Covid e bambini: casi in aumento tra i più piccoli, l'allerta degli epidemiologi

L'allarme di esperti epidemiologi in Italia suona forte e molto preoccupante. Stanno aumentando i casi Covid-19 tra i bambini. Da metà gennaio circa i numeri registrati dall'Associazione Italiana di Epidemiologia stanno riscontrando questa pericolosa tendenza. I più colpiti sembrano i bimbi appartenenti alla fascia d'età dai 6 ai 10 anni. Le ipotesi al momento individuano nel contatto prolungato della scuola e nella temibile variante inglese le prime responsabili di questa allerta sui piccoli pazienti.

Aumentano i casi Covid tra i bambini: attenzione alle varianti

Sono la variante proveniente da Londra e la scuola le due colpevoli della nuova allarmante diffusione del virus tra i bambini. Esclusi gli appartenenti alla fascia dagli 0 ai 2 anni infatti si sono registrati negli ultimi giorni preoccupanti aumenti tra i contagi dei più piccoli in tutto il territorio nazionale. Molto evidente ad esempio l'incremento fatto registrare dalle regioni Lazio, Umbria e Campania per bimbi dai 5 ai 10 anni e per ragazzi tra gli 11 e i 13 anni. L'AIE, Associazione Italiana di Epidemiologia, ha diffuso i dati dell'indagine invitando gli organi competenti a prendere provvedimenti e a considerare con molta attenzione questa nuova e pericolosa tendenza. Mentre infatti i contagi tra gli over 80 stanno lentamente diminuendo anche grazie alla somministrazione dei vaccini, i numeri tra i bambini sono in fase di crescita. A preoccupare particolarmente è la presenza delle varianti inglese e brasiliana. Proprio in Umbria pare essersi sviluppato un ampio focolaio riferito a queste due varianti, con quella inglese in particolare che passerebbe nel mese di febbraio da un'incidenza pari al 17.8% dei primi giorni, ad una attestata intorno al 50% dell'ultimo periodo del mese.

Colpa anche della scuola: le differenze tra Regioni

Esenti i bambini della fascia tra gli 0 e i 2 anni in tutte le altre classi d'età fino ai 18 anni si è riscontrato un aumento dei contagi da Coronavirus. Mentre in precedenza l'incidenza della malattia era minima per i minorenni attualmente risulta in linea con il livello medio nazionale facendo così registrare una pericolosa crescita in tutte le regioni. L'ipotesi al vaglio degli scienziati starebbe considerando tra le responsabili di questa nuova ondata oltre alle temute varianti anche la circolazione cresciuta attraverso il diretto contatto tra bambini che avviene nelle scuole. Sarebbero Umbria, Lazio e Friuli Venezia Giulia al momento le regioni italiane con un tasso di incidenza più elevato. Di seguito sarebbero molto preoccupanti anche le situazioni costantemente monitorate di Emilia Romagna e Marche. Stabili e maggiormente distribuiti i numeri del contagio in Piemonte, Toscana e Puglia. In controtendenza rispetto a molte altre aree invece c'è la Sicilia, dove al momento la fascia compresa tra i 14 e i 24 anni sta facendo riscontrare un abbassamento dei contagi.

Le misure attuabili per ridurre questi numeri tra i giovani

Il Comitato Tecnico Scientifico sta valutando in questi giorni misure preventive che possano dare una mano nell'abbassare questi preoccupanti crescite generalizzate del contagio tra i bambini. Si è ipotizzata l'installazione di alcuni punti di pronto intervento sanitari gestiti dalla Protezione Civile. La situazione è ovviamente complessa e particolarmente intricata da gestire. La volontà che pare chiara è comunque quella di proseguire con la scuola in presenza finché possibile.

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