Assegno di maternità dei Comuni: cos’è, chi ne ha diritto e come richiederlo

Tra gli aiuti destinati alle famiglie in occasione della nascita o dell’ingresso di un bambino nel nucleo familiare c’è l’assegno di maternità di base, conosciuto anche come assegno di maternità dei Comuni.

Assegno di maternità dello Stato: cos’è e chi ne ha diritto (anche i padri)

Si tratta di una prestazione assistenziale prevista dall’articolo 74 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151. Una particolarità importante riguarda proprio la gestione dell’agevolazione: la domanda viene presentata al Comune di residenza, mentre il pagamento viene effettuato dall’INPS.

Il contributo non spetta automaticamente a tutte le neomamme: per ottenerlo è necessario rispettare determinati requisiti economici, di residenza e relativi alla copertura previdenziale.

Vediamo quindi chi può richiedere l’assegno di maternità dei Comuni, quali sono i requisiti e quanto tempo c’è per presentare la domanda.

Cos’è l’assegno di maternità dei Comuni

L’assegno di maternità di base è un sostegno economico riconosciuto in occasione della nascita di un bambino, dell’adozione o dell’affidamento preadottivo di un minore.

Nonostante venga spesso chiamato semplicemente “bonus maternità”, è importante non confonderlo con altre prestazioni INPS destinate ai genitori.

In questo caso, infatti, il beneficio viene concesso dal Comune di residenza, che verifica la presenza dei requisiti previsti dalla normativa, mentre l’INPS si occupa materialmente dell’erogazione della somma.

Chi può richiederlo

Il diritto all’assegno può essere riconosciuto, nel rispetto degli altri requisiti previsti, a cittadini italiani residenti, cittadini comunitari e cittadini stranieri in possesso di un titolo di soggiorno idoneo.

Per i cittadini stranieri è opportuno verificare direttamente con il proprio Comune quale tipologia di permesso o titolo di soggiorno consenta l’accesso alla prestazione.

La residenza rappresenta un elemento fondamentale perché è proprio al Comune di residenza che deve essere presentata la domanda.

I requisiti economici e previdenziali

L’assegno di maternità dei Comuni è una misura assistenziale e, di conseguenza, è destinato alle famiglie che rientrano entro specifici limiti economici aggiornati periodicamente.

Non basta quindi aver avuto un figlio o aver accolto un minore attraverso adozione o affidamento preadottivo: il nucleo familiare deve rispettare il requisito economico previsto per l’anno di riferimento.

Un’altra condizione riguarda la situazione previdenziale.

In generale, chi richiede l’assegno non deve avere una copertura previdenziale legata alla maternità, oppure deve beneficiare di una tutela economica inferiore all’importo previsto per l’assegno comunale.

In quest’ultimo caso può essere riconosciuta, quando ne ricorrono le condizioni, la quota differenziale, cioè la differenza tra il trattamento già percepito e quello spettante attraverso l’assegno di maternità dei Comuni.

Attenzione alla compatibilità con altri assegni di maternità

L’assegno comunale non è normalmente cumulabile con altri trattamenti previdenziali di maternità.

In particolare, tra i requisiti previsti c’è quello di non beneficiare già di un altro assegno di maternità INPS incompatibile con la prestazione.

La presenza di una diversa tutela non comporta però necessariamente l’esclusione in ogni situazione: se l’importo già riconosciuto è inferiore a quello dell’assegno comunale, può essere possibile ottenere la quota differenziale.

Per questo, soprattutto in presenza di altri trattamenti di maternità, è consigliabile verificare la propria situazione con il Comune.

Come presentare la domanda

La richiesta dell’assegno di maternità deve essere presentata al Comune di residenza.

È il Comune a verificare che la famiglia possieda tutti i requisiti previsti dalla legge e, una volta riconosciuto il diritto alla prestazione, a trasmettere le informazioni necessarie affinché l’INPS possa procedere con il pagamento.

Modalità operative e documentazione richiesta possono essere indicate dal singolo Comune, per cui è utile consultare il sito istituzionale della propria amministrazione o rivolgersi agli uffici competenti.

Quanto tempo c’è per richiedere l’assegno

Uno degli aspetti più importanti da ricordare riguarda la scadenza.

La domanda deve essere presentata entro sei mesi dalla nascita del bambino.

Nel caso di adozione o affidamento preadottivo, i sei mesi decorrono invece dall’effettivo ingresso del minore nella famiglia.

È quindi importante non aspettare troppo: trascorso il termine previsto, si rischia di perdere il diritto alla prestazione.

Quanto spetta

L’importo dell’assegno di maternità dei Comuni non rimane identico nel tempo, ma viene rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Di conseguenza, sia l’importo spettante sia i parametri economici di accesso devono essere verificati con riferimento all’anno in cui viene richiesto il beneficio.

L’INPS rende noti gli importi aggiornati attraverso le proprie comunicazioni ufficiali.

Chi concede e chi paga l’assegno?

Questo passaggio può creare qualche confusione perché nella procedura intervengono sia il Comune sia l’INPS.

La distinzione è semplice:

  • il Comune riceve la domanda, controlla i requisiti e concede l’assegno; l’INPS effettua il pagamento.

Non bisogna quindi presentare direttamente all’INPS la normale richiesta dell’assegno di maternità di base, perché il primo interlocutore della famiglia è l’amministrazione comunale.

Quanto tempo occorre per la lavorazione della richiesta

Per l’emanazione dei provvedimenti amministrativi il termine ordinario previsto dalla legge n. 241/1990 è di 30 giorni, salvo i casi nei quali disposizioni specifiche prevedano termini differenti.

A questi tempi possono aggiungersi quelli necessari per i successivi passaggi amministrativi e per l’erogazione da parte dell’INPS.

Una misura da non confondere con gli altri aiuti alla maternità

Tra assegni, bonus e prestazioni previdenziali può essere facile confondere le diverse misure disponibili dopo la nascita di un figlio.

L’assegno di maternità dei Comuni ha però caratteristiche precise: è una prestazione assistenziale collegata alla situazione economica della famiglia, viene concessa dal Comune e pagata dall’INPS.

La regola più importante da ricordare riguarda i tempi: la domanda deve essere presentata entro sei mesi dalla nascita o dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato.

Chi pensa di avere i requisiti può quindi rivolgersi al proprio Comune per verificare le modalità di presentazione della domanda, la documentazione necessaria e i valori economici aggiornati per l’anno di riferimento.

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