Ecco perché in Italia si fanno sempre meno figli

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Il 2015 è stato un anno nefasto per le nascite in Italia: come emerge dai dati Istat, infatti, sono stati messi al mondo solo 488.000 bambini, ovvero 15.000 in meno rispetto all'anno precedente.

Si tratta, in altri termini, della soglia minima per contrastare il calo demografico nel nostro Paese.

A questo punto la domanda è più che lecita: perché non si fanno più figli?

Le ragioni sono svariate, ma la più importante causa risiede nel fatto che le donne, malgrado desiderino diventare madri, spesso e volentieri non possono permetterselo, in quanto non hanno un lavoro stabile e ben retribuito o temono di perderlo in caso di gravidanza. Basti pensare che nel nostro Meridione la percentuale delle mamme non occupate è pari al 56,7%. Ciò significa che le aziende non tutelano sufficientemente le proprie dipendenti e non tengono conto delle loro reali esigenze.

D’altra parte va sottolineato anche che i figli si fanno sempre più tardi (l’età media è pari a 31,6 anni), con un conseguente calo della fecondità

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13 comments

  1. Emili Emili 21 Giugno, 2016 at 19:39 Rispondi

    beh nn lo so…allora perche nn è mai un posto libero nei ospedali x le donne incinte? nn era il posto x fare la elettrocardiograma addirittura fino l’lanno prossimo.allora fanno finta i dottori che sn sempre impegnati?

  2. Thompson Frederick Edward 22 Giugno, 2016 at 09:52 Rispondi

    “Una sola madre naturale che è la gravidanza era non pianificata e ora ha una bambina. Il bambino è solo 1 mese e giorni di vita. La madre naturale si sente il suo bambino sarà meglio con un amorevole, premuroso, gentile e accettando famiglia adottiva, un paio di genitore unico di qualsiasi razza, di adottare questo bambino “contatto e-mail: (federickagency@ gmail. com) ha messo il bambino in adozione . Se qualcuno è interessato, si prega di contattare via e-mail. Il suo nome è Kate e io sono il suo avvocato. “(Federickagency @ gmail. com).
    Sir Edwards.

  3. Thompson Frederick Edward 22 Giugno, 2016 at 09:54 Rispondi

    “Una sola madre naturale che è la gravidanza era non pianificata e ora ha una bambina. Il bambino è solo 1 mese e giorni di vita. La madre naturale si sente il suo bambino sarà meglio con un amorevole, premuroso, gentile e accettando famiglia adottiva, un paio di genitore unico di qualsiasi razza, di adottare questo bambino “contatto e-mail: (federickagency@ gmail. com) ha messo il bambino in adozione . Se qualcuno è interessato, si prega di contattare via e-mail. Il suo nome è Kate e io sono il suo avvocato. “(Federickagency @ gmail. com).
    Sir Edwards.

  4. Sara Vannucci 22 Giugno, 2016 at 12:12 Rispondi

    Lavori precari,nessun aiuto o sostegno alle mamme e alle famiglie,dopo solo 3 mesi si deve rientrare a lavoro se si ha la fortuna di averlo,nidi carissimi. ..vi sembra abbastanza? Fate voi

  5. Alessandra Undefined 22 Giugno, 2016 at 18:44 Rispondi

    Le donne devono ancora scegliere tra carriera e famiglia e in periodo di crisi, non potendo vivere di un solo stipendio, la scelta è obbligata. Senza contare il periodo di maternità che è tanto breve da risultare quasi inutile

  6. Maria Hop Damato 22 Giugno, 2016 at 23:20 Rispondi

    Dopo tre mesi bisogna rientrare altrimenti sei mesi con un misero stipendio e il bello e’ che quando rientri a lavoro non sei più la stessa persona x il datore di lavoro sei una mamma vale a dire problemi …….E dopo il primo se si fa si potrebbe mai pensare a un secondo figlio?Che schifo di paese

  7. amelie 23 Giugno, 2016 at 10:43 Rispondi

    Le mamme sono una rottura di scatole sul posto di lavoro. E’ innegabile. Se sono senza nonni al seguito lo sono ancora di più. fra le visite da fare in gravidanza, la maternità, i figli che si ammalano, le visite dei figli, gli impegni dei bambini…. Ma come finirebbe un paese senza bambini?

    Il problema non sono solo i pochi mesi di maternità e congedo, il costo del nido o i suoi orari che spesso non si conciliano col lavoro.
    Il problema è che non sempre si riesce a far fronte agli imprevisti se non assentandosi dal lavoro. Quello che manca è un supporto pratico (e quotidiano) alle mamme

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