Olanda, ecco le nuove culle per neonati

In un momento tanto particolare in cui nel nostro Paese si parla di maternità a rischio, di tasso di mortalità negli ospedali durante il parto e di criticità varie, un'ondata di positività ci arriva dall'Olanda dove da qualche tempo sono state introdotte in un ospedale delle innovative culle per neonati che favoriscono il rapporto tra mamma e neonato, nonché l'avvio dell'allattamento.

Non si tratta di nulla di straordinario o troppo complicato in realtà, ma soltanto di culle studiate ad hoc per essere posizionate in modo da combaciare con la sponda del letto di degenza della mamma, esattamente come un side-bed, e che favoriscono tutta una serie di relazioni tra mamma e neonato e l'allattamento al seno, soprattutto in quei casi in cui la mamma non abbia possibilità di fare grandi movimenti, per esempio dopo che si è subito un parto cesareo e si hanno attaccati gli aghi delle varie flebo. In questa situazione riuscire a gestire il bambino può diventare complicato senza l'ausilio del personale ospedaliero professionale.

Grazie a queste nuove culle, invece, anche chi si trova in difficoltà potrà facilmente mettersi su un fianco e allattare il piccolino senza dover fare chissà quali manovre. Una lezione, questa dell'Olanda, da annotare sul quaderno degli appunti dato che per la nostra sanità la relazione madre-figlio, in moltissimi casi, sembra un optional. Lasciamo perdere appunto le tristi vicende degli ultimi giorni che, nonostante la gravità, sono da considerarsi eventi comunque rari, ma parliamo semplicemente di come negli ospedali (la maggior parte purtroppo) non favoriscano né l'avvio dell'allattamento né la relazione mamma-neonato.
 
C'è ben poco di naturale nel sottrarre (salvo casi d'emergenza) il neonato alla mamma per lavarlo e riconsegnarglielo ore dopo (nei casi di cesareo anche due ore dopo la nascita), così come nel portarlo in camera della mamma per poche ore al giorno. Oggi, fortunatamente, gli ospedali che praticano il rooming in sono sempre più diffusi, ma quelli arretrati, dove l'allattamento naturale lascia il tempo che trova, dove la glucosata è la prassi e il ciuccio un buon costume, sono ancora troppi.

36 comments

  1. Vanessa Gussetti 8 gennaio, 2016 at 22:19 Rispondi

    Io Andrea me lo sono tenuto attaccato anche quando l infermiera entrava e mi sgridava per metterlo giù …io sentivo che dovevo tenerlo addosso a me è così è stato e sono felice perché abbiamo un rapporto meraviglioso d amore

  2. Anna Pianta 8 gennaio, 2016 at 23:15 Rispondi

    Asti-subito in camera con te ma con la culletta, molte dicono che sia stancante, io ho preferito averle con me tutte e due le volte…trovo stupendo il ‘prolungamento del letto’

  3. Samuele Righetto 9 gennaio, 2016 at 16:02 Rispondi

    questo articolo non mi convince…. si belle le culle vicino al letto della mamma in ospedale… peccato però che in Olanda ci sia l’usanza di partorire a casa…. e se partorisci in ospedale, ti mandano a casa giá 2 ore dopo che hai partorito… quindi a che servano queste culle nn so…

Lascia un commento