Bambini e latte vaccino: le nuove linee guida

Il Ministero della Salute ha diramato una nuova informativa sull'uso del latte vaccino per neonati e bambini fino a 3 anni. Fino a oggi era sconsigliato prima del compimento di un anno di età, ma con le nuove direttive la prudenza si estende fino ai 2 anni.

Il motivo è la composizione organolettica del latte di mucca, troppo ricco di proteine e povero di acidi grassi e minerali fondamentali come il ferro. Secondo i nutrizionisti pediatrici la regola vuole che l'apporto di energie che deriva dall'alimentazione equilibrata debba essere ripartito per il 50% di carboidrati, per scendere al 40% di grassi e al 10% di proteine.

Il latte vaccino rispetto a quello materno contiene il triplo di proteine, semplicemente perché è destinato alla crescita di un vitello e non di un bambino.

È per questo motivo che il consiglio è quello di integrare eventuali carenze di latte materno o l'impossibilità dell'allattamento al seno con un prodotto espressamente pensato per loro, come quello artificiale. Questo è arricchito di tutti qui nutrienti necessari alla crescita, senza andare a creare carenze o condizioni che predispongono a obesità e altri tipi di malattie.

Latte vaccino dai due anni

Si è sempre pensato per un retaggio culturale errato o per un luogo comune che il latte vaccino potesse sostituire quello materno anche per i neonati. Oggi sappiamo che al congrario sarebbe meglio evitare di somministrare ai piccoli latte di mucca almeno fino all'anno e mezzo: la guida del Ministero della Salute suggerisce di comiciare, con qualche precauzione, solo intorno al compimento del secondo anno.

Il motivo per cui pediatri e nutrizionisti dell'infanzia sono d'accordo è che l'apporto di nutrienti di questo tipo di latte non è adeguato alle necessità di crescita dei più piccoli e non si avvicina neppure alla composizione del latte materno. L'apporto di proteine è di gran lunga superiore a quello necessario e questo potrebbe non soddisfare la richiesta di energie dei bambini fino a 3 anni e, nello stesso tempo è povero di acidi grassi, in particolare gli Omega 3.

Questi ultimi, cioè i lipidi, rappresentano il 40% della fonte di energia nel lattante, che scende al 35% da 1 a 3 anni e ancora fino al 20% dopo i 4 anni. I grassi però sono quelli essenziali, cioè "buoni" e che favoriscono lo sviluppo intellettivo.

I bambini che non sono nutriti con latte materno devono quindi assumere quello formulato appositamente per loro, in quanto è integrato anche con questi nutrienti. Il latte vaccino ne è completamente privo, mentre a quello artificiale vengono aggiunti e tra questi c'è l'acido docosaesaenoico e quello arachidonico.

Il fabbisogno nutrizionale del bambino

Il latte è un alimento irrinunciabile per la crescita dei bambini e quando quello materno è carente o manca completamente è un problema. Il latte vaccino diventa quello più ricercato, anche perché costa meno e sembra più affidabile di quello artificiale.

Il latte vaccino è carente di ferro, un minerale necessario non solo per lo sviluppo intellettivo, ma anche per la buona salute e per contrastare forme di anemia. Il consiglio è quello di integrare nell'alimentazione del bambino dai 7 mesi fino a 3 anni sia carne che pesce, i quali contengono ferro subito disponibile.

30 comments

  1. Filomena Gnasso 19 aprile, 2018 at 07:32 Rispondi

    Certo le povere aziende con quello artificiale poi come fanno? Se dopo l’anno iniziamo con quello vaccino. Mia figlia non ha mai gradito quello artificiale era più quello che andava buttato che quello che beveva. In sostanza per me soldi buttati.

    • Francesca Pecoraro 20 aprile, 2018 at 12:57 Rispondi

      Noi partiamo dal presupposto che mi figlia a preso latte in polvere da 0 a 22 mesi per comodità,poi iniziato con latte di mucca un disastro per il suo intestino debole,provato zimil tappo arancio NI provato zimil tappo verde un successo!!!!

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