29 maggio 2026 –
C’è qualcosa di magico nel pianificare un viaggio in famiglia. Scegliere la meta, immaginare gli occhi dei nostri figli davanti a un panorama nuovo, preparare i bagagli (impresa che richiede sempre una laurea in incastri millimetrici!). Eppure, ammettiamolo: nella mente di ogni mamma c’è sempre una vocina di sottofondo che sussurra: “E se qualcuno si ammala? E se succede un imprevisto proprio mentre siamo lontani da casa?”.
Quando si viaggia in Italia siamo tranquille, prepariamo una trousse con qualche farmaco per le emergenze e via… ma cosa succede quando si va all’estero? Abbiamo diritto alla stessa assistenza sanitaria? Serve sempre un’assicurazione privata?
Niente panico. Prepararsi al peggio serve proprio a godersi il meglio della vacanza in totale relax. Ecco una guida pratica e chiara per viaggiare con i bambini senza ansie, sapendo esattamente cosa fare.
1. Viaggiare nell’Unione Europea: la forza della TEAM
Se la vostra meta è un Paese dell’Unione Europea, la vostra migliore alleata è la TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia). Non è altro che la classica tessera sanitaria plastificata che tutti abbiamo nel portafoglio.
Ricordatevi anche di portare un documento d’identità del bambino: la carta di identità, per i minori di 14 anni, necessaria per poter viaggiare con i bambini in Europa (con la dicitura “valida per l’espatrio”), oppure il passaporto, per i viaggi extra UE.
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Cure impreviste e d’urgenza
Se un bambino ha la febbre alta, una tonsillite o un piccolo infortunio durante la vacanza, mostrando la TEAM avrete diritto a ricevere le cure mediche necessarie alle stesse condizioni e agli stessi costi dei cittadini del Paese in cui vi trovate.
- Attenzione al funzionamento locale: I sistemi sanitari non sono tutti uguali. In alcuni Paesi l’assistenza è gratuita, in altri vi verrà chiesto di pagare un ticket (come in Italia), in altri ancora potreste dover pagare subito la prestazione per poi chiedere il rimborso.
- Solo strutture pubbliche: La TEAM copre solo i medici e gli ospedali pubblici o convenzionati. Se andate in una clinica privata, la spesa sarà totalmente a vostro carico.
- Conservate tutto: Ricevute, fatture, prescrizioni… tenete ogni pezzo di carta per poter richiedere i rimborsi alla vostra ASL una volta rientrate.
💡 Nota sulle cure programmate: Se andate all’estero espressamente per sottoporre un bambino a una cura programmata e facoltativa, le regole cambiano e serve un’autorizzazione preventiva della ASL. Ma per i viaggi di piacere, vi basta la normale tessera sanitaria.
Cosa succede in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera?
Anche se non fanno parte dell’UE, questi Paesi hanno accordi specifici: la vostra tessera TEAM è validissima anche qui!
2. In Farmacia all’estero: la ricetta transfrontaliera
Se vostro figlio segue una terapia o se avete bisogno di un farmaco specifico soggetto a prescrizione medica mentre siete all’estero, potete usare la ricetta del vostro pediatra.
Per essere sicure che venga accettata in una farmacia europea, chiedete al medico una ricetta transfrontaliera. Spesso coincide con il modulo standard, ma assicuratevi che contenga per iscritto:
- Dati del piccolo paziente (Nome, cognome e data di nascita).
- Data di emissione.
- Dati del pediatra (nome, firma, indirizzo e contatto).
- Il principio attivo del farmaco: Questo è fondamentale! I nomi commerciali (il nome della marca) cambiano da Paese a Paese, mentre il principio attivo è universale.
Come funziona il pagamento e il rimborso
- Pagamento in farmacia: Quando si ritira un farmaco all’estero con ricetta transfrontaliera, si applicano le regole del paese in cui ci si trova. Di norma, il farmaco va pagato per intero direttamente al farmacista.
- Richiesta di rimborso: Al rientro in Italia, è possibile presentare la ricevuta di pagamento e la ricetta alla propria ASL di appartenenza per richiedere il rimborso, a patto che quel medicinale sia normalmente coperto dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Consiglio di mamma: Anche se ormai siamo abituate alle ricette elettroniche sullo smartphone, per l’estero chiedete sempre al pediatra la copia cartacea stampata. I sistemi informatici europei non sempre dialogano tra loro.
3. Numeri di emergenza e il caso “Brexit”
Il numero unico 112
In tutta l’Unione Europea (e anche in Svizzera e Islanda) il numero da chiamare per qualsiasi emergenza medica e non medica è il 112. È gratuito e risponde da qualsiasi telefono, anche senza scheda SIM locale. (In Norvegia, ricordate che il 112 è per la Polizia, mentre per l’ambulanza medica il numero specifico è il 113).
Come ci si comporta nel Regno Unito dopo la Brexit?
La fase di transizione è ormai conclusa e le regole sono definitive. Fortunatamente, gli accordi tra Regno Unito e UE hanno stabilito che i cittadini italiani possono continuare a usare la tessera TEAM per le cure mediche necessarie e urgenti durante un soggiorno temporaneo oltremanica. Nonostante questo, il governo britannico raccomanda caldamente di stipulare comunque un’assicurazione di viaggio (di cui parliamo tra poco).
4. Viaggiare Fuori dall’Unione Europea
Se volate verso mete extra-UE (Stati Uniti, Asia, Africa, ecc.), il Servizio Sanitario Nazionale italiano in linea generale non copre le spese mediche, né potrete chiederne il rimborso al ritorno. Un braccio rotto o una banale degenza ospedaliera in Paesi come gli USA possono trasformarsi in conti da decine di migliaia di euro.
I Paesi convenzionati
Esistono alcune eccezioni: l’Italia ha stipulato convenzioni bilaterali con alcuni Paesi (ad esempio Capo Verde, Australia, Brasile, ecc.) che garantiscono le cure urgenti. Tuttavia, spesso serve compilare un modulo specifico presso la propria ASL prima di partire.
5. Quando serve davvero un’assicurazione di viaggio?
La risposta breve è: fuori dall’UE è vitale, ma è consigliata anche in Europa. Perché stipularla anche se andiamo in Francia o in Spagna?
- Il rimpatrio sanitario: Se un membro della famiglia si ammala gravemente e c’è bisogno di un trasporto speciale (o di un aereo sanitario) per tornare in Italia, la tessera TEAM non copre questo costo. Le spese di soccorso e rimpatrio sono interamente a carico del cittadino.
- I massimali: In alcuni Paesi europei le prestazioni pubbliche prevedono comunque costi fissi molto alti non rimborsabili.
- Soccorso speciale: Se fate una vacanza in montagna e serve il soccorso sulle piste da sci o l’elicottero, l’assicurazione privata vi evita brutte sorprese sul conto corrente.
Nel budget di un viaggio in famiglia, la polizza medica è una quota minima che cambia completamente la qualità del sonno dei genitori.
6. Gli strumenti utili da salvare sul telefono
Prima di chiudere le valigie, salvate nei preferiti questi strumenti ufficiali:
- Il portale del Ministero della Salute “Se parto per…”: È una guida interattiva fantastica. Inserite la meta, il motivo del viaggio (turismo) e il vostro profilo, e il sito vi dirà esattamente cosa copre lo Stato italiano in quel Paese e quali moduli portare. (Anche se a volte l’intestazione si focalizza sull’UE, il database copre tutto il mondo).
- Il sito della Commissione Europea: Per i dettagli precisi sulle strutture e i rimborsi Paese per Paese in Europa (in inglese).
- Viaggiare Sicuri (Farnesina): Per gli aggiornamenti in tempo reale sulla sicurezza geopolitica e sanitaria di ogni nazione.
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I trucchi “salva-ansia” delle mamme viaggiatrici
Infine, un piccolo promemoria anche sulla sicurezza dei bambini mentre siamo in vacanza: in posti nuovi, probabilmente affollati, può succedere di perdere di vista il proprio bambino. Ecco qualche piccolo suggerimento per vivere la vacanza senza ansie:
- Il bigliettino in tasca: Mettete sempre nelle tasche dei bambini un foglietto con il vostro nome, cognome e il numero di telefono preceduto dal prefisso internazionale italiano (+39).
- I braccialetti identificativi: In estate, quando i bambini sono in costume o maglietta, usate i braccialetti in silicone o in tessuto impermeabile dove scrivere il vostro numero di telefono con un pennarello indelebile.
- Insegnare a chiedere aiuto: Spieghiamo ai bambini che, se si perdono, devono fermarsi e cercare una persona in divisa (un poliziotto, un addetto della sicurezza) o, se sono in un negozio, una persona dietro la cassa, oppure una mamma con altri bambini.
E voi, avete già vissuto l’esperienza di dover richiedere assistenza medica per voi o i vostri figli mentre eravate all’estero? Com’è andata? Raccontatecelo nei commenti!




