Bolzano dice no alle vaccinazioni obbligatorie: scatta la multa

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Vaccino sì, vaccino no?

A Bolzano, località del Trentino Alto Adige, sono sempre più numerose le famiglie che decidono di dire no alle vaccinazioni obbligatorie.

Così tanto che la provincia autonoma del Nord Italia detiene un record quantomeno discutibile: Bolzano è, infatti, la provincia dove si vaccina meno in Italia, con un differenziale che, da vaccinazione a vaccinazione, può raggiungere anche il 18% di distacco rispetto alla media italiana.

Un comportamento figlio sia dell’ampia rappresentanza dei movimenti anti vaccino, che in questa zona da tempo cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica sull'importanza di rivedere gli strumenti sanitari, che delle influenze culturali delle nazioni adiacenti, come la Svizzera e l’Austria, dove il sistema sanitario non impone alcun obbligo di vaccinare i propri figli.

Un ammutinamento di massa, quello bolzanino, che ha fatto scattare l’allarme per l’Assessorato della Salute: promossa dall'assessore Martha Stocker e votata da una piena maggioranza, a Bolzano è tornata in vigore una sanzione pecuniaria di circa 200 euro a carico delle famiglie che si rifiuteranno di sottoporre i propri figli a regolare vaccinazione.

Accanto alla manovra coercitiva della contravvenzione, che sarà mantenuta fino a quando non verrà di nuovo raggiunto il livello del 95% della popolazione bolzanina vaccinata – un valore che secondo il sistema sanitario garantisce la cosiddetta immunità di gregge - la Provincia ha già in piano anche una serie di provvedimenti correttivi e informativi che coinvolgono direttamente medici e pediatri: figure professionali, competenti e specializzate, a cui verrà chiesto di comunicare con più trasparenza con le famiglie, spiegando il valore della vaccinazione e i pericoli connessi con un atteggiamento anarchico.

Il motivo?

Evitare la diffusione del fenomeno antivaccinale, colpevole, secondo le istituzioni, di aver riacceso nel mondo preoccupanti focolai di malattie sopite da tempo.

La presa di posizione della Provincia fa già discutere: è giusto multare la libera scelta delle famiglie di dire no alle vaccinazioni obbligatorie?

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