Guida all'allattamento artificiale: le cose da sapere

guida all'allattamento artificiale

L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di allattare al seno in maniera esclusiva fino al compimento del sesto mese di vita del neonato e proseguire anche dopo lo svezzamento fino al secondo anno.  Anche il Ministero della Salute spiega nel dettaglio perché sia più indicato scegliere l’allattamento materno rispetto a quello artificiale. Per questo sono noti i tanti vantaggi dell’allattamento al seno.

Nonostante questo ci sono tante mamme che dal latte materno passano al latte artificiale. I motivi sono diversi e vari, così come sono differenti i periodi in cui ci si affida all’allattamento artificiale.

Possono capitare situazioni in cui per la mamma non è più possibile allattare. Che sia scelta o necessità è una decisione che prende la madre e  per questo motivo va sempre rispettata.

In questo articolo potrai leggere tante informazioni su questo argomento, con consigli utili se sei una mamma alle prime armi o se sei ancora in gravidanza e hai bisogno di conoscere fin da ora le due diverse opzioni di allattamento.

Come passare all'allattamento artificiale

Per procedere al passaggio dal seno al biberon è molto importante informarsi bene su come agire. È abbastanza inutile acquistare prodotti che non si conoscono quando ancora il bambino non è nato, ma ci si può documentare sulle differenti opzioni presenti sul mercato. In questo modo quando dovrà avvenire il passaggio all’allattamento artificiale sarai una mamma più consapevole e più sicura delle tue scelte.

Cosa serve per l'allattamento artificiale

Una cosa, però, è certa. Ci sono due prodotti indispensabili per iniziare a nutrire il bambino con il latte formulato. Il prodotto per eccellenza è il biberon. Non sceglierne solo uno, ma acquistane diversi per sostituirli durante la giornata e non sterilizzarli ogni momento. Adatta al biberon scelto la tettarella, il secondo elemento utile per l’allattamento artificiale. La tettarella deve essere adatta all’età del bambino. Se già svezzato e più grande non potrà avere dei fori per la fuoriuscita del latte quanto quelli di un biberon con tettarella di 0m+. La tettarella, infatti, non deve né ostruire e impedire il nutrimento nei giusti tempi né essere troppo veloce per evitare ingorghi e tossi improvvise.

Allattamento artificiale: quale latte e acqua usare

Per scegliere la tipologia migliore di latte da dare al tuo bambino devi seguire i consigli del tuo pediatra. Lui conosce il neonato, lo visita ogni mese e sa quali disturbi ha avuto fin dalla nascita. Seguire le sue indicazioni è la scelta migliore per procedere con un allattamento artificiale adatto a tuo figlio. Fare da sola significherebbe scegliere tra un’infinità di marche e formule, dato che in commercio sono presenti diverse tipologie di latte formulato, studiate in base ai disturbi tipici dei bambini.  

Una volta scelta marca e tipologia, anche per le dosi dovete ascoltare il parere del pediatra. Il dosaggio consigliato tra latte artificiale e acqua ha delle regole precise. Sono presenti anche nelle indicazioni generiche del prodotto, ma il pediatra può valutare di modificare queste indicazioni in base al bambino.  Il medico vi dirà anche di fare attenzione all’acqua: deve essere scelta con cura, non deve contenere batteri e deve avere un basso contenuto di calcio e sodio.

Allattamento artificiale: pro e contro

Uno dei vantaggi più grandi di allattare artificialmente è che la mamma può essere sostituita durante le poppate della giornata. Il papà del bambino può imparare a dare da mangiare a suo figlio e condividere con lui un momento emozionante; la mamma può utilizzare quel tempo per riposarsi o fare altre cose utili per la famiglia o per se stessa. Tra gli svantaggi dell’allattamento artificiale, invece, uno tra tutti è anche quello più comune. Il latte artificiale non potrà mai sostituire quello materno, ricco di principi attivi e nutrienti naturali e protettivi per la salute del suo bambino. 

3 comments

  1. Cristina Corti 1 marzo, 2017 at 16:08 Rispondi

    In realtà l’organizzazione mondiale della sanità non consiglia di allattare “almeno” sei mesi. Consiglia di allattare in maniera esclusiva sei mesi, ma almeno 24 mesi nel complesso 😊

    • Sono una mamma 1 marzo, 2017 at 17:06 Rispondi

      Esatto Cristina, infatti il testo dice:

      “L’Organizzazione Mondiale della Sanità consiglia di allattare al seno in maniera esclusiva fino al compimento del sesto mese di vita del neonato e proseguire anche dopo lo svezzamento fino al secondo anno.”

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