, diventare disinteressato o mettersi a giocare troppo con il cibo. In questa fase, è normale però che il bambino esplori il cibo più che mangiarlo, acquisendo così familiarità con sapori e consistenze diverse.

Non è necessario forzare il bambino a mangiare o preoccuparsi eccessivamente delle quantità. Il bambino è in grado di autoregolare l’assunzione di cibo in base alle sue esigenze.

Leggi anche: Bambini che non mangiano, cosa fare? I consigli del pediatra

Ricette per l’autosvezzamento

Ecco alcune ricette semplici e veloci per aiutare il vostro bambino a iniziare con l’autosvezzamento:

Polpette di tacchino e verdure

Ingredienti:

  • 200 g di carne di tacchino macinata;
  • 1 carota;
  • 1 zucchina;
  • 1 uovo;
  • 2 cucchiai di pangrattato;
  • Olio extravergine di oliva.

Preparazione: Grattugiate una carota e una zucchina, poi mescolatele in una ciotola con la carne di tacchino macinata, un uovo e il pangrattato. Formate delle piccole polpette e disponetele su una teglia rivestita di carta forno. Spennellate le polpette con un po’ di olio e cuocetele in forno a 180°C per circa 20 minuti, fino a doratura. Per il bambino, sminuzzate bene le polpette prima di servirle.

Pasta con zucca e ricotta

Ingredienti:

  • 150 g di zucca
  • 50 g di ricotta fresca
  • 50 g di pasta (formato a scelta)
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
  • 1 rametto di rosmarino (facoltativo)

Preparazione: Pelate la zucca, tagliatela a pezzetti e cuocetela a vapore o in microonde fino a che non sarà morbida. Schiacciate la zucca con una forchetta o un passaverdure fino a ottenere una crema liscia. Nel frattempo, cuocete la pasta in acqua bollente salata seguendo le indicazioni sulla confezione. Una volta cotta, scolate la pasta e mescolatela con la crema di zucca, la ricotta fresca e l’olio extravergine d’oliva. Aggiungete un pizzico di rosmarino tritato (facoltativo) e mescolate bene fino a ottenere un composto omogeneo. Servite immediatamente.

Riso con salmone e verdure

Ingredienti:

  • 200 g di riso (preferibilmente basmati o parboiled);
  • 2 filetti di salmone fresco;
  • 1 zucchina;
  • 1 carota;
  • 1 cucchiaio di olio extravergine di oliva.

Preparazione: Cuocete il riso in abbondante acqua salata seguendo le indicazioni sulla confezione. Nel frattempo, tagliate la zucchina e la carota a piccoli cubetti e saltatele in una padella con un filo d’olio fino a che non diventano tenere. Aggiungete i filetti di salmone nella padella e cuoceteli finché non sono ben cotti, togliendo la pelle e la lisca centrale. Spezzettate il salmone in piccoli pezzi e unitelo alle verdure. Scolate il riso e unitelo al salmone e alle verdure, mescolando bene. Per il bambino, assicuratevi che il riso e il condimento siano ben schiacciati o tagliati in piccoli pezzi.

Hummus alla melanzana

Ingredienti:

  • 1 melanzana grande
  • 200 g di ceci cotti (in scatola, sciacquati e scolati)
  • 2 cucchiai di tahina (crema di sesamo)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di succo di limone
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • Sale q.b.
  • Paprika e prezzemolo tritato per guarnire (facoltativo)

Preparazione: Preriscaldate il forno a 200°C e tagliate la melanzana a metà, disponendola su una teglia con il lato tagliato verso il basso. Cuocete per 30-40 minuti finché non sarà morbida. Lasciate raffreddare, quindi estraete la polpa. Frullate la polpa della melanzana con i ceci, la tahina, l’aglio, il succo di limone e l’olio d’oliva fino a ottenere una crema liscia. Aggiustate di sale. Trasferite l’hummus in una ciotola, guarnite con olio d’oliva, paprika e prezzemolo tritato, se desiderato. L’hummus alla melanzana può essere servito in vari modi: potete spalmarlo su una semplice fetta di pane, o abbinato a verdure cotte tagliate a pezzi facili da afferrare. Inoltre, l’hummus può essere usato come condimento per la pasta o come crema di accompagnamento per le polpettine di verdure.

Pasta con pesce e broccoli

Ingredienti:

  • 100 g di filetto di merluzzo (o altro pesce bianco)
  • 100 g di broccoli
  • 50 g di pasta (formato a scelta)
  • 1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva

Preparazione: Cuocete il merluzzo a vapore o in microonde fino a che non sarà cotto. Nel frattempo, cuocete i broccoli a vapore o in acqua bollente fino a che non saranno morbidi. Sminuzzate il pesce e i broccoli con una forchetta. Cuocete la pasta in acqua bollente salata seguendo le indicazioni sulla confezione. Una volta cotta, scolate la pasta e conditela con il pesce sminuzzato, i broccoli e l’olio extravergine d’oliva. Mescolate bene e servite.

Leggi anche: Svezzamento: i piatti della tradizione in versione baby

Queste ricette non solo sono nutrienti ma offrono anche al bambino l’opportunità di esplorare diversi sapori e consistenze, rendendo il processo di svezzamento un’esperienza piacevole e formativa.

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2 commenti

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  1. Gentilissima
    poche righe per farle presente che quello che lei descrive non è “autosvezzamento” , come proposto per la prima volta ufficialmente in Italia nell’omonimo articolo su Medico & Bambino nel 2002, ma “baby led weaning”, procedura anglosassone diffusasi in epoca posteriore. Date le consistenti differenze e, non solo a mio parere, anche conseguenze negative per bambino e famiglia, la inviterei, anche solo per correttezza, a esplicitare la distinzione. Può, al bisogno, trovare riferimenti scientifici utili in diversi articoli pubblicati nella rivista già citata, nonché nei libri del sottoscritto.
    Cordiali saluti
    Lucio Piermarini, pediatra.