Perché il neonato piange? La guida definitiva

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Nei primi mesi di vita il neonato non ha altri strumenti per comunicare a parte il suo pianto: è per questo che utilizza questo suono per trasmettere diversi stati d’animo, dalla tristezza, alla fame, al dolore.

Nonostante sia un fenomeno naturale, però, il neonato che piange mette sempre in allarme una mamma: preoccupata che si tratti di qualcosa di grave o semplicemente esausta dopo un lungo pomeriggio di pianto inconsolabile, ogni mamma è alla ricerca di strumenti per decodificare il pianto del bambino e farlo stare bene.

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Il neonato piange: i motivi

Un neonato piange per diverse ragioni: proviamo ad identificarne alcune, aiutandoci con dei segnali paralleli.

Se prima di iniziare a piangere, il neonato si è leccato le labbra o si è succhiato le dita, potrebbe avere fame. Avvicinate il viso alla sua bocca: se cerca il contatto con le labbra, potrebbe trattarsi di semplice appetito!

Un’altra ragione molto comune per cui il neonato piange è la stanchezza. A differenza degli adulti, i bambini in fasce non possono andare a letto in autonomia e cercano, quindi, di trasferire il bisogno ai genitori. Se si sfrega le palpebre e le orecchie con le mani o se non è interessato al gioco potrebbe essere ora della nanna.

Forse, invece, il neonato piange perché ha il pannolino sporco: che sia pipì o pupù, non lasciatelo troppo tempo a contatto con i tessuti bagnati e sporchi, potrebbero irritare la sua delicata pelle e causare irritazioni o dermatiti.

Spesso il neonato piange quando prova dolore: può trattarsi, ad esempio, di coliche intestinali o di disturbi della dentizione. Osservate bene i segnali del corpo: il piccolo contrae le gambe come in preda a spasmi? Oppure mordicchia ogni oggetto che trova e produce molta saliva? In base a questo, agite di conseguenza per portare sollievo al vostro bambino.

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4 metodi per ricreare il grembo materno

Se il neonato piange inconsolabile potrebbe essere semplicemente spaventato: le sue prime settimane di vita sono molto diverse da quelle trascorse nell’ambiente ovattato e acquoso dell’utero materno. Per tranquillizzare un neonato che piange disorientato, le mamme possono provare a ricreare il confortante l’utero materno. Ecco come fare.

Fasciarlo

Avvolgere il bambino con fasce morbide è un modo per contenerlo e farlo sentire protetto, proprio come quando era dentro la pancia. Le fasciature, poi, controllano anche i movimenti impulsivi che possono spaventare il piccolo.

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Metterlo su un fianco

Tenere un neonato sdraiato sulla schiena, può dargli la sensazione di cadere all’indietro. Per calmare un neonato che piange tenetelo in braccio su un fianco o a pancia in giù. Tranne quando è ora di dormire: in quel caso la posizione da tenere è sempre supina.

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Sibilare

Emettere un leggero “shhhhh” con la bocca aiuta a calmare un neonato che piange, perché ricrea un rumore bianco: sonorità ovattate che il piccolo ha percepito per 9 mesi dentro la pancia.

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Cullarlo

Dentro la pancia il piccolo era costantemente in dondolio, mosso dal corpo materno. Per questo motivo cullarlo quando piange lo riporta alla calma vissuta durante la gestazione.

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Cosa fare se il neonato piange senza ragione?

Lo avete allattato, lavato, cambiato, ha fatto il ruttino e lo state tenendo in braccio, il neonato piange ancora. Che fare? Ecco qualche consiglio passe-partout per farlo calmare.

Provate a massaggiarlo

Molti bambini amano il contatto fisico, per questo coccolarlo e accarezzarlo in modo lento e delicato può aiutarlo a rilassarsi.

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Aumentate il movimento

Talvolta un dondolio leggero può non bastare: i movimenti più decisi svolgono, spesso, un’azione ipnotica sui bambini. Quali? Portatelo a passeggio su una superficie lievemente sconnessa o mettetelo sul seggiolino dell’auto e fate il giro dell’isolato.

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Dategli qualcosa da succhiare

La suzione regola il battito cardiaco, rilassa lo stomaco e calma l’agitazione muscolare. Che sia il seno, un dito o il ciuccio, dare al piccolo qualcosa da succhiare può farlo smettere di piangere in breve tempo.

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