Impossibile conciliare figli e lavoro: le mamme si licenziano

mamme licenziamento

I dati purtroppo parlano chiaro: sempre più mamme si licenziano perché non riescono a conciliare vita professionale e familiare. Ma è davvero giusto dover mettere le mamme al bivio?

Lavoro o famiglia? Le mamme si licenziano

Non è facile diventare mamma e continuare a lavorare a tempo pieno; per questo molte mamme sono costrette a licenziarsi perché non riescono a conciliare lavoro e famiglia. I numeri presentati dall'Ispettorato del lavoro hanno confermato questa tendenza, infatti, nel 2016, 8 donne su 10 che hanno abbandonato la carriera lavorativa sono mamme.

I problemi principali che portano alle dimissioni sono principalmente la mancanza di un supporto da parte di parenti, gli asili nido che non sempre sono accessibili a tutti e gli elevati costi di un'assistenza esterna per i bambini.

Come aiutare le mamme a non rinunciare ai propri sogni

Le mamme si mettono da parte per la famiglia, sacrificano i loro sogni, i loro studi e tutto l'impegno messo per ottenere un posto di lavoro. C'è qualcosa che si può fare? Servono delle politiche pensate per le donne che hanno bisogno di un supporto per poter continuare la loro carriera in linea anche con i naturali impegni di una mamma. Come offrire maggiori opportunità di telelavoro, degli sgravi fiscali, orari part-time o flessibili,  ma anche la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro dopo un periodo d'assenza

102 comments

  1. Carlotta Goria 4 ottobre, 2017 at 13:03 Rispondi

    Difficile, economicamente oneroso (se non hai nonni, i primi anni di vita del bambino sono estremamente costosi), emotivamente un fardello che porti con te tutto il santo giorno ma non esiste gettare la spugna. Ce la si fa, è dura ma ce la si fa.

    • Carlotta Goria 4 ottobre, 2017 at 14:07 Rispondi

      Io lavoro oltre le quattro, perché dici così? Orari ridotti significa che posizioni e gratificazioni ti saranno sempre preclusi. Ripeto, perché una mamma non può lavorare oltre le 4 e invece un padre sì?

    • Alessandra Antonini 4 ottobre, 2017 at 14:15 Rispondi

      E onestamente delegare tutto quello che riguarda i miei figli a nonni o altri non trovo sia giusto. Un lavoro part time sarebbe un buon compromesso ma pochi lo concedono e quindi se vuoi un minimo che almeno uno dei due sia presente con i figli ti licenzi

    • Carlotta Goria 4 ottobre, 2017 at 14:23 Rispondi

      Io non ho nessuno aiuto, o meglio, nessun aiuto gratuito, perché il mio aiuto lo pago lautamente, praticamente il mio stipendio. Però preferisco che i miei figli crescano pensando che mamma e papà sono uguali. I figli crescono, è rientrare nel mondo del lavoro non è così facile, dopo.

    • Cinzia Spaggiari 4 ottobre, 2017 at 14:24 Rispondi

      Paola triaca mi spiace dirle che l’occupazione femminile e molto alta per fortuna… mancano i supporti istituzionali alle famiglie e una mentalita sociale che veda i figli come futuro e risorsa invece che come peso e ostacolo.

    • Paola Triaca 4 ottobre, 2017 at 16:29 Rispondi

      Cinzia Spaggiari so perfettamente che le donne sono occupate nel mondo del lavoro ma roppe se ne approfittano della maternità x stare a casa mesi e mesi e questo ovviamente porta i datori di lavoro a prediligere uomini… minore di aver letto nei commenti di donne licenziate

    • Cinzia Spaggiari 4 ottobre, 2017 at 19:57 Rispondi

      Paola Triaca si è capitato anche a me e sai chi era il datore? Una donna con figli. Però poi ho trovato lavoro quando mio figlio aveva 6 mesi. È la mentalità delle persone che è sbagliata. Chi se ne approfitta c’è sia da una parte che dall’altra, basti vedere chi si mette in malattia per mesi. Ma non tutti sono onesti…. questo su ogni campo. Secondo il mio parere in italia non esistono asili nido, materne etc sufficienti, gli orari scolastici nel pubblico sono incompatibili con gli orari di lavoro, gli orari dello sport spesso pure, la malattia del bambino non e retribuita, etc e tutto questo non dipende dal datore di lavoro

    • Valentine Lindemann 4 ottobre, 2017 at 22:36 Rispondi

      Le donne, le mamme hanno un ruolo determinante i primi anni di vita, punto.
      Poi possiamo anche fare i “moderni” e dire che stanno bene nei nidi 10 ore, con le babysitter, i nonni e chi vi pare. Possiamo anche illuderci che il lavoro é prioritario e le aziende fanno bene a non assumere donne.
      Smettiamo di figliare e dedichiamoci ad aziende, spesso, non nostre, così ci estinguiamo una buona volta.
      Fare figli per piazzarli destra e a manca é FOLLIA. Una follia tutta moderna.

    • Carlotta Goria 5 ottobre, 2017 at 10:16 Rispondi

      Fare figli per piazzarli a destra e a manca?!?!? Farli crescere alle baby sitter?? Ma vi sentite quando parlate?? La vera vergogna è che tutte parliate dell’ andare a lavorare come uno sforzo, una fatica, una cosa che si deve fare ma che in realtà si preferirebbe non Fare, che è molto meglio poter stare a casa a stirare e lavare pavimenti perché così i bambini crescono meglio vero?!? Che tristezza immensa, vi prego evolviamoci ragazze. C’è anche chi lavora con piacere, chi ha studiato per tutta la vita e non vuole rinunciare allo sforzo fatto, chi pensa che per un bambino crescere con mamma e papà che si dividono i compiti sia meglio, chi pensa che far ruotare la propria vita interamente intorno ai figli sia dannoso per sé e per i figli perché poi è un attimo che questi crescono e ciao mamma stirami le camicie va… il problema è che non si dovrebbe scegliere, si possono amare i propri figli ma amare anche sé stesse, la propria autonomia e il proprio lavoro. Tutto questo è moderno? Meno male.

  2. Carmen S. Chiriac 4 ottobre, 2017 at 14:23 Rispondi

    Io ho dato le dimissioni perché pagare asilo e dopo scuola oltrepassa mezzo stipendio e rendeva inutile il lavoro , che poi andava dalle 4-5a mezzanotte. Già la più grande e cresciuta per lo più al nido .ma non va bene così. (Siamo soli qui)

    • Martina Bredariol 4 ottobre, 2017 at 22:21 Rispondi

      Ho passato gli ultimi 3 mesi prima di rientrare con un ansia allucinante, non sapevo che fare, licenziarmi o tentare… Alla fine, non è stato facile, la bimba al nido al mattino e io part time, finché me lo concedono… Con i pomeriggi è tutt ora un casino ma viviamo giorno x giorno. Non mi pento di aver provato a reinserirmi a lavoro, stacco la spina, faccio poche ore e volano. Se mi volessero rimettere a full time mi licenzierei. Non ho più a possibilità di farlo.

  3. Morena Meneghetti 4 ottobre, 2017 at 14:54 Rispondi

    Io fortunatamente ho fatto e sto facendo la maternità facoltativa a giorni. Lavoro due gg a 6 ore e tre sono a casa. Il bimbo almeno fino a quasi due anni è seguito da me, poi il più grande di due anni e mezzo sono riuscita a inserirlo nella sezione primavera. Ora X altri motivi mi vedo costretta a prendere aspettativa X due mesi. Mi sta sulle scatole perdere gli assegni familiari ma non ho alternative

  4. Ambra Ori Andrea Nepi 4 ottobre, 2017 at 15:13 Rispondi

    Chiediamoci come mai nei paesi del nord alle mamme e’ concessa la maternità fino ai 3 anni del bambino perché la scuola e’ obbligatoria dai 3 anni, e le aziende sono obbligate a tenere il posto alle neo mamme. In Norvegia hanno quasi tutti la seconda casa. Invece nel nostro bel paese hai 5 mesi di maternità e poi ti arrangi… Con me hanno fatto prima contratto a termine e non me lo hanno rinnovato, ma cmq mi hanno detto ci dispiace tanto sei veramente brava nel tuo lavoro. Questo e’ quello che offre l’Italia.

    • Sigrid Teesalu 4 ottobre, 2017 at 16:35 Rispondi

      Pure in Estonia! Concessa fino a tre anni, retribuita 1,5 anni 100%!!!!!!(perché qua è vista come la punizione e ti danno solo 80%per 5 mesi???)….se sei disoccupata non importa da quanto tempo hai il diritto di paga minima(350€, ma sempre in crescita)per 1,5anni…poi il bonus 90euro al mese per 3 anni poi 45€per 18 anni del bambino…più altri vari bonus che non mi ricordo più neanche talmente tanti sono…

    • Samantha Fabbri 4 ottobre, 2017 at 18:22 Rispondi

      SigridTeesalu tutto giusto, tranne che in realtà ti danno il 100% durante la maternità obbligatoria e non l 80
      Poco cambia, se poi ti prendi due mesi prima del parto ne stai a casa solo 3 dalla nascita del bambino

    • Ambra Ori Andrea Nepi 5 ottobre, 2017 at 11:49 Rispondi

      Qui funziona che se il lavoro e’ considerato ” lavoro a rischio” ti mandano in maternità anticipata, così. Me è successo, lavorando in un nido ma al terzo mese del bambino rientri. Diverso e’ per chi lavora nel commerciale, puoi stare a casa fino al nono mese del bimbo,

    • Paola Triaca 4 ottobre, 2017 at 15:35 Rispondi

      Eccomi. Lavorato fino a 1h prima del cesareo. Ripreso il giorno dopo le dimissioni con bimbo al seguito sempre fino ai sei mesi perché allattato al seno e mai tirato il latte. Infastidita dai piagnistei e inorridita da chi per una gravidanza sta a casa 2 anni…

    • Marta Bonaventura 4 ottobre, 2017 at 15:58 Rispondi

      Infastidita? Piagnistei? Inorridita? Paola..rilassati. Cmq veramente devo dirti brava brava veramente. Non so che lavoro fai e che aiuti tu abbia..ma io il giorno dopo le dimissioni dall’ospedale non sapevo manco come mi chiamavo 😂😉 ciao buona vita!

    • Michela Corona 4 ottobre, 2017 at 16:38 Rispondi

      Paola Triaca beh avere uno studio con il proprio marito non è una fortuna che hanno molte😉diciamo pure che è un gran bel vantaggio sia come orari sia come gestione del lavoro 😊

    • Paola Triaca 4 ottobre, 2017 at 21:51 Rispondi

      Nell’oro? Mah… Ho scritto che non ho nemmeno chi fa le pulizie o stira. Faccio io. Cmq se siete tutte come me non c sono problemi la maternità non la fate. Così come non avete la malattia ecc

    • Francesca Alterio 5 ottobre, 2017 at 10:51 Rispondi

      Io ho lavorato 7 anni come contabile d’ordine part-time ho avuto la prima bimba il 20/7/15 e ho lavorato quasi fino al nono mese (oltre alla contabilità essendo unica dipendente facevo anche carico scarico merce a mano e con muletto) dopo 5 mesi sono ritornata poi non x scelta sono rimasta incinta della 2 bimba dopo 4 mesi essere tornata a lavoro e il mio titolare mi ha fatto pezza da piedi dicendomi che questo era un guaio …. e mo come facciamo…. Ma come hai potuto …. ecc ecc…. Purtroppo al 3° mese distacco di placenta e maternità anticipata x minacce d’aborto gravidanza a rischio. Hanno iniziato a non pagarmi, quando poi gli ho detto che mi sarei rivolta all’Inps e un avvocato x recuperare gli stipendi mi sono sentita dire che le persone aspettano anche 15 mesi x avere uno stipendio io perché non potevo aspettare 15 gg!!?!?! Mi hanno detto che sono una pessima persona… che sono una stupida maleducata ecc… epilogo: mi sono fatta la maternità obbligatoria e a maggio ho dato le dimissioni ma sono dovuta ricorrere a un avvocato x avere tredicesima ferie accumulate non godute dalla prima gravidanza permessi retribuiti non goduti tfr e tutto il resto perché loro non volevano darmi un bel niente. E premetto che la prima bimba andava e va all’asilo nido e il pomeriggio stava con una baby sitter oggi ha 2 anni e 2 mesi mia mamma abita a 50 km da me e mia suocera abita a 20 km da me ma nn ha l’auto.

  5. Francesca Comparino 4 ottobre, 2017 at 15:18 Rispondi

    Purtroppo lavoro anch’io e sono stanca e stufa purtroppo anche i figli ne risentono del nervosismo…diciamoci la verità dopo una giornata di lavoro torni che 6 stanca e nervosa e a volte capita che rispondi male a loro

  6. Anna Rizzi 4 ottobre, 2017 at 19:36 Rispondi

    Io mi sono appena licenziata xché nn mi hanno dato il part-time,purtroppo nn ho nessuno che mi tiene la bimba dopo il nido!Mi hanno risposto che così nn creano un precedente x le altre colleghe!Premetto che sarei passata da un 40 a un 30 ore

    • Martina Bredariol 4 ottobre, 2017 at 22:16 Rispondi

      Ti capisco, io ho la fortuna di lavorare in un azienda che ci aiuta un pò di più, mi hanno concesso il part time fino ai 3 anno della bimba, quindi tra un anno esatto vedremo che succede. Il primo anno ho speso una fortuna x il nido, ora sta x iniziare la sezione primavera alla materna…le colleghe full time sicuramente mi odiano un pò ma non mi interessa, io sono sola, il mio compagno torna alla sera e la piccola me la spupazzo in tutto e x tutto io, non ce la farei a fare di nuovo 40 ore, e poi…mi è e mi sarà impossibile non avendo aiuto in famiglia.

    • Anna Rizzi 4 ottobre, 2017 at 23:19 Rispondi

      Adesso la mia priorità è la mia famiglia,e sono sempre più convinta della mia scelta vedendo come sono stata ripagata dopo 9 anni che ero lì,nn c’è stata neanche la volontà di venirmi incontro

  7. Lucilla Polosa 4 ottobre, 2017 at 20:23 Rispondi

    Capisco le mamme che si licenziano. Il punto è che se si vuole seguire veramente i propri figli, anche da un punto di vista emozionale, non si può più lavorare a tempo pieno come prima. Seguirli emozionalmente significa avere tempo da dedicargli, tempo per ascoltarli, per giocare insieme, per insegnare loro, per imparare cose insieme. Non serve uno stato che mi mette a disposizione asili nido dalla Mattina alla sera! Mi serve uno stato che mi dia la possibilità, anche economica, di essere mamma e di prendermi cura dei miei bambini. Io ho scelto di essere madre! Sono multiqualificata (laurea, dottorato, più specializzazioni) ed ho chiesto es ottenuto nella clinica in cui lavoro aspettativa non retribuita per 4 anni, da poter prolungare fino a sette. Al momento lavoro solo al mio studio privato 2 giorni a settimana e scrivo articoli – di notte. Così posso conciliare carriera, esigenze economiche e L essere madre. So di essere fortunata ad aber trovato questa soluzione. Le difficoltà economiche ci sono, ma la mia piccola è al primo posto.

    • Lucilla Polosa 5 ottobre, 2017 at 01:41 Rispondi

      Alessandra Galloppa le difficoltà economiche ci sono, non è facile parlare! L aspettativa non è pagata. Ma in Austria per legge si ha diritto a riduzioni di orario o ad aspettativa fono al settimo anno di età del bambino. Questo è un grande aiuto, L ho già detto! Io ho la possibilità di lavorare un po’ privatamente e anche questo aiuta. Ma è una scelta, appunto. E comprendo benissimo le donne che si licenziano, lo farei e lo farò anche io probabilmente, per poter essere accanto a mia figlia.

  8. Barbara Hairbeauty Di Biagio 4 ottobre, 2017 at 21:16 Rispondi

    Io dopo la maternità ho provato a tornare a lavorare ma mi sono licenziata (sotto consiglio del direttore) ..
    Avevo la testa altrove sul lavoro e la sera ero stanchissima e, soprattutto in colpa per non passare del tempo con la bimba!
    Penso che i figli siano tutto e piccoli lo sono una volta.. è difficile economicamente ma se si può decidere di stare con loro è la scelta migliore! Per noi e per loro ❤

  9. Valentine Lindemann 4 ottobre, 2017 at 22:31 Rispondi

    E per una impiegata è più semplice. Io lavoro fino alle 20 perché lavoro in un negozio. E mio figlio fa orari indicibili e cena tardi per un bimbo che dovrebbe dormire presto alzandosi la mattina presto per l’asilo.
    Siamo un paese di poveracci e basta.

  10. Francesca Turchi 5 ottobre, 2017 at 09:05 Rispondi

    Io concilio… ma arrivi a dei livelli di stress e disorientamento incredibili…da liberi professionisti poi è veramente un dramma… non abbiamo nessuna tutela… garanzia … o lavori o non guadagni… non puoi stare a casa… e dopo i vari sacrifici x crearti una professione… non è giusto lasciare… oltre che mamme siamo anche donne…. ovviamente guardo la mia categoria… io chiederei per le mamme libere professioniste almeno gli stessi diritti che hanno coloro che hanno un contratto…Contratto con la C maiuscola.. e con questo mi fermo perché si aprirebbe un mondo!

  11. Francesca Romana Ricci 5 ottobre, 2017 at 13:20 Rispondi

    Io ho 3 figli e ho sempre lavorato, ma solo perché ho i nonni che mi danno una mano, sennò avrei dovuto lasciare il lavoro anni fa! Non ci sono strutture, soprattutto per i bimbi piccoli e quelle poche che ci sono ti spennano vivo, solo dopo che sono cresciuti (scuole medie e superiori) si riesce a rientrare nei costi e a potersi organizzare con gli orari scuola/lavoro senza dover ricorrere a baby sitter,familiari, amici, parenti, vicini di casa e chi più ne ha, più ne metta!

  12. Francesca Romana Ricci 5 ottobre, 2017 at 13:20 Rispondi

    Io ho 3 figli e ho sempre lavorato, ma solo perché ho i nonni che mi danno una mano, sennò avrei dovuto lasciare il lavoro anni fa! Non ci sono strutture, soprattutto per i bimbi piccoli e quelle poche che ci sono ti spennano vivo, solo dopo che sono cresciuti (scuole medie e superiori) si riesce a rientrare nei costi e a potersi organizzare con gli orari scuola/lavoro senza dover ricorrere a baby sitter,familiari, amici, parenti, vicini di casa e chi più ne ha, più ne metta!

  13. Chiara Vannucci 5 ottobre, 2017 at 18:20 Rispondi

    Io abito negli Stati Uniti e… Rispetto a qui l’Italia è il Paese della cuccagna dal punto di vista della maternità: qui non hai maternità prima del parto (lavori fino al giorno stesso, a meno che tu non prenda ferie) e dopo hai dalle 8 alle 12 settimane di maternità pagata, in genere nemmeno al 100%. Ovviamente rientri full time (40h/settimana) i part-time sono rarissimi… La maggior parte delle mamme si licenzia, anche perché gli asili costano una follia, anche paragonati agli stipendi medi, specie nelle grandi città… Vero è che forse è più facile ritrovare un lavoro qui che in Italia, ma comunque sei costretta a lasciare un lavoro che ti piace e sinceramente cercare lavoro con un figlio piccolo da accudire non è uno scherzo…

  14. Veronica Rigotto 5 ottobre, 2017 at 20:12 Rispondi

    Esistono soluzioni alternative al licenziamento che permettono di conciliare famiglia lavoro…se solo le si prendesse in considerazione 😉 basterebbe informarsi e smetterla di ragionare per luoghi comuni….dato che certe realtà all’estero sono già ben che consolidate ✌….invece di continuare a piangersi addosso e lamentarsi basterebbe modificare la propria situazione….

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