Il figlio prediletto esiste: ecco come gestire la preferenza

figlio prediletto

Voler bene ai diversi figli allo stesso modo sembra essere quasi impossibile: lo conferma una ricerca del 2016 pubblicata dal Journal of Marriage Psicology, che dichiara come circa il 75% delle mamme (ed il 70% dei padri) abbiano un figlio preferito, anche se ammetterlo è difficile.

Come comportarsi?

Ammettere di avere un figlio prediletto: il primo passo

Il fenomeno dei figli preferiti non è poi così strano da spiegare: i figli nascono in momenti diversi della vita di un genitore, e per questo ne assorbono il clima e le emozioni del momento. Un figlio nato in un periodo complesso per la coppia, può portarne con sé un pezzo di storia, a differenza, magari, di un altro figlio, concepito e cresciuto in una fase più stabile e positiva.

Prenderne consapevolezza è il primo passo per abbondare i sensi di colpa, liberarsi dai tabù e ritrovare la serenità. Propria, e dei figli in questione, che si trovano spesso a confronto con frustrazione (i figli di serie B) e ansia da prestazione (quelli di serie A).

Ho un figlio prediletto: come mi comporto?

Per un migliore equilibrio familiare, dopo aver ammesso a sé stessi di avere un figlio preferito, occorre controllare le proprie azioni e lo stile di comunicazione.

Prima regola

Non fare mai paragoni tra un figlio e l’altro. Perché ogni figlio è unico e diverso e non potrà mai assomigliare al “cocco” di mamma, pena snaturare la sua personalità.

Seconda regola

Approfondite le diverse esigenze dei vostri figli, parlando con loro e facendo domande. In questo modo abbatterete la barriera dei ciechi favoritismi.

Terza regola

Ascoltate le loro rimostranze. Specialmente quando il meno preferito vi farà notare che forse lo state sottovalutando, non correte a giustificarvi o peggio a negare l’evidenza, ma approfittate della lamentela per trasformarla in un’occasione di dialogo.

Quarta regola

Chiedete un parere alle persone di cui vi fidate. Confrontatevi continuamente per ricevere feedback sul vostro comportamento ed osservarvi dall’esterno.

Andate attraverso la questione, senza nascondere la testa sotto la sabbia: è l’unico modo per garantire ad entrambi i figli l’attenzione che meritano.

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