L'haloterapia, ovvero le grotte di sale. E' una terapia efficace?

Con l’arrivo del freddo e, in generale, con il progressivo cambiamento climatico e atmosferico degli ultimi anni, sempre più bambini soffrono di disturbi all’apparato respiratorio e di dermatiti atopiche. Uno dei metodi di cura cosiddetta “naturale” che sta sempre più prendendo piede, è quello dell’haloterapia, anche in età pediatrica.

Si tratta di una pratica terapeutica, meglio conosciuta come “grotte di sale”, basata sull’inalazione di vapori concentrati di cloruro di sodio, cioè sale. Durante l’haloterapia, si entra in una stanza ricoperta di salagemma, sia sul pavimento che sulle pareti, in cui vengono ricreati ambiente e umidità tipici delle grotte saline. In una seduta di 30/45 minuti si godrebbero gli stessi benefici di tre giorni passati al mare. Il ciclo terapico ideale comprende circa 20 sedute, da ripetersi per 2 o 3 volte all’anno.

Anche se alcuni ospedali si sono già dotati di tali strutture, in realtà, come molti esperti sottolineano, non ci sono prove effettive sulla validità dell’haloterapia nei bambini. Anzi, essa è fortemente sconsigliata ai soggetti che soffrono di asma. Come sostiene, ad esempio, la dottoressa Elena Calcinai, pediatra specializzata in asma e malattie respiratorie: “Il fatto di inalare in un tempo molto ristretto (circa 30 minuti) sostanze che “forse” naturalmente potemmo respirare in 72 ore non è esattamente la stessa cosa, in quanto la loro concentrazione nel tempo potrebbe essere causa di qualche problema in soggetti con determinate patologie, come per esempio ipertensione, asma, ecc..”

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