Conoscete un’attività più dolce di quella di scegliere il nome per il bambino che avete nel vostro ventre?
C’è chi ama i nomi classici, c’è chi preferisce quelli estrosi: attenzione però a non incorrere nei nomi proibiti per neonati.
Ecco quindi una veloce carrellata dei casi più strani di nomi proibiti per neonati nel mondo.
In Italia no ai nomi dei genitori
In Italia, l’attribuzione dei nomi all’anagrafe è regolata dagli art. 34 e 35 del DPR 396/2000.
In generale si cerca di evitare nomi che possano arrecare al bambino un “pregiudizio morale”, e cioè nomi ridicoli, vergognosi, oppure usare cognomi come nomi, nomi di personaggi storici controversi (es. Benito Mussolini, Adolf Hitler) o nomi di fantasia associati a celebrità.
In Italia tra i nomi proibiti per neonati spicca lo stesso nome del padre vivente o di un fratello/sorella. Vietato anche assegnare un cognome come nome (es. Rossi Rossi).
Possibile, invece, dare nomi legati alla geografia (Asia, Europa…) a meno che questo non sveli l’origine dei bambini non riconosciuti dai genitori.
I nomi proibiti per neonati nel resto del mondo
Paese che vai… Stranezza che trovi!
Un tribunale in Francia ha dovuto vietare a due genitori il nome che avevano scelto per la figlia: volevano chiamarla “Nutella”, si sono dovuti accontentare di “Ella”.
In Nuova Zelanda, ad esempio, è vietato dare nomi “regali” ai piccoli: come Queen, Prince o Royal.
In Islanda tra i nomi proibiti per neonati spiccano quelli impronunciabili per la lingua del Paese. Come quelli che iniziano con la “C”, una lettera che non esiste nel vocabolario islandese.
In Svezia, invece, la legge segue il buonsenso, indicando che non possono essere assegnati ai piccoli nomi che possano causare disagio o imbarazzo. Non sono mancate, però, richieste comunque fuori dai limiti che la nazione nordica ha dovuto rigettare: come Ikea, Metallica o Superman, che oggi compaiono nella lista dei nomi proibiti per neonati.
In Giappone nel ’94 ci fu un vero e proprio “caso Akuma”, quando due genitori decisero di chiamare il figlio con il nome Akuma appunto, che significa “diavolo/demone”. Ci fu un dibattito nazionale molto acceso e alla fine furono messi limiti legali contro i nomi cosiddetti “kirakira” (cioè giudicati bizzarri o eccessivi).
In Svizzera hanno dovuto vietare nomi come “Chanel” o “Mercedes“. Inoltre sono stati vietati nomi come “Giuda” per ovvi motivi.
In Argentina, nella cittadina di Rosario gli amministratori hanno dovuto mettere al bando il nome “Messi” poiché, nella città natale del famosissimo calciatore, questo nome stava aumentando esponenzialmente.
In Portogallo i nomi propri sono regolamentati dall’Instituto dos Registos e do Notariado, che prevede anche un elenco di nomi approvati: questi devono seguire l’ortografia portoghese e indicare chiaramente il genere. I nomi stranieri solitamente non sono ammessi, possono essere approvati solo se adattati all’ortografia/pronuncia portoghese: ad esempio, niente Tom, ma può diventare Tomás.
La Danimarca, per risolvere in partenza ogni problema, ha deciso di comunicare ai cittadini una lista di circa 7.000 nomi già approvati dallo Stato, a cui i neogenitori possono ispirarsi per dare al piccolo un nome legittimo e accettato dalla comunità. Nonostante questa mossa lungimirante, non sono mancati i genitori estrosi che hanno fatto un tentativo estremo, provando ad assegnare ai neonati i nomi Pluto e Monkey (scimmia).
Ovviamente senza successo.
E voi mamme, quale nome avete scelto per i vostri bimbi?





E comunque in Italia ci sono quelli che hanno per nome un cognome. Io avevo una prof di nome Gennara e di cognome Gennaro
ciao Antonella, intendiamo che non puoi dare un cognome come nome al tuo bambino. Gennaro è un cognome ma solitamente è un nome, quindi non si tratta di questo caso. Diverso se volessi chiamare tuo figlio Verdi o Rossi.
Ma io lo vorrei guardare in faccia il disagiato che vorrebbe chiamare il figlio Monkey o superman…