Il diritto ad allattare di una mamma durante un concorso pubblico

diritto ad allattare

A una giovane aspirante universitaria di Palermo, circa 3 anni fa, era stato negato il diritto ad allattare il figlio di appena 6 giorni mentre effettuava il test di ingresso alla facoltà di medicina. Così la ragazza ha risposto frettolosamente al quiz, non usufruendo delle tre ore che aveva a disposizione, allo scopo di ricongiungersi quanto prima al piccolo. Come era prevedibile il risultato è stato disastroso: la ragazza, infatti, è stata giudicata non idonea.

Diritto ad allattare: il ricorso al Tar

Sentendosi vittima di una ingiustizia, la ragazza ha fatto ricorso al Tar che, tuttavia ha dato ragione all’Università di Palermo. Neanche questa risposta negativa, tuttavia, ha scoraggiato la giovane neomamma, che ha deciso, pertanto, di rivolgersi al Consiglio di giustizia amministrativa (CGA).

La sentenza rivoluzionaria del CGA

Il CGA per fortuna ha ribaltato la sentenza del Tar e ha riconosciuto alla donna il diritto di iscriversi alla facoltà di medicina. La sentenza è stata così motivata: “La condotta dell’amministrazione non appare in linea con i principi di solidarietà sociale e di tutela della maternità. La tesi difensiva dell’università secondo la quale alla ricorrente non è stato impedito di allattare appare rigidamente formalistica se non addirittura ipocritamente sofistica”. 

19 comments

  1. Erica McQueen 18 aprile, 2017 at 17:49 Rispondi

    Allattare ovunque ok…..ma per fare un test di ingresso magari il suo piccolo poteva lasciarlo un’oretta al papà o alla nonna o all’amica…..a meno che il bimbo non servisse come nascondiglio per i bigliettini 😜

  2. Letizia Lepore 18 aprile, 2017 at 18:32 Rispondi

    Io tre anni fa con una bimba di 16 gg sono andata a fare un concorso pubblico per entrare in ospedale.. non solo mi hanno fatto allattare prima e hanno aspettato che io finissi, ma hanno fatto aspettare mia madre e la bimba in una stanza affianco all’aula dove si teneva la prova e un componente della commissione andava periodicamente a vedere se la bimba aveva bisogno di me.. se fosse stato necessario una volta iniziata la prova il presidente mi aveva dato l’autorizzazione a farmi portare la.bambina ed allattare mentre scrivevo…ma non è stato necessario..

  3. Artemide Bjorn Pilia 18 aprile, 2017 at 18:33 Rispondi

    È molto strano. Ho fatto un concorso un anno fa, ero in stato di gravidanza in un’area apposita per le mamme, donne in stato di gravidanza e disabili. Con le neo mamme potevano rimanere i mariti, per poter aiutare la mamma durante lo svolgimento della prova. Ovviamente dopo l’inizio della prova, i mariti sono stati spostati di qualche metro, ma erano lì qualora ci fosse stato qualche problema e le hostess a disposizione.

  4. Valentina Caratelli 18 aprile, 2017 at 22:45 Rispondi

    Non so se il fatto è accaduto realmente….A volte ho la sensazione che siano solo spunti di riflessione….Volevo cmq dire a tutti quelli che sono intervenuti parlando di biberon, o lasciare i bimbi un paio d’ore….Che non hanno la minima idea di che cosa significa allattare a richiesta un neonato!

  5. Lallaby Laura 19 aprile, 2017 at 09:44 Rispondi

    Allora, se si vuole fare allattamento esclusivo il biberon NON SI DA. Sei giorni sono pochissimi e un bambino ha bisogno di stare con la mamma costantemente per vari fattori. Un’oretta per lui é un’eternità. Non vedono a quell’età tutto ciò che percepiscono é l odore e il corpo della mamma. Hanno paura di essere abbandonati e soffrono ancora le dimensioni troppo grandi dello spazio che li circonda. É un’oretta di agonia.

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