Broncospasmo e aerosol nei bambini

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Broncospasmo, labilità bronchiale e bronchiolite sono alcuni dei disturbi respiratori più comuni nei bambini. I cambi di stagione e le predisposizioni allergiche rendono i bronchi dei bambini più fragili e predisposti a quella sorta di “fischietto” durante la respirazione, che è il principale sintomo per accorgersi di questo tipo di disturbo.

Curarsi con l'aerosol

In questo caso, la cura prescritta dal pediatra sarà di certo l’aerosol, con un po’ di soluzione fisiologica e qualche goccia di broncodilatatore (le dosi vengono decise in base al peso del bambino).

Dalle 3-4 aerosol al giorno nella fase più acuta, per poi passare a due (mattina e sera) almeno per 4-5 giorni: queste sono le modalità della terapia normalmente applicata.

Pericolo cortisone: c'è da preoccuparsi?

I broncodilatatori, però, contengono cortisone (in grado di dilatare i bronchi, appunto) e i genitori spesso temono l’uso di questa sostanza, soprattutto per una possibile assuefazione. Ma il pediatra Bruno Tagliapietra rassicura: “Le dose usuali di derivati del cortisone per via inalatoria non hanno importanti effetti collaterali (e di questo argomento si è discusso parecchie volte in recenti congressi)”.

Quindi, se usato per brevi periodi e attendendosi alle indicazioni mediche, il cortisone non deve spaventare. Anche perché, molto spesso, l’aerosol non viene fatta in maniera adeguata e vi è una dispersione del farmaco addirittura di più del 90%.

Come prosegue il Dott. Tagliapietra, infatti: “E' stato dimostrato che se non si usa un apparecchio più che buono (mai ultrasuoni), calcolando quello che resta nell'ampolla, quello che viene perduto mentre il bambino espira, quello che rimane in bocca o nei grossi bronchi, ai polmoni arriva solo il 15% del farmaco. Se il bambino non collabora perfettamente ai polmoni ariva solo il 2% del farmaco. Oggi si preferisce usare gli spray con particolari distanziatori: la terapia è meno difficile, meno noiosa e più efficace”.

Lo spray: valido sostituto dell'aerosol?

Più rapido dell’aerosol, infatti, è un pratico distanziatore, da appoggiare alla bocca del bambino.

Una volta spruzzato il broncodilatatore sotto forma di spray, il bimbo non deve far altro che respirare in maniera normale per circa 10 volte, per un completo assorbimento dell'inalazione.

Questo metodo d’utilizzo è particolarmente consigliato nelle fasi acute o per gli attacchi asmatici.

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