Donne contro Photoshop e le sue ‘magie’

Il tempo è tiranno e, stavolta, non parliamo solo del suo veloce passare, ma dei segni che lascia sul corpo di ciascuna di noi: i rotolini di ciccetta sui fianchi, le zampe di gallina attorno agli occhi, la pelle meno tonica… i soliti e ben noti inestetismi che, con perfidia, lo specchio ci mostra ogni volta. A rendere ancora più complesso il rapporto con il nostro corpo che cambia, ci si mettono le forme perfette delle attrici e delle modelle per le quali il tempo sembra essersi fermato.

Comprensibilmente, però quei profili così sinuosi, quelle pelli da pesche non sono proprio tutta farina del loro sacco: senza considerare le intere giornate che hanno disposizione per scolpire il loro fisico (non devono certo portare i figli a scuola, in piscina, dal pediatra, fare da mangiare, stirare montagne di panni…) e i tocchi magici del chirurgo estetico, buona parte del merito non possiamo non attribuirlo al programma di fotoritocco che ha cambiato la storia delle immagini, Photoshop.

Con queste carte in mano, a modelle e attrici gli piace vincere facile, mentre a noi comuni mortali non ci resta che complessarci per i chili che vanno su e i seni che vanno giù…

Eliminare Photoshop dalla faccia della terra e dal pc dei pubblicitari non è possibile, ma manifestare il nostro dissenso per questo sgambetto che il programma fa a tutte noi sì: ecco, quindi, che le femministe del brand FCKH8, famoso per le sue posizioni a favore dei diritti LGBT, del femminismo e dell’uguaglianza hanno lanciato una nuova maglietta in cui la scritta che domina recita “This What a #Feminist Looks Like” e un video promozionale dove compaiono diverse donne che, senza malizia, si tolgono maglietta e mostrano con orgoglio i loro seni abbondanti, le loro pance flaccide, i loro tatuaggi, le loro bianche smagliature, la loro pelle cadente. Queste sono le vere donne, sostengono, e non possiamo che condividere il loro “no” a una bellezza omologata, celebrata a colpi di click che Photoshop impone da anni al mondo.

Valentina Oberti
Valentina Oberti

Laureata in Giurisprudenza, nutro uno spiccato interesse verso il mondo che ci circonda. Non ricordo cosa mi ha fatto sollevare il velo di Maya (la maternità, la maturità o il caso?) e scoprire l’importanza del mondo bio: ne è nata una passione, che da allora non si è più sopita e si è tradotta in attenzione alla qualità, provenienza e genuinità di tutto quanto passa sulla mia strada. Mamma, idealista ed ecologista, queste forse le tre parole che meglio mi descrivono.