Febbre, febbricola e febbrone: che differenza c'è?

febbre

Capricci e lamentele, pianti senza motivo e rossore in volto sono solo alcuni dei sintomi che ci possono indurre a prendere il termometro in mano e provare la febbre al nostro bambino. Per noi mamme, tutto quello che supera i 37° C è febbre e, quindi, motivo di preoccupazione.

Per gli addetti ai lavori, invece, le cose stanno un po' diversamente e, in particolare, molto dipende dalla temperatura base. Secondo l'opinione prevalente in medicina, il valore base della temperatura è fissato in 36.8° C, con oscillazioni di +/- 0.4 °C, prendendo come valore quello misurato esternamente (ascelle od orecchio).

Infatti, a seconda di dove si misura la febbre ci possono essere delle variazioni: se misurata in via rettale la temperatura può arrivare a essere superiore a quella esterna fino a 0.5°C, mentre nel cavo orale l'oscillazione si attesta attorno ai 0.2°C e 0.3°C.

Per prima cosa, dunque, bisognerebbe capire quale sarebbe la temperatura “base” del bambino, cioè misurare la temperatura in assenza di esercizio fisico e lontano dai pasti, in un ambiente tranquillo e confortevole; per essere proprio precisi, bisognerebbe misurarla sia al mattino che alla sera.

Una volta che sappiamo qual'è la temperatura base, possiamo definire febbricola quella temperatura che è maggiore di 0.2°C o 0.3°C il valore base e febbre quella che aumenta di 1°C o 1,5°C. Oltre i 40°C siamo in presenza di un febbrone.

È normale che le mamme, non appena vedano salire la temperatura, si allarmino e chiamino il pediatra: si tratta di una reazione comune, ma spesso dettata dall'ansia. Infatti, la febbre non è necessariamente sinonimo di qualcosa di preoccupante, ma è una reazione dell'organismo per contrastare infezioni in corso.

Per i neonati è sempre consigliato rivolgersi al pediatra in caso di febbre, ma per i più grandicelli si può temporeggiare un attimo, salvo che il bambino non abbia già patologie cardiache, metaboliche o respiratorie.

Si dovrà, invece, chiamare subito il dottore se il bambino presenta tremori, vomito, diarrea, tosse difficoltà a urinare, evidenti cambiamenti di stato d'animo, allucinazioni.

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