Lallazione: ecco le prime tenere parole del neonato

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Avete mai sentito parlare di lallazione? Con questo termine si definisce una fase ben definita dello sviluppo del linguaggio del neonato. Inizia tra il quinto e il sesto mese di vita, in base ai ritmi del bambino, e si manifesta con dei suoni sillabati che il neonato ripete uno dopo l’altro avvicinando insieme vocali e consonanti per la prima volta.

Ma cosa ci dice in realtà il neonato?

Capita di sentire la-la-la o illudersi che ma-ma-ma sia un richiamo alla propria mamma. In verità il neonato mette in fila dei suoni che gli vengono naturali senza consapevolezza. La lallazione, infatti, non ha un significato linguistico ma è un vero e proprio allenamento muscolare che fa il neonato per esercitarsi in una palestra di suoni e musiche vocali che gli consentiranno di produrre le sue prime parole.

I movimenti con cui allena la mandibola lo aiuteranno a maturare le competenze giuste per trasformare la lallazione in vocaboli con il passare dei mesi. Fino al primo anno di vita sarà una continua esperienza con la sua voce in una poetica ma anche comica espressione di vitalità che farà innamorare genitori e parenti.  

Si tratta di un passaggio delicato e molto importante per lui perché grazie alla lallazione il neonato impara ad ascoltare la sua voce, a capire che può produrre suoni e comunicare i suoi stati d’animo.

È in questa fase che il pianto, che fino ad ora era il suo unico linguaggio, cammina mano nella mano con una musica vocale molto stimolante. La felicità di chi gli sta attorno nel sentire i suoi versi aiutano il neonato a migliorare giorno dopo giorno i suoni che produce trasformando il suo ma-ma-ma in una vera e propria parola, quella più dolce e delicata che ogni madre aspetta di sentirsi dire per la prima volta

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