Il figlio del vicino è sempre più verde

Il figlio del vicino è sempre più verde perché dorme di più. E il pannolino lo toglie prima e poi il cinese lo mastica già a tre anni e mezzo.

È più verde perché non piange mai, perché durante l’allattamento non ha dato problemi anzi, si è attaccato subito “come se fosse la cosa più naturale del mondo, come se fossi programmata per farlo“.

Il figlio del vicino è sempre più verde perché mangia tutto, anche le verdure. Mangia addirittura gli spinaci, il figlio del vicino.

E poi lui ascolta tutto quel che gli viene detto, ascolta ed esegue ed i capricci non sa nemmeno cosa siano. Sta buono al ristorante, ma anche a casa non è che dia troppo fastidio, il figlio del vicino.

È mansueto, ma dall’intelligenza pronta. Capisce tutto, anche i discorsi dei grandi che con lui si relazionano come si deve, senza sbagliare mai una parola, un aggettivo.

E poi, il figlio del vicino non alza mai la voce: non urla e non dice mai parolacce perché il vocabolario è ampio e lui, il figlio del vicino, il vocabolario lo conosce a memoria.

Il figlio del vicino è l’amore della sua mamma, del suo papà, sei suoi nonni e pure del vicino, che in pratica saresti tu. E non potrebbe essere il contrario perché il figlio del vicino è il bambino che tutti, ma proprio tutti, desiderano da una vita.

Il figlio del vicino è sempre più verde, dice la mamma del figlio del vicino.

Ceraunavodka
Ceraunavodka

Mi chiamo Lucrezia Sarnari, ho 34 anni e sono una giornalista. Sono nata nelle Marche, vivo a Perugia praticamente da sempre ma sogno di invecchiare in una metropoli. Nel 2013 è nato mio figlio Pietro e da quando sono mamma sono diventata più produttiva senza per questo riuscire ad essere più ordinata.
Da circa 10 anni lavoro nel settore della comunicazione, ho maturato esperienze come redattrice, ufficio stampa e social media manager. Da quando ho aperto il mio blog mi occupo in prevalenza di maternità, ma scrivo anche di cultura, design e lifestyle. Ho pubblicato articoli e interviste per diverse testate digitali e cartacee, sia locali che nazionali. Sono laureata in Conservazione dei beni culturali e iscritta all’albo dei giornalisti dal 2011. Ancora non ho deciso se vorrei rinascere nei panni di Joanne Rowling o in quelli di Kate Moss. Nel frattempo provo a godermi quelli del mio armadio.

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