Umberto Veronesi a favore della campagna "Basta Compiti"

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Umberto Veronesi, 90 anni portati splendidamente, è uno dei volti noti che si è espresso in merito alla campagna “Basta Compiti, promossa dal dirigente scolastico e pedagogo Maurizio Parodi.  

Questa campagna-manifesto, lo ricordiamo, ha già ottenuto su Change.org più di 10.000 adesioni ed è finalizzata alla totale abolizione dei compiti a casa nella scuola dell’obbligo.

I compiti a casa? Un’inutile perdita di tempo!

L’oncologo, intervistato dal quotidiano “La Repubblica” appoggia in pieno la petizione di Parodi, in quanto ritiene che i compiti a casa siano da considerare un lavoro superfluo e infruttuoso.

Del resto Veronesi ammette di non essere stato in giovinezza quello che si definisce uno studente modello: è stato, infatti, bocciato sia in seconda ginnasio che in prima liceo. Relativamente ai compiti assegnati per casa dai professori ha da sempre avuto le idee ben chiare: non li ha mai fatti e, anche oggi che i tempi sono cambiati, ritiene che essi siano solo una inutile perdita di tempo.

A scuola bisogna imparare a pensare

Per Umberto Veronesi la scuola, lungi dall'essere un luogo dove si costringono gli alunni a sgobbare sui libri e a imparare le lezioni a memoria, dovrebbe insegnare loro a sviluppare il pensiero critico e a coltivare le proprie passioni.

In luogo dei compiti a casa sarebbe preferibile che gli insegnanti, pertanto, si limitassero a consigliare la lettura di un buon libro o la visione di un film d’autore. 

4 comments

  1. Maria Notaro 27 febbraio, 2016 at 00:02 Rispondi

    Il riferimento andrebbe fatto per gli insegnanti che sovraccaricando gli studenti soprattutto bimbi che sono alle elementari di compiti. A volte sono troppo e tolgono lo svago con i genitori che è la cosa più importante in questa fase d età.

  2. Chiara 17 settembre, 2016 at 13:25 Rispondi

    Se gli insegnanti non sono in grado di completare il programma ministeriale sono responsabilità che devo assumersi in collegio. I compiti a casa sono un inutile retaggio culturale.
    Leggere dei buoni libri durante l’estate e’ sufficiente.
    Le nozione ” sciroppate” ed imparate a memoria non sono cultura ne modello di insegnamento.
    Abbiamo bisogno di ” menti pensanti ” e “critiche” e poi non credo che non facendo fare i compiti deleggittimiamo i professori, per quello ci pensa la loro incompetenza e la loro svogliatezza. i certificati medici inviti e le assenze lunghissime.

    Oltre tutto parla la classe più privilegiata nel panorama lavorativo italiano… mesi di vacanza in estate, poi 10 giorni a natale e sette per pasqua .. in più ponti e santi… e 13 mensilità pagate!!!!!!!!! ma per favore!!!!!
    rimanete piuttosto negli istituti a dare ripetizioni gratis tutta l’estate…

    – non me ne vogliano tutti gli insegnanti coscienziosi che ahimè, sono la minoranza.-

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