3 consigli per insegnare ai bimbi un uso corretto dei videogiochi

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Quanta paura ci fanno i videogames? Vedere i piccoli così immersi all’interno di una realtà virtuale e quasi insensibili rispetto agli stimoli esterni, preoccupa tutti i genitori. Sarà troppo? Sarà nocivo? Può creare dipendenza? Inibirà lo sviluppo cerebrale e cognitivo?

Prima cosa, niente esagerazioni: i videogames, così come l’utilizzo del computer, non sono di per sé da demonizzare e vanno considerati, al contrario, come un valido strumento per allenare la mente dei ragazzi.

Come in ogni situazione, però, serve il buon senso. Ecco, quindi, alcuni utili suggerimenti per un uso corretto dei videogiochi.

3 consigli per un uso corretto dei videogiochi

1 - Giochiamo insieme!

Inutile proibire al piccolo l’utilizzo della console. L’unica reazione che otterremo sarà quella di farlo sentire frustrato e di spingerlo a giocare di nascosto.

Per stimolare un uso corretto dei videogiochi, invece, serve comunicazione e fiducia, che si può creare giocando insieme a nostro figlio, per mostrargli la nostra apertura e comprensione del fenomeno.

2 - Analizziamo oggettivamente

Accusare il bambino di stare troppo tempo davanti al monitor, risulta spesso poco credibile ed espone la mamma al rischio di essere “quella che esagera sempre”.

Proviamo, invece, a basarci su dati reali: chiediamo al bambino di tenere un diario delle attività quotidiane in cui segnare anche le ore trascorse davanti ai videogames. In questo modo, quando educherete il ragazzo ad un uso corretto dei videogiochi, avrete delle informazioni reali e condivise con lui su cui basare il ragionamento.

3 - Offriamo alternative

Per educare il bambino ad un uso corretto dei videogiochi, spieghiamogli con chiarezza quante attività alternative potrebbe svolgere nel tempo che trascorre incollato davanti alla console.

Fare sport, visitare un museo, giocare a pallone con gli amici sono attività appaganti e divertenti che potrebbero sostituire la dipendenza da pc. Per spingerlo a provare, organizzate proattivamente degli eventi coinvolgendo anche i suoi amici, per fargli vivere pomeriggi diversi e accattivanti.

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