Maternità e lavoro: la vignetta diventa virale

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Con l'arrivo di un bebè gli impegni dei neo-genitori aumentano drasticamente e, nel caso in cui si tratti di una coppia che lavora, è la mamma ad essere oberata da una notevole mole di occupazioni, in quanto deve assolvere ai propri compiti lavorativi oltre che a quelli materni.

L'esperienza di Anand Mahindra

Il miliardario indiano Anand Mahindra ha accudito il nipotino di un anno solo per una settimana, e ha poi postato in rete una vignetta relativa a questa sua esperienza, esprimendo tutta la sua solidarietà nei confronti delle mamme. L'immagine è diventata virale sollevando molte reazioni sul problema delle mamme che lavorano.
Risulta evidente che, nonostante la maggior parte dei papà partecipi attivamente all'accudimento del neonato, sono le mamme a farsi carico della maggiore quantità di incombenze.
Le mamme lavoratrici sono poste di fronte a complesse sfide che dipendono dal loro profondo coinvolgimento sia materiale che emotivo nei confronti del nuovo arrivato; a tale situazione si sommano poi gli impegni professionali che, dopo il congedo per maternità, ritornano a fare parte delle loro vite. Secondo Mahindra lo sforzo delle mamme che lavorano non è neppure lontanamente paragonabile a quello dei loro partner, molto meno impegnati.

 

Il carico affrontato dalle mamme che lavorano

Le mamme che lavorano si trovano spesso a dover affrontare un carico di impegni davvero enorme in quanto la cura del loro bambino rappresenta un'attività quasi totalizzante, a cui devono aggiungere quella inerente alla loro professione. In molti casi accade che le donne si vedono pertanto costrette a sacrificare la carriera per poter mandare avanti la famiglia in maniera efficiente, e questa scelta non è giusta.

La "penalità della maternità" è una situazione estremamente frustrante per una donna che desideri essere mamma, ma anche trovare una realizzazione nel suo lavoro. Questo fatto può generare l'insorgenza di risentimento nei confronti del partner, con il quale sarebbe auspicabile dividere ogni tipo di responsabilità. La vignetta postata in rete (originalmente del fumettista Carlin) è diventata virale non perché si tratti di un'immagine divertente, ma in quanto ha sollevato alcuni interrogativi sulle problematiche della maternità e del lavoro.
È comunque possibile superare almeno in parte tali ostacoli utilizzando in maniera produttiva i congedi parentali retribuiti e gli incentivi statali per l'assistenza all'infanzia.

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39 comments

  1. Brizio 4 Marzo, 2019 at 18:28 Rispondi

    Vorrei gentilmente ricordare che fare figli non è, ripeto non è, obbligatorio. Se li fai, sai che avrai delle ripercussioni in termini di tempo e fatica.

    • Annalisa 29 Agosto, 2019 at 01:02 Rispondi

      I figli.non.si fanno per se …ma i figli.sono.della società ….se vogliamo un futuro. Ci vuole qualcuno che Metta al mondo bambini che da grandi lavorando pagheranno le.nostre pensioni per esempio o ci cureranno in quanto medici…venderanno il.pane…. guideranno i taxi..
      quelle che persone che mettono al.mondo i figli,li crescono e li “immettono ” nella societá sono le donne…

      • Alessandra 11 Settembre, 2019 at 15:46

        Fantastica….. Dovresti candidarti come presidente del consiglio…… Magari l’Italia avrebbe un futuro

    • Gianni 23 Settembre, 2019 at 11:57 Rispondi

      Che commento del cazzo. Questo lo sanno tutti ma si critica come è composta la società e il risultato che ragionamenti come il tuo siano considerati normali quando invece procreare dovrebbe essere la cosa più naturale del mondo e non un mero calcolo di costi e fatica.

    • Claudia 8 Ottobre, 2019 at 14:33 Rispondi

      I figli nascono dalla scelta di una coppia. La riflessione che si sta facendo è quella riguardo il carico di responsabilità ed impegni che ricade maggiormente sulle donne rispetto agli uomini anche se entrambi partecipano alla scelta in maniera equa. ..riflettere prima di parlare please!!

      • Federica gualdi 12 Ottobre, 2019 at 10:11

        La verità è che anche se la società aiutasse le mamme più di quanto lo fa attualmente, le mamme sarebbero comunque più oberate di impegni lavorativi e familiari semplicemente perché non ne possiamo fare a meno…più dei papà. Semplicemente perché dopo che hai portato nella pancia, partorito e allattato tuo figlio sei inevitabilmente più coinvolto rispetto a un papà…nonostante anche lui possa amare infinitamente il figlio, nella maggior parte dei casi la mamma avrà un attaccamento maggiore…that’s life! Bisogna solo accettarlo!

  2. Marco Castro 7 Aprile, 2019 at 13:51 Rispondi

    Siamo uno dei paesi che ha meno nascite al mondo, questo è il vostro modo per contribuire a questo dramma, mai visto un articolo così subdolo per lo più in un sito dedicato alla maternità, dovreste solo vergognarvi..
    “In molti casi accade che le donne si vedono pertanto costrette a sacrificare la carriera per poter mandare avanti la famiglia in maniera efficiente, e questa scelta non è giusta.”
    costrette … da chi? questa scelta non è giusta… cosa non è giusto? la scelta di sceglire la famiglia o il fatto stesso di scegliere?
    penalità della maternità … un vero incentivo per le giovani donne
    lei Silvia faccia un favore all’umanità, cambi lavoro

  3. Roberta 9 Maggio, 2019 at 04:22 Rispondi

    Peccato che chi lavora non rientra negli incentivi e per un lavoro normale sembra che si guadagni vagonate di soldi e ti puoi permettete chissà cosa. Ma poi la realtà è che tu vuoi avere tempo per passare cin i tuoi figli, mica prendere 4 babysitter che te li crescano……la soluzione sarebbe far passare le donne/mamma a a part-time fino ai 18 dei figli oppure permetterle di rimanere a casa retribuiti come la maternità fino alla 2/3 elemenatare . …..scrive una mamma di 2 pargoletti è in carriera al lavoro, che ormai non dorme più Per fare tutto

    • Chiara 2 Ottobre, 2019 at 12:07 Rispondi

      Non si potrebbe invece cercare di suddividere piú equamente tra i partner le responsabilitá?Possibilmente coadiuvati da incentivi statali.
      In realtá i papá quando vogliono sono bravissimi e riescono a fare bene tutto quello che fanno le mamme ( ho esempi concreti). Inoltre oggi più che mai sono i mariti a volere un figlio. Quindi se un figlio fa parte di un progetto comune, comuni dovrebbero essere le responsabilitá. Se invece non si vogliono prendere responsabilitá é meglio non fare figli. I piú danneggiati in caso contrario sarebbero loro. Capisco che non sia ancora automatico a volte pretendere quello che non dovrebbe essere preteso, ma semplicemente accettato come un dovere di genitore e marito o compagno responsabile.

  4. Yuri 13 Giugno, 2019 at 13:53 Rispondi

    Basta che non facciano figli, così possono dedicarsi alla carriera!
    Non trovo giusto aspettarsi che lo Stato o il datore di lavoro debba pagar loro assistenza, se decidono di avere figli. I mariti che ci stanno a fare se non per provvedere alla loro famiglia?
    Non siamo al mondo per lavorare, ma per vivere.
    Si lavora per avere di che vivere. Non per il piacere di lavorare.
    L’uomo si incolla il lavoro, provvedendo per la famiglia, perché possano stare bene.
    La donna gli facilita il lavoro perché possa fare al meglio.
    Questa vignetta invece fa sembrare che ci sia un premio, che chi lavora sia in una posizione migliore.
    La vita familiare non è una gara.
    Avete scordato il senso della vita, gente…

    • Giulia 4 Settembre, 2019 at 11:02 Rispondi

      Se bastasse uno stipendio, capirei questo commento.
      Inoltre …“se decidono di avere figli“? CHI???? LE DONNE???? Ah, credevo i figli si facessero in due…

    • Lisa 1 Ottobre, 2019 at 17:04 Rispondi

      Che tristezza di uomo…prima di tutto siamo individui e una donna ha diritto alla realizzazione sociale esattamente come un uomo… ha mai chiesto alla sua compagna se avesse preferito lavorare piuttosto che occuparsi dei figli ? Perché non rimaneva lei a casa? Permettete alle donne di essere individui e non solo uteri e vedrete che i figli continueranno ad essere messi al mondo! Non si può pretendere che la donna si annulli come individuo per il bene pubblico ,che lo faccia l’uomo se lo desidera!

    • Chiara 2 Ottobre, 2019 at 12:11 Rispondi

      Non si potrebbe invece cercare di suddividere piú equamente tra i partner le responsabilitá?Possibilmente coadiuvati da incentivi statali.
      In realtá i papá quando vogliono sono bravissimi e riescono a fare bene tutto quello che fanno le mamme ( ho esempi concreti). Inoltre oggi più che mai sono i mariti a volere un figlio. Quindi se un figlio fa parte di un progetto comune, comuni dovrebbero essere le responsabilitá. Se invece non si vogliono prendere responsabilitá é meglio non fare figli. I piú danneggiati in caso contrario sarebbero loro. Capisco che non sia ancora automatico a volte pretendere quello che non dovrebbe essere preteso, ma semplicemente accettato come un dovere di genitore e marito o compagno responsabile.

  5. filippo 22 Giugno, 2019 at 23:36 Rispondi

    voi lo sapete vero che il 98% dei morti sul lavoro sono uomini? e che tutti i lavori usuranti e mortali vengono svolti dagli uomini? lo sapete vero?

    • Annetta 29 Agosto, 2019 at 15:09 Rispondi

      Vedo che non hai capito il senso della vignetta. Certo, se confrontiamo un lavoro in miniera con una segretaria, direi che non ci sono paragoni. Ma se paragoniamo un impiegato con un altro (vedi la vignetta: sono tutti uguali alla linea di partenza) lì il paragone regge. L’impiegato con moglie fa carriera perché ha il tempo, perché vive tranquillamente la propria vita in ufficio, perché può anche avere tempo per farsi una cena col capo o una partita a tennis e diventare suo confidente. La donna mediamente no. Le trasferte con bimbi piccoli sono molto difficili, cariche di tensione, di senso di colpa… Mentre per gli uomini è mediamente (salvo eccezioni, che esistono grazie al Cielo) molto più semplice.

    • Thorin 30 Agosto, 2019 at 14:53 Rispondi

      Concordo nel dire, gentilmente, che fare figli non è obbligatorio ma una scelta. Qui si enunciano solo gli ‘pseudo’ aspetti negativi ma vorrei ricordare che le donne rimangono per diversi mesi in maternità, come giusto che sia per la ripresa fisica, percependo il salario, seppur gradualmente ridotto in %. Il lavoro non svolto in quanto assenti, ricordo ancora… per scelta, ricade, quando possibile, sui colleghi presenti e, quando ciò non fosse possibile, sull’azienda, costretta ad assumere un’altra risorsa retribuendo anche la persona in maternità. Esorto a riflettere anche sugli aspetti delle proprie scelte che ricadono sugli altri. Non ci sorprendiamo quindi che ci siano divisioni di opinioni sull’argomento.

    • Giulia 4 Settembre, 2019 at 11:04 Rispondi

      Infatti se fosse più facile dividersi i compiti e lavorare entrambi, la donna non si annullerebbe a casa e lui non si ammazzerebbe di lavoro! ..

      • Maria Pina 7 Ottobre, 2019 at 19:22

        Se affiancate alla parola madre anche la parola padre, diventa difficile dire ad una donna che la maternità è una scelta perosonale. È bipersonale. Esiste anche la paternità. Quanto all’assegnazione dei ruoli che vuole la donna votata alla cura della casa e della prole e l’uomo al lavoro esterno alla famiglia, perché vi sorpendeno le rivendicazioni di una donna? Vi fa paura la ‘domesticazione’ vero? Vi capisco. È na cosa brutta proprio. Resistete finché potete.

    • Valentina 7 Ottobre, 2019 at 16:48 Rispondi

      Tu invece lo sai che la sera alle 22 nel mio negozio siamo solo donne.. È lo sai che nel momento in cui 2 hanno litigato alla mia cassa puntandosi una bottiglia rotta alla gola io ho temuto di non rivedere più i miei figli? Ma io posso fare sta vita? Uscire dal lavoro alle 23 e attraversare un parcheggio desolato da sola… Nella mia azienda tutta la merda la fanno le donne…

  6. Barbara 6 Luglio, 2019 at 13:12 Rispondi

    A tutti gli uomini che hanno scritto i commenti qua sopra vorrei ricordarli che se la loro mamma avesse condiviso i vostri pensieri a quest’ora non sareste qua a scrivere

  7. Silvia T 25 Agosto, 2019 at 22:14 Rispondi

    Basterebbe l’obbligatorietà del Part time per le mamme che altrimenti non possono far a ltroche licenziarsi anche dopo studi qualificanti appunto perché non stanno attaccati al capo h24

  8. CRISTINA 25 Agosto, 2019 at 23:59 Rispondi

    Grazie Barbara! Concordo!!
    Dovreste vergognarvi voi maschi che avete scritto qui sopra. Non avete capito il senso dell’articolo (che peraltro parte dal raccontare l’esperienza di un uomo, nonno…) e vi siete scordati che viviamo nel 2019. Retrogradi!!!

  9. GRAZIA 28 Agosto, 2019 at 14:26 Rispondi

    Molto strano e singolare che la maggior parte dei commenti siano di uomini. Qui non si tratta di discutere sulla scelta tra il lavoro o il figlio. Banalmente si tratta di condividere in maniera responsabile l’arrivo di un figlio, ovvero ognuno dei due dovrà rinunciare a qualcosa e si dovrà far carico in modo equo di tutte le incombenze. Inoltre, se fossimo in un paese civile, ci dovrebbero essere idonee strutture in cui lasciare i propri figli nelle ore in cui si è impegnati per il lavoro. Purtroppo sono ancora numericamente insufficienti.
    Ci sarebbe anche L’art. 47 D.Lgs. 151/2001 che riconoscerebbe ai genitori il diritto di astenersi dal lavoro in caso di malattia di ciascun figlio, ma questo non viene considerato da molti datori di lavoro, che negano tali permessi.
    Ecco cosa dice la norma:
    “Entrambi i genitori, alternativamente, hanno diritto di astenersi dal lavoro per periodi corrispondenti alle malattie di ciascun figlio di età non superiore a tre anni. Ciascun genitore, alternativamente, ha altresì diritto di astenersi dal lavoro, nel limite di cinque giorni lavorativi all’anno, per le malattie di ogni figlio di età compresa fra i tre e gli otto anni.
    Per fruire dei congedi di cui ai commi 1 e 2 il genitore deve presentare il certificato di malattia rilasciato da un medico specialista del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato. La malattia del bambino che dia luogo a ricovero ospedaliero interrompe, a richiesta del genitore, il decorso delle ferie in godimento per i periodi di cui ai commi 1 e 2. Ai congedi di cui al presente articolo non si applicano le disposizioni sul controllo della malattia del lavoratore. Il congedo spetta al genitore richiedente anche qualora l’altro genitore non ne abbia diritto.”
    Fonte: https://www.lavoroediritti.com/abclavoro/malattia-fglio#ixzz5xteqKZkw
    Come vedete non è facile.

  10. Roberto 28 Agosto, 2019 at 19:40 Rispondi

    Vero, Barbara… mia mamma infatti ha rinunciato alla sua carriera lavorativa, ha deciso – insieme a mio padre, che a sempre fatto anche lui la sua parte – di mettere al mondo 2 figli e di accudirli, di crescerli e di insegnare loro a vivere.
    Vero… se si fosse messa ai nastri di partenza – come nella vignetta – per iniziare una gara con mio padre, sai che forse l’avrebbe anche vinta ??
    Ma – sempre forse – io non sarei qui a riportare questa mia testimonianza…
    Ringrazio quindi mia madre e mio padre – entrambi – per la loro scelta…

  11. Giorgia 1 Settembre, 2019 at 10:48 Rispondi

    Io e mio marito dividiamo tutti i compiti di accudimento dei figli e cura della casa a metà da quando sono rientrata al lavoro dopo il primo figlio. La stessa cosa dopo la nascita del secondo. Entrambi lavoriamo e dedichiamo tempo ai nostri hobby senza togliere affetto e tempo di qualità ai mostri bimbi. Oggi se entrambi i genitori lavorano credo sia l’unica soluzione. Noi donne dobbiamo combattere per ottenere questo aiuto e gli uomini devono aiutare le proprie mogli in tutte le attività extra lavorative. Premetto che mio marito è libero professionista e lavora tantissime ore al giorno.

  12. Giorgia 1 Settembre, 2019 at 15:04 Rispondi

    Il problema di questo paese sono proprio questi uomini retrogradi, con mentalità chiuse e dall’animo piccolo.
    Inutile combattere, mi auguro solo che non procreino altri ignoranti come loro, così, forse, un giorno finiranno.
    Poveri noi!

  13. Annachiara 9 Settembre, 2019 at 01:16 Rispondi

    Non penso che questo articolo sia stato scritto per creare una sorta di ‘lotta’ fra generi, quanto per sottolineare le difficoltà a cui le neomamme devono far fronte; pertanto lo scopo suppongo sia quello di sensibilizzare i lettori sull’ argomento e cercare di trovare una soluzione al problema . Ad esempio, un’equa distribuzione delle competenze familiari permetterebbe ad entrambi i partner di cogliere le stesse opportunità lavorative che possano eventualmente presentarsi; ciò servirebbe oltre che a gratificare la singola persona nel suo piccolo, anche a migliorare le relazioni interpersonali e sociali.

  14. Mony 10 Settembre, 2019 at 17:10 Rispondi

    Io sono donna.. E per scelta mia personale ho preferito accudire marito e figlio.. E non me ne pento del tempo loro dedicato.. Sono molto piu calma e tranquilla di quando lavoravo.. Adatto ia giornata di riposo di mio marito per giornate in famiglia.. Mi diletto in cucina a sport a ricamo e al risparmio in casa.. E una decisione personale che dipende da donna a donna.. La liberta di una donna e poter scegliere se stare a casa o lavorare.. Ma deve tener conto anche che i figli non sono robot hanno ritmi particolari e da rispettare per la loro crescita.. Se riescono a combaciare il tutto e portare serenita in famiglia ben venga….

  15. Lisa 1 Ottobre, 2019 at 17:08 Rispondi

    Signor Yuri …Che tristezza di uomo!prima di tutto siamo individui e una donna ha diritto alla realizzazione sociale esattamente come un uomo… ha mai chiesto alla sua compagna se avesse preferito lavorare piuttosto che occuparsi dei figli ? Perché non rimaneva lei a casa? Permettete alle donne di essere individui e non solo uteri e vedrete che i figli continueranno ad essere messi al mondo! Non si può pretendere che la donna si annulli come individuo per il bene pubblico ,che lo faccia l’uomo se lo desidera!

  16. Sandra 3 Ottobre, 2019 at 19:46 Rispondi

    Wow. Fate tutti un passo indietro. Ci sono dei preconcetti duri a morire.

    1. Avere figli non è una scelta della donna, ma è una decisione congiunta della famiglia.

    2. Entrambi i partner contribuiscono a mandare avanti la casa e crescere i figli, e sta alla coppia decidere i ruoli e i compiti, non è detto che sia solo una parte ad avanzare la carriera e l’altro a stare a casa.

    3. Non vivo più in Italia da anni. Non è più il caso di parlare di maternità o paternità, ma di shared parental leave. Se esiste una parola in italiano fatemi sapere! I genitori hanno diritto a ottenere supporto e sostegno dal governo, così come tutti beneficiamo dei servizi sociali, sanità, educazione, ecc. Non capisco perché se ne discuta.

  17. SABRINA 16 Ottobre, 2019 at 18:19 Rispondi

    Cari uomini dai commenti a dir poco terribili, vi vorrei ricordare che a scegliere di avere figli si è in 2 ed è in 2 che si dovrebbe crescerli, parlate di figli come se la scelta di averne fosse solo della donna. E il signore che ha scritto che solo l’uomo lavora e la donna deve stare a casa ad accudire i figli e fare le faccende mi fa rabbrividire…a questo signore vorrei anche ricordare che spesso se una donna fa la scelta di non lavorare è perchè se lo può permettere, uno stipendio nella maggior parte delle famiglie (chen hanno pure un mutuo per la casa da pagare) non basta se è quello di un normale operaio, commesso, impiegato…a meno che economicamente non si abbiano aiuti da parte di genitori e nonni. Io e mio marito lavoriamo in 2, non abbiamo aiuti economici da nessuno, contiamo solo su noi stessi e con uno stipendio solo potremmo permetterci ben poco o nulla, per cui io lavoro, mi faccio in 4 per poter riuscire a stare dietro a mia figlia coi compiti di scuola, con i suoi impegni e per passare un pò di tempo libero assieme. Benvenuti nel 2019!!!

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