I figli in casa ai tempi del virus

All’inizio ci siamo tutte guardate intorno incredule, poi è arrivata la rassegnazione, infine la consapevolezza.

Scuole chiuse, figli a casa, nonni, con molta probabilità, lontani più del solito.

E se in principio la preoccupazione era quella di trovare una soluzione per sistemare i figli senza scuola mentre noi lavoravamo ancora poi, la soluzione è arrivata portando con sé tutto il suo carico di drammaticità e a casa ci siamo finiti anche noi, insieme a loro.

Improvvisamente, ci siamo fermati.

Ci siamo trovati a dividere spazi in due, tre, quattro per ventiquattro ore al giorno, tutti i giorni: all’improvviso ci siamo accorti di avere dei figli.

Che devono fare i compiti, giocare, che nella maggior parte dei casi non sanno annoiarsi e vogliono fare, fare, fare e mentre ci sentiamo dire che dovremmo impiegare questo tempo per ascoltarci e imparare qualcosa di nuovo, a noi, di nuovo, il tempo non basta nemmeno per fare una doccia.

La convivenza è dura, lo è per tutti, intrattenere la prole quando i pensieri preoccupati e angosciati si affollano lo è ancora di più, lo è quando siamo stanche e vorremmo solo piangere, quando ci manca l’aria e vogliamo uscire.

La convivenza è dura, lo è per tutti, intrattenere la prole lo è ancora di più, ma è davvero un’occasione che non ci ricapiterà mai più quella di poterci finalmente dedicare a loro, tempo esclusivo, in cui li vediamo crescere e recuperiamo tutto il tempo perso a correre lontano.

Ceraunavodka
Ceraunavodka

Mi chiamo Lucrezia Sarnari, ho 34 anni e sono una giornalista. Sono nata nelle Marche, vivo a Perugia praticamente da sempre ma sogno di invecchiare in una metropoli. Nel 2013 è nato mio figlio Pietro e da quando sono mamma sono diventata più produttiva senza per questo riuscire ad essere più ordinata.
Da circa 10 anni lavoro nel settore della comunicazione, ho maturato esperienze come redattrice, ufficio stampa e social media manager. Da quando ho aperto il mio blog mi occupo in prevalenza di maternità, ma scrivo anche di cultura, design e lifestyle. Ho pubblicato articoli e interviste per diverse testate digitali e cartacee, sia locali che nazionali. Sono laureata in Conservazione dei beni culturali e iscritta all’albo dei giornalisti dal 2011. Ancora non ho deciso se vorrei rinascere nei panni di Joanne Rowling o in quelli di Kate Moss. Nel frattempo provo a godermi quelli del mio armadio.

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