08/09/2026
A Fiavè, in Trentino, tre alunni della scuola primaria sono rimasti esclusi dallo scuolabus perché le loro abitazioni, nella frazione di Stumiaga, distano 960 metri dal plesso: 40 metri in meno rispetto alla soglia di un chilometro. Il pulmino continuerà a passare dalla frazione, ma i tre bambini non potranno salire. Le famiglie chiedono una risposta prima dell’inizio delle lezioni, fissato per il 10 settembre.
Il percorso più diretto passa dalla statale senza marciapiede
La regola provinciale prevede che il trasporto scolastico sia ordinariamente garantito agli alunni che abitano a oltre un chilometro dalla scuola. Il calcolo del Servizio Mobilità ha collocato le case dei tre bambini sotto questa soglia, escludendoli dal servizio in presenza di richieste che coprono tutti i posti disponibili.
Per le famiglie la questione non riguarda soltanto la distanza. Il tragitto più diretto verso la scuola primaria di Fiavè passa lungo la statale 421, dove non c’è un marciapiede e transitano automobili, corriere, camion e mezzi agricoli. Genitori e amministrazione comunale chiedono che si tenga conto delle condizioni della strada: secondo le famiglie, la velocità dei veicoli e il maltempo, soprattutto nei mesi invernali, rendono poco rassicurante il percorso quotidiano a piedi.
C’è anche una strada comunale che collega Stumiaga a Fiavè, ma lungo quell’itinerario la distanza supera il chilometro. È il punto sollevato dalle famiglie e dal Comune: il percorso più breve resta sotto la soglia prevista, mentre l’alternativa comunale va oltre il limite.
Venti posti disponibili per 23 richieste
A incidere sulla vicenda è anche la capienza del mezzo: il pulmino può trasportare 20 alunni, a fronte di 23 richieste. Per definire le priorità viene applicata una graduatoria che considera i bisogni educativi speciali, l’età, la distanza dalla scuola e l’appartenenza allo stesso nucleo familiare.
Il sindaco di Fiavè, Beniamino Bugoloni, ritiene che il caso debba essere affrontato anzitutto sul piano della sicurezza. Ha proposto che il pulmino effettui una prima corsa e poi torni a prendere gli altri bambini: un intervento che, secondo il primo cittadino, richiederebbe cinque minuti e qualche chilometro in più. «Sennò vado a caricarli io», ha detto.
Bugoloni ha scritto agli assessori provinciali ai Trasporti e all’Istruzione. Il sindaco segnala inoltre che Fiavè è cresciuta di 150 residenti negli ultimi dieci anni, arrivando a circa 1.100 abitanti, e che fino all’anno scorso non si erano verificati problemi per il servizio.
La Provincia cerca una soluzione, attesa una comunicazione entro ottobre
L’assessore provinciale ai Trasporti Mattia Gottardi ha spiegato che, in questo caso, i richiedenti in possesso dei requisiti occupano tutti i posti disponibili. Quando restano sedili liberi, ha aggiunto, possono essere trasportati anche gli alunni che abitano sotto la soglia del chilometro. I numeri definitivi delle scuole arrivano spesso a ridosso dell’avvio delle lezioni.
Il servizio provinciale, ha dichiarato Gottardi, sta cercando una soluzione per ridurre i disagi in tutto il Trentino. Una seconda comunicazione è indicata entro il 10 ottobre, ma per le famiglie resta aperta la necessità di capire come organizzare il trasporto dei tre alunni fin dai primi giorni di scuola.




